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Conti Correnti: dal prossimo luglio cambia la tassazione sulle rendite

09/05/2014

Fra poco più di due mesi, a partire dal 1° luglio, il governo Renzi alzerà al 26% le tasse sui conti correnti, sui conti di deposito e sui libretti postali. L’aliquota ora al 20% lieviterà di ben 6 punti percentuali.

Nel marzo scorso, il ministro dell'economia Padoan aveva assicurato che i conti correnti e i conti di deposito sarebbero stati esclusi dal prossimo aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, attuato dall'esecutivo per trovare una copertura al taglio dell'Irap e alla riduzione dell'Irpef sulle buste paga. Poi, però, il governo ha fatto marcia indietro e ha deciso di colpire quasi tutti i prodotti del risparmio, escludendo soltanto i titoli di stato e i buoni fruttiferi postali.

Quali saranno le conseguenze per i risparmiatori?

Per i conti correnti tradizionali, la maggior tassazione a carico del risparmiatore sarà, in valore assoluto, un po' più modesta. Secondo i calcoli della Cgia, (la confederazione degli artigiani di Mestre) un correntista che ha in deposito 12mila euro dovrà sborsare appena 1 euro in più all'anno di tasse. Per i conti con una giacenza sopra i 50mila euro, l'aggravio sarà di almeno 26 euro ogni 12 mesi e salirà a circa 170 euro all'anno per chi ha in deposito  oltre 250mila euro.

Per i conti deposito, che rappresentano una forma di investimento sicura, il discorso è leggermente diverso poiché legato al tipo di giacenza messa sul conto. Oggi i conti di deposito più remunerativi sul mercato offrono un interesse fino al 2,5-3% all'anno. Alcuni prodotti possono arrivare anche al 4%, ma soltanto se il risparmiatore è disposto a tenere vincolate le giacenze per un periodo di tempo molto lungo, cioè per 5 anni.

Conti alla mano, un risparmiatore che ha in deposito 10mila euro, oggi incassa un rendimento netto tra 200 e 320 euro all'anno. Con la nuova tassazione, il guadagno scenderà tra 185 e 296 euro ogni 12 mesi, a causa di una maggior imposta compresa tra 15 e 24 euro.

Un po' più elevato sarà l'aggravio per chi ha una giacenza di 50mila euro che vedrà salire il prelievo fiscale annuo di un importo tra 75 e 120 euro. Se invece la somma depositata è di 100mila euro (sempre nell'ipotesi che siano stati scelti dei depositi con rendimenti tra il 2,5 e il 4%), la maggior tassazione per il risparmiatore sarà compresa tra 150 e 240 euro all'anno.

A cura della Redazione

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