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Quali tasse si pagano su un conto corrente?

Attivare e mantenere attivo un conto corrente comporta delle spese, come ad esempio il pagamento di tasse o imposte specifiche? Per un conto corrente si pagano sostanzialmente due tasse: l'imposta di bollo e la ritenuta fiscale sugli interessi creditori.

uomo con mano in testa calcola tasse su conto corrente
Quali tasse si pagano sul conto corrente

Con un conto corrente viene semplificata la gestione del denaro: la banca ‘accoglie’ i nostri risparmi e offre ai clienti una serie di servizi. Due le tasse conto corrente che vanno pagate dai titolari.

Scopriamo quali sono le tasse sui conti correnti:

  • L’imposta di bollo, di importo fisso e dovuta per il solo fatto di avere un conto corrente. I conti correnti intestati a persone fisiche con un saldo medio annuale inferiore ai 5.000 euro sono esentati dall’imposta di bollo. Per le persone fisiche con un saldo medio superiore alla soglia indicata l’imposta è attualmente pari a 34,20 euro. L’imposta di bollo per i conti correnti di persone giuridiche, invece, è pari a 100 euro l’anno, indipendentemente dal saldo medio annuale. Può essere versata in un’unica soluzione, oppure trimestralmente o mensilmente. In alcuni casi poi è la banca a farsi carico dell’imposta, che conseguentemente non viene addebitata al correntista.
  • La ritenuta fiscale sugli interessi creditori maturati sul conto corrente. La ritenuta, a partire dal 01/07/2014, è del 26%.

Quanto costa avere più di 5000 euro sul conto corrente?

I correntisti pagano l’imposta di bollo sul conto corrente a seconda della periodicità con cui ricevono l’estratto conto. I titolari di un conto corrente con invio dell’estratto a cadenza annuale pagheranno un unico addebito a fine anno pari a 34,20 euro se la giacenza media è superiore a 5.000 euro. Se la giacenza media è pari o inferiore a questa cifra, non si paga. Così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, si parla di giacenza media annua per indicare l’importo medio delle somme a credito di un cliente in uno specifico periodo comparato a un anno. Il calcolo viene fatto dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365, autonomamente dal numero di giorni in cui il conto o il deposito sono attivi.

Chi è titolare di un conto corrente con invio estratto conto con cadenza trimestrale, verserà 8,55 euro a fine marzo, a fine settembre, a fine giugno e a fine dicembre. Ma se la giacenza media è superiore ai 5.000 euro solo in due trimestri, ad esempio, negli altri due trimestri non verrà addebitata la somma di 8,55 euro.

Chi possiede più conti correnti o libretti di risparmio, pagherà per ogni singolo rapporto se la somma è sempre superiore a 5.000 euro. In caso di estratto conto mensile, il pagamento dell’imposta di bollo verrà effettuato in 12 rate con importo di 2,85 euro ciascuna. Se l’estratto conto è semestrale, si pagherà un bollo di 17,10 euro ogni sei mesi, sempre se la giacenza media semestrale del conto supererà i 5.000 euro.

Come non pagare le tasse sul conto corrente?

Si è esenti dal pagamento dell’imposta di bollo nel caso in cui il conto sia in rosso o si appartenga a una bassa fascia di reddito. È il caso dei titolari del conto base, offerto gratuitamente e in esenzione dalle imposte per chi ha un reddito ISEE non superiore a 11.600 euro. Chi intende beneficiare di questa agevolazione, deve presentare alla banca un’autocertificazione entro il 31 maggio di ogni anno.

Negli ultimi tempi, inoltre, sono molte le banche che propongono conti correnti senza imposta di bollo. Si tratta in realtà di promozioni che vedono l’istituto di credito versare l’imposta all’Agenzia delle Entrate, senza addebitarla ai suoi clienti. I conti correnti a costo zero nascono soprattutto per catturare l'attenzione dei nuovi clienti, attratti dall'idea di non versare le tasse conto corrente.

Come si calcola l'imposta di bollo sul deposito titoli?

Si deve poi ricordare che si paga un’imposta di bollo anche sul dossier o deposito titoli, un particolare conto dedicato al risparmio in titoli o fondi che può essere associato al conto corrente. Secondo quanto disposto dal Decreto Legge del 6 Dicembre 2011, n°201, l'imposta di bollo è stabilita in misura proporzionale al controvalore di mercato dei titoli posseduti. Il tributo nel 2013 era pari allo 0,15% con un minimo di 34,20 euro ad un massimo di 1.200 euro; a partire dal 2014 è stato elevato allo 0,20% senza importo minimo. Tutti gli strumenti finanziari vengono assoggettati a tassazione, anche quelli che non si trovano materialmente in un dossier come, ad esempio, i fondi comuni di investimento e le polizze vita o, ancora, i buoni postali fruttiferi.

Per deposito titoli si intende un conto particolare usato unicamente per accogliere i risultati delle operazioni di compravendita di strumenti finanziari come ad esempio i titoli pubblici BOT, CCT, le azioni, obbligazioni, eccetera.

Sulla lunghezza d’onda opposta al conto corrente c’è poi il deposito a risparmio. Questo strumento, pensato solo per accogliere risparmi, anche dei minori, consente l’effettuazione di poche operazioni, come ad esempio i versamenti e i prelievi che sono annotati sul libretto di risparmio. In questo caso gli investitori affidano all’istituto di credito il proprio capitale e in cambio ricevono un interesse. La banca restituirà la somma alla scadenza del contratto o alla richiesta dell’utenza a seconda che i titoli siano vincolati o liberi.

Ultimo aggiornamento novembre 2022

A cura di: Tiziana Casciaro

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