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Come evitare di pagare l’imposta di bollo sul conto corrente

11/11/2021
donna fa acquisti online con carta di credito

È una prestazione obbligatoria di cui i contribuenti devono farsi carico necessariamente nei confronti dello Stato. L’imposta di bollo viene definita indiretta e cartolare. Si parla di imposta indiretta perché non collegata alle capacità contributive dei soggetti e di imposta cartolare perché fa riferimento a un documento redatto in forma scritta.

L’imposta di bollo rientra anche tra i costi fissi di un conto corrente: viene applicata quando la giacenza media trimestrale supera l’importo di 5.000 euro. In questi casi l’ammontare è fisso ed è pari a 34,20 euro per le persone fisiche. Ammonta, invece, a 100 euro per tutti quei soggetti che non rientrano tra le persone fisiche, come ad esempio un’impresa.

L’imposta di bollo viene applicata nel momento in cui viene emesso l’estratto conto o il rendiconto. Quando non avviene la rendicontazione nel corso dell’anno, l’imposta di bollo viene applicata, invece, il 31 dicembre di ogni anno. E se un soggetto risulta titolare di più rapporti, deve far fronte al versamento dell’imposta di bollo per ciascuno dei conti correnti posseduti. L’addebito avviene in maniera automatica.


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Come evitare l'applicazione dell'imposta di bollo

Uno dei modi, dunque, per evitare che venga applicata l’imposta di bollo è far sì che il valore medio della giacenza del nostro conto corrente non superi i 5.000 euro. In caso di valore inferiore, infatti, l’imposta di bollo non va versata. Il saldo medio viene calcolato in base ai saldi giornalieri che vengono sommati; il risultato viene poi diviso per i giorni di rendicontazione o comunque per quelli di detenzione del conto.

Un altro modo per evitare di pagare l’imposta di bollo è cercare un istituto di credito che se ne faccia carico. Sul mercato sono ormai tante le offerte e le promozioni di conti correnti che ogni giorno vengono proposte ai clienti. E soprattutto nel caso di conti correnti online capita spesso che vengano azzerate tutte le spese a carico dei consumatori e che sia l’istituto stesso a sostenere la spesa dell’imposta. Su ConfrontaConti.it è possibile confrontare i migliori conti correnti ogni giorno e scegliere il prodotto più adatto a seconda delle rispettive esigenze. Attraverso il servizio di comparazione gratuito gli utenti possono valutare in pochi step il tipo di operatività (in filiale o virtuale) del conto corrente, l’intensità di uso del conto, i servizi offerti e le eventuali spese da sostenere.

Ci sono altri casi in cui non va versata l’imposta di bollo, oltre a quello in cui la giacenza media è compresa nei 5.000 euro. È il caso di chi è titolare di un conto corrente di base, ossia un conto rivolto a chi ha esigenze finanziarie limitate. Con questo conto è possibile effettuare un numero specifico di operazioni e beneficiare solo di alcuni servizi.

I clienti che hanno un Isee in corso di validità inferiore agli 8.000 euro, non dovranno far fronte alle spese di gestione del conto, né pagare l’imposta di bollo. Chi, inoltre, percepisce una pensione fino a 18.000 euro annui, può beneficiare di un conto gratuito destinato all’accredito della pensione fino a un determinato numero e tipo di operazioni e servizi.

Anche i titolari dei conti correnti, aperti presso un istituto di pagamento o Imel, ente bancario che emette moneta elettronica, non sono tenuti all’imposta di bollo, così come coloro che detengono un conto in rosso. L’imposta di bollo non viene applicata nemmeno ai conti correnti che sono stati aperti su provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, né su quei rapporti che vengono intrattenuti tra gli enti gestori e Confidi, ossia il consorzio di garanzia collettiva dei fidi che agevola le imprese nell’accesso ai finanziamenti destinati alle attività economiche e produttive.


A cura di: Tiziana Casciaro

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