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ISEE 2015: attenzione a conti correnti e deposito

14/10/2014

ISEE

Anche i conti correnti ed i conti deposito entreranno nei parametri per il calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). Questa la principale novità introdotta dal Governo per il 2015. Già nel 2013 c’erano state revisioni nel sistema per il calcolo della situazione economica e familiare, ma quelle ufficializzate in questi giorni avranno un impatto considerevole sul calcolo. Nel mirino, conti correnti e deposito: sembra infatti che l’80% delle domande ISEE presentate gli scorsi anni non indicassero, impropriamente, il possesso di forme di risparmio ed investimento.

Per individuare i “finti poveri”, il nuovo sistema prenderà in esame il reddito dell’intero nucleo familiare, il patrimonio immobiliare (fabbricati e terreni ai fini IMU), i depositi bancari, i conti correnti, gli investimenti in Titoli di Stato e azioni. Andranno inoltre indicati i redditi esenti Irpef, quali ad esempio le borse di studio, gli assegni di accompagnamento, le pensioni di invalidità, ma anche assegni di accompagnamento, assegni al nucleo familiare, cedolare secca, trattamenti assistenziali, previdenziali, indennità.

Vengono inoltre introdotti correttivi per i nuclei familiari con portatori di handicap: sarà applicata una franchigia di 4.000 per una disabilità media, di 5.500 euro in caso di disabilità grave, fino a 7.000 euro in presenza di persone non autosufficienti. Si arriva a 9.500 euro se il figlio è minorenne.

Per quanto riguarda i conti correnti, se il contribuente ometterà di dichiararne il possesso, scatteranno controlli automatici.

In questo modo si cercherà di determinare l’effettiva condizione economica delle famiglie che richiedono di accedere a prestazioni sociali agevolate.

Vengono stabilite novità anche nella valutazione degli immobili: per le abitazioni il parametro di riferimento è la base imponibile ai fini IMU. La prima casa non concorre al calcolo ISEE se il suo valore è inferiore a 52.500 euro. Se superiore e rientrante nel calcolo, la cifra viene incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Per il nuovo Isee 2015, l'utente è tenuto a comunicare al Caf le informazioni obbligatorie che verranno successivamente trasmesse all'Inps per un controllo formale della correttezza dei dati e per il calcolo dell’indicatore.

Per rendere ancora più efficaci i controlli, solo inizialmente si potranno autocertificare i dati relativi a conti correnti e depositi; in seguito dovranno essere inseriti nell’anagrafe tributaria, che effettuerà controlli incrociati congiuntamente all’Inps.

A cura di: Alessia De Falco
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