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Bonifico all’IBAN sbagliato: come annullarlo e recuperare i soldi

Un bonifico all’IBAN sbagliato può essere annullato solo prima dell’esecuzione. Se il denaro è già stato accreditato, bisogna chiedere subito alla banca il richiamo dei fondi, ma il recupero non è garantito. Il bonifico istantaneo, invece, non può essere revocato dopo la conferma.

06/08/2026
bonifico bancario
Cosa fare quando si effettua un bonifico a iban sbagliato

 ⏰ In 30 secondi:

  • Il bonifico ordinario si può annullare solo prima dell’esecuzione.
  • Dopo l’accredito bisogna chiedere alla banca il richiamo dei fondi.
  • Il bonifico istantaneo non è revocabile dopo la conferma.

Inviare un bonifico all’IBAN sbagliato può comportare il rifiuto dell’operazione oppure l’accredito del denaro sul conto corrente di un’altra persona. Le possibilità di recuperare la somma dipendono soprattutto dallo stato del pagamento e dal tipo di bonifico utilizzato.

Se l’ordine non è ancora stato eseguito, può essere possibile annullarlo direttamente dall’home banking o contattando la banca. Se invece il denaro è già arrivato sul conto del destinatario, bisogna chiedere il richiamo del bonifico, ma la restituzione non è automatica né garantita.

Cosa succede se si inserisce un IBAN sbagliato?

L’IBAN è il codice che identifica il conto sul quale deve essere accreditato il denaro. Se contiene un errore, possono verificarsi due situazioni differenti.

  • L’IBAN è inesistente o formalmente non valido e il pagamento viene respinto.
  • L’IBAN è valido, ma appartiene a un’altra persona, e il denaro viene accreditato sul conto sbagliato.

Nel primo caso, la somma non viene trasferita e torna normalmente nella disponibilità dell’ordinante, anche se possono essere necessari alcuni giorni tecnici. Nel secondo caso il recupero è più complesso, perché la banca ha eseguito l’operazione utilizzando il codice indicato dal cliente.

L’intermediario non è quindi automaticamente responsabile dell’errore di digitazione, ma deve compiere ogni ragionevole sforzo per tentare di recuperare il denaro trasferito.

Quando è possibile annullare un bonifico ordinario?

Un bonifico ordinario può essere revocato soltanto finché l’ordine non è stato eseguito o non ha superato il termine di revocabilità previsto dalla banca.

Il momento esatto entro cui è possibile intervenire dipende da:

  • l’orario di disposizione del pagamento;
  • l’eventuale data futura di esecuzione;
  • il cut-off bancario, cioè l’orario limite applicato dall’istituto;
  • lo stato dell’operazione nell’app o nell’home banking;
  • le condizioni previste dal contratto del conto corrente.

Se il bonifico risulta ancora “prenotato”, “in lavorazione” o “revocabile”, può essere disponibile un pulsante per annullarlo online. In alternativa bisogna contattare immediatamente l’assistenza della banca o la propria filiale.

Se l’operazione è già stata eseguita, non si parla più di annullamento, ma di richiamo del bonifico, cioè di una richiesta di restituzione trasmessa alla banca del beneficiario.

Il bonifico istantaneo può essere annullato?

Il bonifico istantaneo trasferisce normalmente il denaro sul conto del destinatario in pochi secondi, 24 ore su 24 e tutti i giorni dell’anno. Una volta confermata l’operazione, non è generalmente possibile revocarla.

In caso di errore bisogna comunque contattare subito la banca, che può tentare il richiamo della somma. Il recupero, però, dipende anche dalla collaborazione del beneficiario e del suo istituto e non è garantito.

Prima di autorizzare un pagamento immediato è quindi essenziale controllare:

  • l’IBAN del destinatario;
  • il nome o la denominazione del beneficiario;
  • l’importo da trasferire;
  • la causale del pagamento;
  • gli eventuali avvisi di mancata corrispondenza;
  • l’autenticità della richiesta ricevuta.

Per approfondire tempi, funzionamento e caratteristiche è possibile consultare la guida sul bonifico istantaneo.

