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Trasferimento e chiusura di un conto corrente: come fare

14/11/2022
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Spostare un conto corrente in tempi brevi è un diritto per il consumatore, definito dal termine “portabilità” e regolato dalla legge n. 33/201 del 25 giugno 2015. Questa stabilisce come il passaggio debba avvenire entro e non oltre 12 giorni lavorativi, pena il pagamento di un indennizzo da parte della banca pari alla somma di 40 euro, più una quota variabile data dalla giacenza per i giorni di ritardo.

Portabilità e chiusura sono due operazioni differenti. La portabilità non implica infatti necessariamente la chiusura del conto, ma solo il trasferimento verso un conto già esistente presso un nuovo operatore o verso un nuovo conto da aprire con un altro operatore. Sarà comunque necessario trasferire i servizi di pagamento e il saldo su un conto con diverse coordinate bancarie.

Differente è la chiusura del conto corrente, che si può richiedere in aggiunta alla portabilità e vuole che non ci siano obblighi pendenti con la vecchia banca.

Mentre la chiusura si richiede evidentemente alla banca presso la quale il conto è stato aperto, la portabilità può essere richiesta direttamente alla nuova banca semplicemente con la compilazione di un modulo messo a disposizione dallo stesso operatore. La responsabilità di attuare il trasferimento secondo il limite massimo di tempo previsto per legge avverrà in collaborazione con il vecchio operatore.

Quando possono nascere problemi con il trasferimento

Secondo una ricerca di Altroconsumo, l’80% dei consumatori non ha cambiato banca negli ultimi 5 anni, il 10% per timore di lungaggini o errori.

Se si ha ad esempio un mutuo aperto con la vecchia banca, il passaggio alla nuova banca non compromette la gestione del finanziamento, visto che le rate saranno semplicemente prelevate dal nuovo conto.

Ma il trasferimento del conto potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli previsti dalla legge ad esempio quando si trasferisce un deposito titoli, per il quale la legge non prevede alcuna regolamentazione specifica: specialmente quando si tratta di titoli provenienti dall’estero, i tempi diventano più lunghi per il passaggio alla nuova banca. Potrebbero esserci, poi, sul vecchio conto bollette, servizi e utenze, oltre a pagamenti periodici e assegni da versare.

Secondo Abi, Associazione Bancaria Italiana, molti ricorsi all’Arbitro bancario finanziario sono da ricondursi proprio al mancato rispetto dei tempi di trasferimento dei conti correnti da parte degli operatori.


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Gli adempimenti per velocizzare il passaggio

Come prima cosa quando si fa richiesta di trasferimento del conto, è bene recarsi fisicamente in banca per stabilire le condizioni fondamentali dell’operazione.

Indispensabile anche specificare la data di efficacia del trasferimento, perché la banca possa definire il saldo del nuovo conto e pagare ogni eventuale addebito da quel giorno stabilito.

Poiché inoltre l’impedimento maggiore è proprio il conto titoli, allora lo si potrà trasferire separatamente, richiedendo l’apertura di un conto titoli abbinato al nuovo conto corrente ma solo dopo aver richiesto la chiusura del vecchio conto titoli alla banca originaria.

Per velocizzare i tempi inoltre, meglio procedere personalmente alle domiciliazioni delle bollette e ai pagamenti periodici.

Importante è valutare che nel nuovo conto ci sia sempre un saldo disponibile per coprire i pagamenti periodici.

Cosa fare in caso di ritardo

Il correntista che subisce un ritardo nei tempi di trasferimento del conto può sporgere reclamo alla banca: questa dovrà rispondere entro 60 giorni dal ricevimento della lettera. Se anche in questo modo il consumatore non riuscisse a ottenere l’indennizzo, potrà ricorrere all’Arbitro finanziario, comodamente online sul sito arbitrofinanziario.it, un sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra clienti e banche o intermediari in materia di servizi bancari e finanziari, valido anche in caso di dispute relative a mutui, prestiti, carte di pagamenti, segnalazioni alla Centrale rischi.


A cura di: Paola Campanelli

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