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Antitrust: sui conti correnti si possono risparmiare 180 euro

27/09/2013

L’Agcm, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha effettuato un’indagine conoscitiva sulla situazione del mercato dei conti correnti bancari in Italia: si tratta di un’analisi che ha coinvolto 52 istituti di credito e oltre 14.500 sportelli. Dall’indagine, avviata nel 2011, è emerso come rispetto al 2007 i costi sono risultati in calo solo per alcune tipologie di correntisti ed alcuni tipi di operatività, in particolare i giovani che operano allo sportello, ma complessivamente le riduzioni sono risultate poco rilevanti considerando il valore assoluto dell’ISC (Indicatore Sintetico di Costo). L’indagine ha anche fatto emergere come negli istituti di maggiori dimensioni i conti correnti risultano mediamente più costosi, ed ha confermato che i conti correnti online risultano mediamente più convenienti di quelli tradizionali, arrivando a costare il 30% in meno, con punte fino al 40% per i giovani. Infine l’indagine ha mostrato come esista molta variabilità fra i costi dei conti correnti, da cui deriva che i correntisti italiani potrebbero godere di costi sui conti correnti nettamente più contenuti: i dati dell’antitrust indicano possibili risparmi di 180 euro all’anno cambiando conto corrente!

Per godere di spese inferiori, i consumatori dovrebbero riuscire a sfruttare le opportunità che si sono create grazie all’aumentata concorrenza e alle modifiche strutturali del mercato dei conti correnti (la concorrenza è stata sicuramente favorita dalle riforme della normativa secondaria in materia di trasparenza ed informativa sui servizi bancari). L’Agcm evidenzia però che, paradossalmente, a fronte del mutato e più favorevole contesto competitivo, sarebbe proprio il basso tasso di mobilità dei correntisti alla base delle forti differenze di costo esistenti fra i conti correnti analizzati (il tasso di mobilità dei correntisti italiani, ossia il rapporto fra nuovi conti accesi rispetto al totale, risulta pari al 10% ed è in linea con i dati medi europei).

Secondo l’indagine stessa, a monte della ridotta mobilità dei correntisti (sia fra banche diverse che anche all’interno della stessa banca) ci sarebbero in primo luogo problemi di conoscenza delle opportunità esistenti: insomma, secondo l’Agcm gli istituti non provvederebbero a informare in maniera esaustiva sulle proprie offerte più vantaggiose. Per questo l’antitrust indica che potrebbero ottenersi benefici importanti migliorando il grado di trasparenza delle informazioni, suggerendo che le banche potrebbero essere tenute a fornire informazioni sui migliori conti disponibili nei propri sportelli bancomat e che dovrebbero informare la propria, almeno annualmente clientela delle nuove offerte disponibili. L’Agcm ha sottolineato inoltre che “sempre sul tema della trasparenza informativa volta ad agevolare la comparazione tra c/c alternativi, rilevante sarebbe la diffusione di nuovi e ulteriori strumenti di ricerca (motori di ricerca via internet), in grado di fornire modalità di confronto diverse e in grado di assicurare terzietà rispetto al settore.” L’Agcm sembra essere rimasta un po’ indietro, e non essersi accorta che già da diverso tempo i comparatori online indipendenti svolgono un’importante funzione di supporto nella ricerca dei migliori conti correnti: tra questi un ruolo di primo piano viene svolto da ConfrontaConti.it, il primo comparatore di prodotti di conto in Italia che vanta oltre 10 mila visitatori unici al giorno, e che riveste un ruolo di primaria importanza nel mercato dei conti correnti e dei conti deposito. Un maggiore stimolo alla comunicazione e alla trasparenza da parte delle banche, soprattutto se incentrata sulla comparazione tra i prodotti, sarebbe sicuramente un’azione positiva per il mercato dei conti correnti, ma è bene ricordare che spetta ai consumatori il compito di ricercare il prodotto più conveniente: il miglioramento delle condizioni contrattuali da parte delle banche partirebbe proprio dall’adesione dei consumatori ai conti correnti più economici e, con un effetto ad esclusione, tali condizioni contrattuali diventerebbero un vincolo imprescindibile per rimanere sul mercato.  

Fra le misure suggerite dall’antitrust per aumentare la mobilità dei correntisti ci sono anche il taglio dei legami esistenti fra il conto corrente e gli altri servizi bancari, come ad esempio il mutuo, il risparmio amministrato e le polizze assicurative, e la riduzione dei tempi di chiusura del conto corrente, ancora troppo lunghi (è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni). 

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