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Nuove regole in vista per il Fondo di Tutela dei Depositi

30/10/2013

Il Fondo Interbancario di tutela dei Depositi ha visto negli ultimi anni crescere la propria popolarità ma, purtroppo per i correntisti italiani, questo è dovuto al momento di difficoltà che alcune banche italiane stanno vivendo a causa della crisi finanziaria che imperversa sul sistema economico ormai da cinque anni. Dall’inizio del 2013, infatti, otto istituti di credito sono stati commissariati dalla Banca d’Italia, l’ultimo in ordine di tempo è stato Banca Marche (per approfondimenti vai all'articolo relativo al commissariamento di Banca Marche pubblicato su ConfrontaConti.it). In questo modo il Fitd (acronimo che sta appunto per "Fondo interbancario di tutela dei depositi") è entrato nel linguaggio comune dei proprietari di conti correnti e conti deposito: infatti, in caso di default della banca, sarà compito del fondo interbancario risarcire i correntisti, fino a un tetto massimo di 100mila euro.

Fortunatamente da Bruxelles arrivano buone notizie sulle riforme normative che tutelano i correntisti in caso di fallimento degli istituti: l’Unione Europea sta infatti definendo una direttiva che, a partire dal 2014, uniformerà a livello comunitario i sistemi di garanzia dei depositi. Il principale cambiamento riguarderà il meccanismo di finanziamento del consorzio bancario da parte degli istituti di credito associati: a tutt’oggi, infatti, la procedura prevede che il Fitd riceva dalle banche la copertura finanziaria solo nel caso in cui una banca venga messa in liquidazione. La direttiva UE permetterà al Fondo di essere dotato in anticipo dei soldi necessari a coprire eventuali default e garantire così maggior tutela ai correntisti e, più in generale, a tutti i depositanti inconsapevoli che hanno affidato i propri risparmi ad una banca a rischio di fallimento.

I cambiamenti a favore dei correntisti riguarderebbero anche le tempistiche di intervento del Fitd, che passerebbero dagli attuali 20 a 7 giorni per il risarcimento nei confronti dei risparmiatori, e l’introduzione di una clausola nel regolamento del Fondo che assicurerebbe ai correntisti di vedersi rimborsato non solo il capitale depositato ma anche gli interessi su questo maturati alla data di messa in liquidazione della banca (il rimborso comunque continuerà ad essere limitato a 100mila euro per correntista).

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