Cosa fare subito dopo aver inviato il bonifico sbagliato

La rapidità dell’intervento è decisiva. Appena ci si accorge dell’errore è opportuno verificare lo stato dell’operazione e contattare immediatamente la banca.

I passaggi da seguire sono:

  • controllare lo stato del bonifico nell’home banking;
  • tentare la revoca, se l’opzione è ancora disponibile;
  • contattare subito la banca o l’assistenza clienti;
  • chiedere formalmente il richiamo dei fondi;
  • comunicare CRO, TRN o identificativo dell’operazione;
  • conservare ricevuta e numero della segnalazione;
  • contattare il beneficiario, se è conosciuto e raggiungibile.

È consigliabile inviare anche una richiesta scritta tramite email, PEC, messaggistica dell’home banking o reclamo formale. In questo modo rimane una prova della tempestività con cui l’errore è stato segnalato.

Come funziona il richiamo del bonifico?

Con il richiamo del bonifico, la banca dell’ordinante contatta l’istituto che ha ricevuto il pagamento e chiede la restituzione della somma.

La procedura non equivale però a uno storno automatico. Se il denaro è già stato accreditato, la banca del beneficiario non può normalmente prelevarlo senza il consenso del titolare o senza un altro titolo valido.

Il risultato può dipendere da diversi fattori:

  • il denaro non è ancora stato definitivamente accreditato;
  • il conto destinatario dispone ancora della somma;
  • il beneficiario autorizza la restituzione;
  • la banca ricevente collabora tempestivamente;
  • non sono già intervenuti prelievi o trasferimenti successivi.

La banca dell’ordinante è tenuta a tentare il recupero, ma non può garantirne l’esito positivo. Possono inoltre essere applicate commissioni per la gestione della pratica, secondo le condizioni del conto.

Il beneficiario deve restituire il denaro?

Chi riceve una somma che non gli spetta non ne diventa proprietario. Se il beneficiario si accorge dell’accredito errato, deve restituire il denaro all’ordinante.

Se rifiuta, può essere necessario valutare un’azione legale per ottenere la restituzione. È quindi importante conservare:

  • la ricevuta del bonifico;
  • i dati del conto destinatario;
  • le comunicazioni inviate alla banca;
  • la richiesta di richiamo dei fondi;
  • le eventuali risposte ricevute;
  • la documentazione che dimostra l’errore.

Per ragioni di riservatezza, la banca potrebbe non poter comunicare direttamente all’ordinante tutti i dati personali del destinatario. In caso di mancata restituzione può quindi essere necessaria l’assistenza di un professionista.

La banca deve rimborsare il bonifico inviato all’IBAN errato?

In linea generale, la banca non deve rimborsare il cliente se ha eseguito correttamente il bonifico utilizzando l’IBAN fornito dall’ordinante.

La responsabilità dell’intermediario può essere valutata diversamente quando:

  • la banca non ha rispettato l’ordine ricevuto;
  • ha utilizzato un IBAN diverso da quello inserito;
  • non ha gestito correttamente il tentativo di richiamo;
  • non ha applicato le verifiche obbligatorie;
  • l’operazione non era stata autorizzata dal titolare.

Un errore di digitazione dell’ordinante va distinto da una frode bancaria o da un pagamento non autorizzato. In questi ultimi casi bisogna contestare immediatamente l’operazione alla banca seguendo le procedure previste dal contratto.

La banca controlla la corrispondenza tra nome e IBAN?

Le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento devono offrire un servizio di verifica del beneficiario, confrontando il nome indicato dal cliente con l’intestatario dell’IBAN.

Il controllo può restituire diversi risultati:

  • corrispondenza completa;
  • corrispondenza parziale;
  • mancata corrispondenza;
  • impossibilità di eseguire la verifica.

L’avviso permette al cliente di correggere i dati o interrompere l’operazione. Se decide comunque di procedere nonostante una segnalazione di mancata corrispondenza, aumenta il rischio che il denaro venga inviato al conto sbagliato.

