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Analisi Banca d’Italia: conto corrente giovane, meno spese

13/09/2013

Anche quest’anno l’Indagine sul costo dei conti correnti delle famiglie 2013 pubblicata da Banca d’Italia, arrivata alla terza edizione, conferma un trend ormai affermato nei due anni precedenti: i conti correnti più giovani, ovvero aperti entro gli ultimi due anni, hanno una spesa inferiore rispetto alla media dei conti italiani. Secondo le stime di Bankitalia, infatti, i conti aperti da uno e due anni hanno una spesa media (al netto degli utilizzi a debito) rispettivamente di 64,1 euro e 70 euro, contro una media generale di 88,9 euro.

Quindi, l’analisi 2013 conferma una volta di più la convenienza dei contratti accesi di recente: basti pensare che un conto che ha almeno 10 anni di anzianità ha una spesa media di oltre i 100 euro (101,9 euro) alle quali devono essere aggiunte le eventuali spese per utilizzo di debito. Insomma, cambiare conto corrente conviene sempre di più.

Il ribasso delle spese riscontrato sui conti correnti analizzati nel 2012 è riconducibile alle minori spese fisse praticate dagli istituti, in particolare ai canoni. Dall’analisi emerge poi che è l’operatività dei conti che incide maggiormente sui loro costi. Infatti, un alto numero di operazioni può incidere pesantemente in modo negativo sulle tasche degli italiani: l’indagine rivela che, per chi effettua non più di 50 operazioni l’anno, la spesa complessiva media è di 57,9 euro, mentre può salire fino a 129 euro per la fascia operativa più alta, cioè per coloro che effettuano più di 200 operazioni l’anno. Un’altra caratteristica da tenere in mente quando si cerca un conto corrente e si vuole risparmiare è il canale di utilizzo: sulle operazioni effettuate tramite home banking si beneficia di costi di scrittura inferiori rispetto alle tradizionali operazioni effettuate allo sportello. Al fine di ridurre i costi le banche stanno cercando di promuovere l’operatività online, anche attraverso una differenziazione di pricing, ce può tradursi in risparmi elevati per i clienti che effettuano molte operazioni all’anno.

Ancora non decifrabile è invece l’impatto delle nuove disposizioni su costi di affidamento e degli sconfinamenti sui conti correnti: l’eliminazione della commissione di massimo scoperto e l’introduzione delle nuove remunerazioni nell’ottobre 2012 hanno consentito infatti solo una parziale analisi dell’impatto sulle spese dei conti correnti. Dalle prime analisi però le spese per l’utilizzo a debito dei conti sembrano essere in diminuzione rispetto al 2011: ad esempio, nel 2012 gli oneri corrisposti in caso di affidamento e di scoperti sono risultate pari a 14,7 euro (senza calcolare gli interessi), mentre l’anno precedente ammontavano a 16,9 euro.

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