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Come funziona il conto cointestato per conviventi?

Il conto corrente cointestato è sempre più diffuso in Italia, non solo per i suoi vantaggi di natura pratica, ma anche economica. Infatti, consente risparmiare sui costi fissi, come il canone e l’imposta di bollo. Questa tipologia di conto può essere a firma congiunta o disgiunta.

coppia sorridente al pc con carta di credito in mano
Conto corrente cointestato: tutte le informazioni utili

Il conto corrente è uno strumento pensato per semplificare la gestione del denaro e offrire ai clienti una serie di servizi importanti, quali: l’accredito dello stipendio o della pensione, i pagamenti, gli incassi, i bonifici, la domiciliazione delle bollette, la carta di debito, la carta di credito, gli assegni. E se i titolari del conto sono due, i vantaggi raddoppiano sia in termini economici che pratici. Convivere equivale, infatti, tante volte a pianificare insieme il budget familiare e a gestire le finanze tramite un unico rapporto bancario.

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Come funziona il conto cointestato per fidanzati, non sposati?

Il conto bancario cointestato può essere aperto tra genitori e figli maggiorenni, tra marito e moglie, tra conviventi, anche se non ci sono vincoli di parentela o legami di coppia. Vediamo in particolare come funziona un conto cointestato in una coppia e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa formula.

Il conto corrente cointestato per fidanzati prevede, ad esempio, che una coppia condivida la gestione dei propri risparmi, facendo convogliare magari entrambi gli stipendi o entrate su un unico conto comune. Con un conto condiviso si semplifica anche la gestione delle spese collettive, quali: bollette, tasse, spese condominiali. Ogni partner può operare sul conto.

Una sentenza della Cassazione (26424/2013) ha stabilito che i soldi depositati su un conto corrente cointestato appartengano a entrambi i titolari. L’unica eccezione è il caso in cui uno dei due partner riesca a dimostrare che le somme sono solo sue.
Nel caso specifico di questa sentenza, una donna è stata condannata a risarcire l’ex convivente poiché aveva utilizzato la liquidità dell’uomo, anche se il conto era formalmente cointestato. La legge parla chiaro dunque: ne sono consapevoli molte giovani coppie che oggi, per una questione di praticità e riduzione costi, scelgono di cointestare un conto. Un modo per ridurre le spese di gestione concentrandole in un solo conto corrente, anziché in due separati.

Cointestare significa semplificare anche i rapporti con la banca, con un risparmio di tempo notevole. Un discorso valido sia per le coppie di fatto sia per i coniugi. Per risparmiare, la tendenza è quella di optare sempre più per soluzioni che riducano al minimo i costi: ecco perché aumentano le giovani coppie di fidanzati che scelgono, da un lato, di cointestare il conto corrente e, dall’altro, di optare per le soluzioni online per effettuare operazioni in qualsiasi momento della giornata, comodamente da casa e azzerando tra l’altro le commissioni in genere applicate in filiale.

Utilizzare un conto in comune vuol dire che due o più persone che ne siano titolari possano depositare il denaro, prelevare contanti, accreditare stipendi, ricevere ed effettuare bonifici, pagare le utenze, usare le carte di debito, di credito o il carnet di assegni collegati al conto. I punti di forza di un conto corrente cointestato sono tanti: una coppia di fidanzati può aprire, infatti, un unico conto bancario per far fronte alle rispettive esigenze, facendo confluire qui il denaro necessario e prelevando per le relative spese. I vantaggi, oltre ad essere di natura pratica, sono anche economici: con un unico conto corrente, invece di due, si risparmia sui costi fissi, quali: il canone, l’imposta di bollo, le spese per l’invio delle comunicazioni al cliente.

Banca d’Italia suggerisce ai consumatori di considerare comunque sempre l’ISC – Indicatore Sintetico di costo - come utile parametro di valutazione dei costi prima della scelta di un conto corrente. Questo valore ci permette di conoscere, infatti, il costo complessivo del conto corrente, a seconda delle spese e delle commissioni che verranno addebitate durante l’anno, esclusi però gli oneri fiscali e gli interessi.

Al contrario lo svantaggio di un conto cointestato per una coppia di fidanzati sta nel fatto che il capitale versato venga considerato diviso in parti uguali tra gli intestatari, anche se magari la somma viene depositata soltanto o in prevalenza da uno dei due titolari.

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Cosa significa conto corrente cointestato a firma congiunta?

Per aprire un conto cointestato servono sia la carta d’identità che il codice fiscale di tutti i titolari. Sono due le opzioni tra cui scegliere: conto cointestato a firma congiunta e conto a firma disgiunta. Si parla di firma congiunta quando le operazioni sul conto possono essere effettuate solo con il consenso e la firma di tutti i titolari. Se il conto viene aperto a firma congiunta, è necessario – in caso di chiusura – che tutti i titolari ne chiedano l’estinzione.

Come capire se un conto cointestato è a firma disgiunta?

Se si opta per un conto corrente cointestato a firma disgiunta, gli intestatari possono effettuare invece qualsiasi tipo di operazione indipendentemente dall’approvazione dell’altro. Ciò significa che ciascun titolare può operare autonomamente sul conto corrente. E se si decide di chiudere questo rapporto bancario, ciascun intestatario può farne richiesta liberamente.

Ultimo aggiornamento novembre 2023

A cura di: Tiziana Casciaro

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