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Prelevare e versare contanti sul conto corrente: istruzioni per non incorrere in sanzioni

08/01/2018

Prelevare e versare contanti sul conto corrente: istruzioni per non incorrere in sanzioni

Le feste istituzionali sono sempre un’occasione di scambio di regali ed elargizioni tra parenti, a volte somme consistenti che inducono a fare i conti con un sistema bancario ormai sotto stretto controllo. Ecco allora perché torna utile conoscere le regole per versare e prelevare denaro contante dai conti correnti.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo avuto modo di scrivere anche nel nostro articolo "Conto corrente: i limiti ai prelievi e versamenti di contante", il fenomeno dell’evasione fiscale ha imposto il ricorso a un sistema di controllo che consentisse al fisco di fermare i potenziali evasori. L’Agenzia delle Entrate si serve infatti dell’Anagrafe dei conti correnti, un enorme archivio che convoglia tutte le informazioni relative ai saldi di conto, le liste dei movimenti e ogni rapporto intrattenuto da banche e uffici postali con i clienti, inclusi i pagamenti effettuati con carta di credito o bancomat e i prelevamenti in contanti. Gli istituti di credito hanno quindi l’incombenza di comunicare i dati all’Anagrafe mediante un flusso telematico da inviare periodicamente, secondo quanto previsto dall’articolo 11 del Decreto Salva Italia.

Le operazioni oggetto di controllo

I versamenti in contanti e i bonifici bancari sono i movimenti prioritariamente soggetti al controllo dell’Agenzia delle Entrate. La regola vale per i contribuenti che non siano professionisti o imprenditori, per i quali esistono invece norme leggermente differenti giustificate da un’attività che richiede maggiore libertà di movimento.

Versamenti e prelievi: quando fare attenzione

Premesso che la legge vieta le verifiche indiscriminate e preventive, l’Agenzia delle Entrate non può controllare i prelievi di soldi effettuati allo sportello o al bancomat. I prelievi sono dunque liberi per tutti, salvo essere un imprenditore con l’obbligo di un limite massimo prelevabile giornaliero e mensile. Quello a cui bisogna fare attenzione è invece come si spendono i soldi prelevati, visto che non è possibile pagare ad esempio la prestazione di un professionista in contanti oltre il limite consentito di 3.000 euro, ma l’operazione dovrà avvenire con bonifico o assegno.

Se dunque durante il periodo di Natale avete regalato 1.000 euro prelevandoli in un’unica soluzione dal vostro conto corrente, non dovrete giustificare l’operazione e non incorrerete in alcun rischio di controllo da parte del fisco. Stessa cosa dicasi se per regalare quella consistente somma di denaro vi siete serviti di un bonifico: ma attenzione, perché c’è differenza se il regalo è stato elargito a un parente stretto o lontano.

Cosa accade se si dona denaro a un parente lontano

In questo caso la questione cambia, perché bisogna poter dimostrare al fisco qual è la ragione di tale pagamento, visto che per l’Agenzia delle Entrata potrebbe trattarsi di un canone di affitto in nero o della vendita di un bene senza fattura. Scata infatti l’obbligo per il correntista di dimostrare con adeguata documentazione che si tratta di una donazione o al limite di redditi derivanti dal risarcimento di un danno o una vincita al gioco, quindi esenti da tassazione.

Come evitare i controlli del fisco

Non esiste una regola assoluta che assicuri dai controlli del fisco, ma sicuramente ci sono regole basilari da seguire. La prima, forse ovvia ma necessaria, è quella di evitare operazioni sospette o la cui finalità non possa essere documentata, anche a distanza di tempo. Come abbiamo avuto modo di riportare in "Fisco e conti correnti: le dritte per non incorrere in controlli e sanzioni", le regole da seguire non sono difficili e sono identiche per ogni tipo di contribuente, che sia piccolo o grande, lavoratore dipendente o autonomo. Quello da tenere sempre presente è che ogni singolo movimento, anche il più piccolo, va giustificato dimostrando la provenienza del denaro attraverso prove documentali.

La prova è a carico del cittadino

Sul contribuente titolare del conto vige infatti la regola della “inversione dell’onere della prova": in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate in seguito a movimenti di conto sospetti, spetta infatti al correntista dimostrare con una prova non generica ma analitica per ogni versamento bancario, che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili a operazioni imponibili (art. 32 del DPR n. 600 del 1973). Se non si dispone della prova, allora il fisco può presumere che si tratti di un’evasione fiscale e, quindi, tassare l’importo in questione.

L'utilità e il risparmio di un conto corrente online

Disporre di un conto corrente la cui gestione è online aiuta ad abituarsi a effettuare ogni operazione in modo da non incorrere poi nel problema della sua tracciabilità. Oltretutto i conti online, proprio perché la loro gestione è delegata al titolare, consentono alla banca di tagliare i costi e riversare questo risparmio sul cliente. Per trovare quello più conveneinte e adatto a ogni differente profilo di risparmiatore, basta confrontare le offerte online del portale ConfrontaConti.it. Il sito dispone anche di una sezione dedicata alle migliori offerte di conti correnti con cadenza giornaliera, con ogni tipo di informazione su costi, servizi e caratteristiche dei prodotti.

A cura di: Paola Campanelli

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