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Il vecchio assegno smetterà di circolare

18/09/2014

assegno

Figlio del boom economico e di decenni di old e new economy, l’assegno bancario sta per chiudere la sua lunga, onorata carriera. Lo rivela la BCE, Banca Centrale Europea, secondo la quale sempre meno persone lo utilizzano come strumento di pagamento.

L’entrata nell’euro e l’introduzione di nuovi e più evoluti mezzi di pagamento ne hanno decretato il lento declino e hanno confermato la sua inadeguatezza al pagamento delle transazioni. Lo scorso anno, in Italia, solo nel 5,63% delle transazioni, è stato usato l’assegno bancario come strumento di pagamento, mentre fino a quindici anni fa, nel 1999, il 41,6% di tutti i pagamenti diversi dal contante avveniva con assegno. Una rivoluzione culturale, se si pensa in quante mani finiva fino a pochi anni fa l’assegno grazie a una semplice girata.

L’assegno bancario è un mezzo di pagamento che consente al titolare di un conto corrente bancario di disporre che la propria banca paghi “a vista” una somma di denaro. Un titolo di credito che impone la presentazione fisica del pezzo di carta a ogni tappa della sua lavorazione, come prevede la Convenzione di Ginevra del 1931 che ancora lo regola.

L’assegno è ancora uno strumento importante di pagamento in alcuni paesi: Malta, Cipro, Francia ne fanno ancora grande uso. Completamente differente la scelta di gran parte dei paesi del Nord e di parte dell’Europa: già oggi nessuno paga più con un assegno in Svezia, in Finlandia, in Danimarca, in Germania, in Polonia, in Slovenia, in Slovacchia, nelle Repubbliche baltiche. Ma sorprende anche la Spagna, dove l’anno scorso solo lo 0,67% delle transazioni sono state effettuate con assegni.

Per contro, il mezzo di pagamento preferito dei circa 508 milioni di cittadini UE sono le carte di credito: nel 2013 ne sono circolate 760 milioni (+3% rispetto al 2012), con una spesa media di circa 49 euro a transazione.

A testimonianza della crescita dei pagamenti elettronici, la diminuzione degli sportelli Atm per prelevare contante: meno 0,2% rispetto allo scorso anno. Cala anche il numero dei Pos, che registrano una riduzione di quasi il 2% di unità in tutta Europa, sia a causa della loro onerosità, sia a causa della progressiva crisi degli esercizi commerciali.

A cura di: Paola Campanelli
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