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Al via il pignoramento diretto dei conti correnti

05/06/2017

I conti correnti ancora sotto tiro, ormai rifugio di buona parte dei risparmi degli italiani e bersaglio delle politiche di banche e fisco. Come preannunciato nella news "Equitalia: pignoramento possibile senza passare dal giudice", scatta il prossimo primo luglio la disposizione del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 che rende più facile il pignoramento del conto corrente in caso di debiti con il fisco e cartelle esattoriali da pagare.

L’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione – un tempo Equitalia - possa accedere direttamente all’Anagrafe Tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai conti correnti per verificare il patrimonio del contribuente al fine di rifarsi dei mancati pagamenti senza la procedura di autorizzazione del Giudice. Un cambiamento importante, visto che il precedente ente tenuto alla riscossione non ne aveva diritto, riservato alla sola Agenzia delle Entrate. La motivazione si legge in Gazzetta Ufficiale: “ritenuta la straordinaria necessità e urgenza per le esigenze di finanza pubblica e per il corretto rapporto tra fisco e contribuente di ottimizzare l'attività di riscossione adottando disposizioni per la  soppressione di Equitalia e per adeguare l'organizzazione dell'Agenzia delle Entrate, anche al fine di garantire l'effettività del gettito delle entrate e l'incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari”.

Il conto corrente del debitore sarà dunque bloccato e le giacenze girate direttamente al fisco come saldo degli importi a debito. Un importante intervento a discapito soprattutto del diritto alla privacy che un tempo copriva i conti correnti, già superato dalle nuove regole secondo le quali l’Agenzia delle Entrate ha accesso alle banche dati con ogni informazione su entrate e spostamenti di denaro di ciascun cittadino, ciò che consente di incrociare i dati e individuare qualsiasi movimento irregolare.

Secondo l’articolo 491 del codice civile, l’azione diretta sul conto corrente era solo una delle disposizioni che il Giudice poteva prendere a danno di un soggetto che avesse maturato debiti verso terzi, a favore di un terzo “beneficiario” individuato dal Giudice stesso e citato in giudizio. Da canto suo, Equitalia doveva prima raccogliere informazioni presso l’Agenzia delle Entrate, attendere una risposta e quindi attivare la procedura.

Con l’introduzione della nuova disciplina, la cartella esattoriale diventa essa stessa atto esecutivo e l’Agenzia può procedere al pignoramento del conto corrente, se passati 60 giorni dalla notifica la cartella esattoriale non è stata pagata. Dopo questo termine, l’Ente può procedere in autonomia inviando alla banca l’atto di pignoramento ancora prima di notificarlo all’interessato, per poi invitare quest’ultimo al pagamento di quanto dovuto entro altri 10 giorni dalla notifica. Se trascorsi 60 giorni dalla stessa notifica il debito non è stato ancora pagato, la banca sarà tenuta a versare le somme disponibili su conto corrente se sufficienti per un ammontare sufficiente a coprire il debito.

Intanto non si attenua la polemica delle associazioni dei consumatori, con Adusbef in prima linea secondo la quale i dati di Bankitalia - che rilevavano una riduzione dei costi di gestione dei conti correnti del 3,4% l’anno, attestandosi nel 2015 sui 77 euro – non rispecchierebbero la realtà, visto che secondo l’associazione i nostri conti sarebbero i più cari d’Europa, arrivando a toccare i 318 euro l’anno, contro quelli rilevati dalla media dell’Unione europea di 114 euro. A questo, continua Adusbef, si aggiunge l’aggravante del prelievo forzoso dovuto alla partecipazione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per il salvataggio delle quattro banche (Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara), argomento trattato nell’articolo "Aumenti sui conti correnti: interviene la Banca d’Italia".

Una carta a favore dei consumatori sta nella possibilità di poter cambiare conto corrente chiudendo il vecchio senza alcun costo e in tempi stretti. Ne abbiamo parlato in "Quando cambiare conto corrente?", ricordando che la legge semplifica la chiusura di un conto corrente e l’apertura di uno nuovo, accorciandone i tempi e stabilendo precisi obblighi per la banca uscente.

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A titolo di esempio, un utente di 35 anni con un saldo medio attivo di 5.000 euro che sceglie il canale di utilizzo online trova nel Conto BancadinAmica la soluzione più conveniente. Gli Interessi netti sono infatti di 55,65 euro al Tasso a regime dell’1.00% lordo e costi fissi e variabili pari a zero, visto che anche il canone e i bolli sono azzerati. Il conto consente inoltre prelievi Bancomat/VPay e pagamenti gratuiti in tutta Europa.

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A cura di: Paola Campanelli

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