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Nei conti correnti 82 miliardi in più

30/11/2016

Dall’analisi condotta dal Centro studi di Unimpresa sui dati forniti da Banca d’Italia è emerso che dal mese di agosto 2015 ad agosto 2016 il denaro depositato nei conti correnti è aumentato di 82 miliardi di euro. L’elemento più rilevante della ricerca è che, analizzando l’andamento delle riserve delle famiglie e delle imprese italiane, c’è stato un incremento da 831 a 913 miliardi di euro nonostante siano in corso aumenti dei costi dei conti correnti.

Nel periodo di riferimento l’aumento dei depositi di denaro da parte di cittadini, aziende, assicurazioni e banche è stato del 2,60%, si è passati così da un totale di 1.556,3 a 1.596,7 miliardi, con un incremento di 40,4 miliardi di euro. La paura di nuove tasse, l’incertezza sul futuro e i parametri sui bilanci rigidi hanno portato ad una grande frenata su consumi, investimenti e credito.

Esaminando i risultati nel dettaglio si evidenzia che nell’anno di riferimento le famiglie italiane spendono poco e hanno depositato in banca 33,8 miliardi, passando da 888,6 a 922,5 miliardi di euro, con una crescita del 3,81%.
Le aziende, non investendo, hanno aumentato i loro fondi di 13,3 miliardi (+6,15%), da 217,6 sono arrivate a 231,01 miliardi di euro.
Le riserve delle banche hanno subito una contrazione della liquidità peri a 13,6 miliardi (-3,83%), che è stata impiegata in forme diverse dal credito, passando da 357,9 a 344,2 miliardi di euro.
I conti di assicurazioni e fondi pensione sono cresciuti di 1,3 miliardi (+6,87%) e sono passati da 20,1 a 21,5 miliardi di euro.
Le imprese familiari hanno aumentato i loro conti di 4,6 miliardi (+9,69%), salendo da 47,4 a 52,08 miliardi di euro.
I depositi delle onlus (organizzazioni non lucrative) sono cresciuti di 919 milioni (+3,75%), aumentando da 24,4 a 25,3 miliardi di euro.

Lo studio ha analizzato i diversi strumenti e mentre i conti correnti hanno registrato una variazione positiva di 82,7 miliardi (+9,95%), che ha portato ad una crescita da 831,03 a 913.7 miliardi, tutte le altre forme di deposito e raccolta a breve termine hanno evidenziato un calo.
Infatti i pronti contro termine sono diminuiti di 4,08 miliardi (-2,53%), passando da 161,7 a 157,6 miliardi. I depositi rimborsabili con preavviso sono scesi di 1,4 miliardi (-0,48%), diminuendo da 301,2 a 299,8 miliardi.
Infine i depositi con durata prestabilita hanno perso 32,3 miliardi (-26,36%) e da 122,8 sono arrivati a 90,4 miliardi di euro.

I risultati del Centro studi di Unimpresa mostrano che: le disponibilità finanziarie delle aziende e delle famiglie italiane sono congelate. Da un lato i cittadini accumulano per timore di nuove tasse e dall’altro le imprese non investono perché non hanno fiducia nel futuro. Discorso a parte va fatto per le banche che registrano una variazione negativa della liquidità, con ogni probabilità dirottata su impieghi diversi dal credito che resta bloccato. Questo è legato principalmente a due elementi: a criteri sui parametri di bilancio troppo rigidi e all’assenza di progetti importanti da finanziare.

La scelta di una banca a cui affidare i propri risparmi è molto importante per tutti e non è semplice. Un aiuto fondamentale ci viene dato da ConfrontaConti.it: il portale in pochi secondi compara le offerte sui conti correnti proposte dalle varie banche trovando quelle più idonee alle proprie esigenze.

A cura di: Orsola Mallozzi
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