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Sui Conti Correnti la politica pensa ai pensionati ma si dimentica dei giovani

05/03/2012

Dopo l’obbligo di accreditare le pensioni superiori ai 1.000 € sui conti correnti, ora i pensionati che percepiscono una pensione mensile inferiore ai 1.500 € avranno diritto a conti correnti senza spese iniziali e senza costi sia per l’accredito della pensione che per tutte le operazioni effettuate con il bancomat.

A tale proposito il Governo era già intervenuto per tutelare tutti coloro che sono stati costretti ad aprire un conto corrente in virtù delle misure anti-contante varate con il decreto “Salva Italia” abolendo l’imposta di bollo per i conti con giacenze medie inferiori a 5.000 € e costringendo le banche a offrire conti correnti di base, ossia conti low-cost.

L’emendamento al Decreto Liberalizzazioni, proposto dai senatori Vicari e Bubbico e approvato dal Parlamento, agevolerà moltissimi pensionati, non solo quelli costretti all’apertura del conto corrente dall’entrata in vigore delle misure decise recentemente dal Governo: secondo i dati Istat, infatti, nel 2010 il 90% circa dei pensionati italiani, per un totale di più di 15 milioni di persone, ha ricevuto una pensione inferiore a 1.500 € al mese.

L’intenzione di agevolare le fasce della popolazione più deboli è sicuramente lodevole e apprezzabile, ma lascia qualche perplessità la definizione di una soglia di reddito abbastanza alta per l’accesso alle agevolazioni e l’avere riservato il provvedimento esclusivamente ai pensionati. Anche le persone in età lavorativa, infatti, difficilmente raggiungono i 1.500€ di stipendio: sempre secondo gli ultimi dati Istat disponibili la retribuzione media dei lavoratori italiani è pari a 1.286 € mensili e le recenti rilevazioni Eurostat relative al 2009 posizionano il salario medio italiano tra i più bassi in Europa con 23.406 € annui. È, quindi, difficile capire perché da parte del Governo  si sia pensato esclusivamente ai pensionati e non anche ai giovani, o meglio ancora alla generalità della popolazione a basso reddito che spesso non può neanche contare su redditi garantiti da contratti a tempo indeterminato.

Fortunatamente anche la parte della popolazione esclusa dal provvedimento può accedere ai prodotti a zero spese o che addirittura offrono interessi attivi che superano le spese: l’intensa concorrenza fra le banche, infatti, ha già da tempo prodotto come risultato la nascita di conti correnti estremamente convenienti.

Il mercato, quindi, dove lasciato libero di agire, a volte produce effetti più importanti e più tempestivi di quanto sia in grado di fare la politica, che a volte si dimostra poco attenta alle esigenze della popolazione più giovane.

La popolazione meno anziana, d’altra parte, si trova mediamente più a proprio agio con le nuove tecnologie e può trarre, quindi,  un maggiore beneficio dal libero mercato accedendo sul web alla grande offerta di conti correnti e potendola valutare con attenzione  attraverso uno strumento di comparazione dei conti trasparente ed affidabile come ConfrontaConti.it.

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