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Cos'è e come evitare il pignoramento del conto corrente

15/11/2017

pignoramento conto corrente

In questi ultimi anni, caratterizzati da una crisi economica che ha avuto impatti forti su molte famiglie, non è purtroppo infrequente trovarsi nell’impossibilità di far fronte alla restituzione di un prestito, esponendosi al rischio di esecuzione forzata.

Difficilmente le banche, le società finanziarie e gli altri creditori rinunciano a recuperare la somma. Avendo a disposizione appositi uffici legali, si rivolgono ad essi per pignorare il conto corrente, che a differenza di beni come la casa e l'auto, rappresenta una fonte immediata di liquidità.

Quando arriva la lettera di un legale è giusto allarmarsi, specie se minaccia l'esecuzione forzata. La prima cosa da fare in questi casi è cercare di rimediare, rendendosi disponibili alla restituzione del debito. Un piano di rimborso rateizzato, o la concessione di un termine per saldare, possono allontanare l'eventualità di un pignoramento, quantomeno in modo temporaneo. Se il debitore riceve un titolo esecutivo invece, potrebbe essere troppo tardi.

Il titolo esecutivo (rientrano fra i titoli esecutivi le cambiali, i decreti ingiuntivi non opposti, le sentenze e le ordinanze di condanna e altre tipologie) è quel documento che consente di promuovere l'esecuzione forzata e che dà diritto al creditore di scegliere, per recuperare le somme che gli spettano, fra tre diverse forme di pignoramento:

  • il pignoramento immobiliare;
  • il pignoramento mobiliare;
  • il pignoramento presso terzi, in cui rientra il pignoramento del conto corrente.

Il pignoramento presso terzi è quella procedura che serve a bloccare, e successivamente a prelevare, il denaro dovuto al debitore da terzi, dove per terzi si intendono banche, società finanziarie e datori di lavoro. Non a caso questa forma di pignoramento ha ad oggetto quasi sempre conti correnti, conti deposito, crediti di lavoro e pensioni. 

Quando è in corso un pignoramento del conto corrente, il giudice autorizza il blocco delle somme per le quali il creditore agisce, mentre il saldo residuo resta nella disponibilità del titolare. È importante ricordare infatti, che tutti i conti possono essere pignorati, ma solo entro il limite del debito da saldare.

 Se il debito ammonta a 5.000 € ad esempio, non si potrà subìre un pignoramento superiore, ma il titolare di due o più conti correnti, il saldo dei quali solo congiuntamente soddisfa il creditore - vedrà prelevate somme da entrambi i conti, fino a concorrenza della somma. Anche i conti cointestati possono essere pignorati, ma anche qui è previsto un limite, e cioè, fino alla concorrenza della metà del conto (ed entro il sottolimite del debito da saldare).

Quanto allo stipendio e alla pensione invece, il pignoramento può avere ad oggetto solo la parte che eccede il triplo dell'assegno sociale sulle somme presenti in conto, fino al massimo di 1/5 di quelle che devono pervenire.

Chiarito cos'è il pignoramento del conto corrente, vediamo se è possibile evitarlo.

Il pignoramento del conto corrente può essere evitato, per la maggior parte delle volte, portando avanti una trattativa con l'avvocato di parte. Per fare ciò però è fondamentale evitare di giungere alla notifica del titolo esecutivo, ma di tentare una via conciliativa prima che l'esecuzione inizi il suo corso. 

Una furbizia adottata spesso, soprattutto dai debitori ‘seriali’, è quella di svuotare il conto corrente. Se il giudice trova il conto "a zero", non potrà fare altro che sbloccarlo e rimettere il titolare in condizione di utilizzarlo. Nel caso in cui il debito venga saldato tramite la giacenza sul conto, il conto in rosso si può chiudere senza spese una volta concluso il pignoramento.

La mossa di svuotare il conto corrente può essere efficace solo, ed esclusivamente, se non si è proprietari di altri beni. Non dimentichiamo infatti che, oltre al pignoramento presso terzi, il creditore ha altre strade da percorrere (la più gravosa è il pignoramento immobiliare)

Una domanda sorge spontanea: come può il creditore individuare il conto aperto e attivo (o i conti correnti) del debitore?

Può chiedere al giudice di consultare la cosiddetta anagrafe dei conti correnti, che fornisce una panoramica di tutti i rapporti bancari o postali. Anche l'Agenzia delle Entrate può procedere in questo modo, ma con un vantaggio: l'Ente non necessita dell'autorizzazione del Tribunale.

A cura di: Ele Libra

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