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Blocco dei conti correnti USA in Svizzera?

28/07/2014

banche_svizzere

La Svizzera viene spesso considerata come un paradiso fiscale, a volte ai limiti dell'impunità, per tutti coloro che vogliono tutelare i propri patrimoni avvalendosi della discrezione e della tutela della privacy, che non ha eguali presso gli istituti di credito elvetici. Eppure, quanto sta accadendo in questi ultimi giorni potrebbe fare giurisprudenza, e cambiare le abitudini di milioni di facoltosi correntisti.

Le principali banche svizzere infatti stanno minacciando la propria clientela statunitense del 'congelamento' dei propri conti correnti: una misura che verrà applicata se i correntisti non forniranno le necessarie informazioni e la documentazione che attesti la propria regolare posizione verso il fisco americano. Il quale, a sua volta, marca strettissimo le banche elvetiche, accusate in alcuni casi, grazie alla loro particolare regolamentazione, di vero e proprio favoreggiamento all'evasione fiscale per i contribuenti americani che hanno capitali versati in Svizzera.

Il contenzioso viene osservato con grande interesse dal resto del mondo, visto che se iniziasse a traballare la proverbiale discrezione - e con essa i relativi vantaggi - con la quale le banche svizzere gestiscono i capitali esteri, la cosa potrebbe avere ripercussioni serie a livello internazionale. Bisogna però considerare come siano le particolari condizioni del fisco americano a mettere alle strette le banche elvetiche, che non vogliono incappare nei problemi che già, a causa dei controlli arrivati dagli USA, hanno dovuto affrontare due banche della confederazione.

Nello specifico, stiamo parlando di Credit Suisse e di UBS, che hanno visto aprirsi un contenzioso con il fisco americano, dovuto proprio alle poche esaurienti informazioni fornite riguardo alcuni contribuenti nel mirino. Dall'America le condizioni sono chiare: entro la fine del mese di luglio dovranno arrivare tutte le informazioni necessarie e, a loro volta, le banche hanno fissato questo termine con i loro clienti, pena il sopra citato congelamento dei conti correnti.

Il dibattito riguardo le possibili conseguenze di questa vicenda si è aperto ed è diventato immediatamente vivace: in molti, come detto, vedono queste misure come l'inizio di una possibile svolta epocale, in cui un atto così perentorio da parte delle banche nei confronti dei correntisti esteri, possa essere visto come una violazione verso quella che è la normativa da sempre vigente nelle banche svizzere. D'altra parte, c'è chi ha ricordato come gli input arrivino direttamente dal fisco americano, e che la legge dei paesi d'appartenenza della clientela vada comunque rispettata. In caso di false informazioni fornite da parte del cliente, le banche potrebbero considerarsi a loro volta parte lese e, dunque, non ritenersi direttamente coinvolte nel problema, scaricando in maniera definitiva sul cliente, tutta la responsabilità di eventuali violazioni.

A cura della Redazione

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