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Accordo OCSE anti-evasione: più trasparenza sui conti

07/11/2014
Accordo OCSE anti-evasione: più trasparenza sui conti

Una vera e propria rivoluzione si innescherà a partire dal 2017 nell’ambito della gestione delle informazioni sui contribuenti. Si tratta di un accordo, il "Multilateral Competent Authority Agreement”, sottoscritto da 51 nazioni aderenti all’OCSE. Un modo per contrastare in maniera mirata ed efficace l’evasione fiscale.

L’accordo propone infatti un modello standard volto a gestire in maniera uniforme lo scambio di dati anagrafici, fiscali e finanziari tra i responsabili degli strumenti di controllo dei Paesi aderenti.

Questa omogeneizzazione delle basi dati diventa particolarmente utile qualora si debba analizzare la posizione di un soggetto che risiede (anche fiscalmente) in una nazione ma possiede conti correnti o depositi in un’altra.

Il protocollo, spiega l'Ocse in un comunicato, va ad integrare la convenzione sull'assistenza amministrativa in materia fiscale, in vigore dal 1995, concretizzando un invito più volte formulato in passato in occasione dei summit G20.

L'intesa consentirà pieno accesso ad informazioni bancarie, controlli fiscali contemporanei e multilaterali, assistenza transfrontaliera relativa ai tributi, pur, chiaramente, rispettando la sovranità nazionale ed i diritti dei contribuenti. 

E’ un tema cruciale, data la facilità con cui oggi è possibile trasferire denaro. Di conseguenza, diventa sempre più complesso per gli organismi di controllo verificare la legalità delle operazioni: si stima che negli ultimi anni l’evasione fiscale nei Paesi Offshore abbia raggiunto cifre da capogiro, ben oltre i 5.800 miliardi di euro.

In passato il segreto di stato è stata la chiave del business in molti Paesi e ha permesso di gestire capitale straniero entrante senza particolari problemi o verifiche.
Le cose hanno iniziato a cambiare dal 2010, con l’impegno, da parte degli Stati membri dell’UE a garantire la maggiore trasparenza possibile.

Sicuramente l’accordo che entrerà in vigore nel 2017 segnerà una pietra miliare per la cooperazione contro l’evasione. E, se al momento gli aderenti sono “solo 51”, dal 2018 anche le altre nazioni dovranno automaticamente adeguarsi.

A cura di: Alessia De Falco

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