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Anagrafe Tributaria: l’evasione fiscale ha le ore contate

18/04/2016

tasseelente

Il primo aprile è stato una data cruciale per la lotta all’evasione fiscale grazie all’abolizione, di fatto, del segreto bancario; infatti, come scritto nella news di qualche giorno fa, è partito il controllo sui conti correnti.

L’Agenzia delle Entrate da questo momento è in grado di analizzare tutte le informazioni disponibili legate a conti correnti ed operazioni finanziarie.
Si tratta dell’ultimo passo di un percorso partito da alcuni anni e ampliatosi nel corso del tempo.

Già dal 2012 era entrato in vigore l’obbligo per gli istituti di credito di comunicare i dati relativi al saldo dei conti correnti. Questo modus operandi non evitava però alcuni potenziali raggiri da parte della clientela più scaltra che, tendenzialmente, a fine anno svuotava i conti risultando così più povera della realtà.

Per prevenire queste manovre è stato introdotto il controllo del saldo iniziale, così da verificare eventuali spostamenti di denaro. Successivamente il Fisco ha puntato il dito sulla giacenza media, che consiste nel calcolo matematico volto a identificare quanti soldi, nell’anno di riferimento, restano mediamente sul conto.

Sono tutte operazioni che hanno dato esiti molto brillanti: solo nel 2015, stando alle rilevazioni dell’Agenzia, sono stati recuperati 15 miliardi di euro di evasione.

Si tratta di cifre impressionanti che spingono a continuare su questa strada, individuando le anomalie tra quanto dichiarato dai contribuenti al fisco e i movimenti finanziari tracciati. Al via dunque controlli incrociati sempre più capillari tra dichiarazioni, conti correnti, conti deposito titoli, gestioni patrimoniali, rapporti fiduciari, carte di credito, cassette sicurezza, operazioni extra-conto. 

In particolare verranno esaminate le seguenti informazioni relative al 2015:

- dati anagrafici;
- movimentazioni in entrata e in uscita;
- saldo iniziale e finale;
- giacenze;
- dati sulle carte di credito e sui bancomat;
- numero di accessi alla cassetta di sicurezza.

Stando alla tabella allegata al provvedimento del direttore delle Entrate del 28 maggio 2015 (73782/2015), il numero di dati da trasmettere per ogni tipologia di rapporto finanziario è aumentato considerevolmente.

Si stima che la Super Anagrafe ha raccolto, entro la deadiline di fine marzo, un flusso telematico di più di 500 milioni di dati su 39 milioni di conti correnti.

Anche i prodotti finanziari, come le polizze assicurative index linked, sono finite sotto il mirino del Fisco, che ha raccolto gli importi totali degli incrementi della polizza e dei riscatti effettuati nell'anno.

Sotto esame inoltre le carte di credito e di debito munite di iban, oltre a Conti titoli e bonifici fuori conto, operazioni di cambio tra monete di diversi paesi e perfino quelle in oro e materiali preziosi. Insomma, impossibile sfuggire ai controlli.

Lo sviluppo della Super Anagrafe non vuole essere solo uno strumento per combattere l’evasione fiscale, ma anche un modo per controllare chi mente sulla dichiarazione Isee per ottenere agevolazioni su asili nido o mense scolastiche, solo per fare qualche esempio.

In molti, a fronte di controlli sempre più capillari, hanno lamentato una mancanza di tutela della privacy dei cittadini. A questo proposito sono intervenute la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria e l’Agenzia delle Entrate specificando in un comunicato congiunto che sono stati adottati correttivi per risolvere le criticità segnalate dai media.  

Tra gli interventi previsti la cosiddetta “procedura di sicurezza rafforzata” per accedere alla dichiarazione dei redditi precompilata. Con questo sistema viene concessa la visualizzazione dei dati personali del contribuente solo dopo l’inserimento “associato” di password e Pin.

In materia è intervenuto anche il Garante della privacy fornendo una serie di linee guida per una maggior tutela delle informazioni sui cittadini e la loro privacy.

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A cura di: Alessia De Falco
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