Su ConfrontaConti.it è disponibile anche un approfondimento su cosa succede quando IBAN e nome non corrispondono.

Quanto tempo serve per recuperare un bonifico?

Non esiste un termine uguale per tutte le banche. Il recupero può richiedere pochi giorni oppure diverse settimane, in base al tipo di operazione e alla risposta del beneficiario.

Sui tempi incidono soprattutto:

  • la rapidità della segnalazione;
  • il tipo di bonifico effettuato;
  • la banca destinataria;
  • la presenza di un conto estero;
  • la disponibilità dei fondi;
  • il consenso del beneficiario;
  • l’eventuale necessità di un reclamo o di un’azione legale.

Il richiamo non sospende automaticamente un pagamento già accreditato e non garantisce il rientro immediato della somma.

Cosa fare se la banca non recupera il denaro

Se la gestione dell’intermediario appare tardiva o irregolare, il primo passo è presentare un reclamo scritto alla banca, spiegando l’accaduto e allegando tutta la documentazione disponibile.

Se la risposta non arriva nei termini previsti oppure non è soddisfacente, è possibile valutare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Prima di rivolgersi all’ABF è necessario aver già presentato il reclamo all’intermediario.

Il ricorso non serve a ottenere automaticamente il rimborso di un errore imputabile al cliente, ma può essere utile quando si ritiene che la banca non abbia rispettato i propri obblighi o non abbia gestito correttamente il tentativo di recupero.

Come evitare di inviare un bonifico al conto sbagliato

Prima di confermare il trasferimento è utile adottare alcune precauzioni di sicurezza:

  • copiare l’IBAN da una fonte affidabile;
  • evitare la digitazione manuale, quando possibile;
  • controllare nome e intestazione del beneficiario;
  • non ignorare gli avvisi di mancata corrispondenza;
  • verificare importo, valuta e causale;
  • diffidare da cambi improvvisi delle coordinate bancarie;
  • chiedere conferma attraverso un canale differente;
  • effettuare un bonifico di prova per somme elevate;
  • preferire il bonifico ordinario quando l’accredito immediato non è necessario.

In caso di fatture o richieste di pagamento ricevute via email, un IBAN modificato può essere il segnale di una truffa informatica. Prima di pagare conviene contattare direttamente il destinatario utilizzando un recapito già noto.

Bonifico ordinario o istantaneo: quale scegliere?

Il bonifico ordinario è più adatto quando non c’è urgenza e si vuole mantenere una breve finestra utile per individuare e correggere eventuali errori. Il bonifico istantaneo garantisce invece un accredito quasi immediato, ma riduce drasticamente la possibilità di intervenire dopo la conferma.

CaratteristicaBonifico ordinarioBonifico istantaneo
Tempi di accredito Di norma entro un giorno lavorativo Entro pochi secondi
Disponibilità Secondo i canali e gli orari bancari 24 ore su 24 e 7 giorni su 7
Revoca Possibile prima dell’esecuzione Non revocabile dopo la conferma
Richiamo Possibile, senza garanzia di rimborso Possibile, ma più complesso
Uso consigliato Pagamenti non urgenti Pagamenti urgenti e già verificati

La scelta dipende dall’urgenza e dal livello di certezza sui dati del beneficiario. Nell’approfondimento dedicato ai rischi e alle opportunità dei bonifici istantanei sono analizzati gli aspetti principali da considerare.

Un conto online può semplificare la gestione dei bonifici

Le funzioni disponibili nell’app bancaria possono fare la differenza quando si commette un errore. Alcuni conti permettono di verificare immediatamente lo stato dell’operazione e di revocare online un bonifico programmato.

Tra le funzionalità utili rientrano:

  • visualizzazione immediata dello stato del pagamento;
  • revoca dei bonifici ancora programmati;
  • impostazione di limiti agli importi;
  • salvataggio di beneficiari verificati;
  • avvisi e notifiche di sicurezza;
  • contatto rapido con l’assistenza;
  • verifica automatica della corrispondenza tra nome e IBAN.

Prima di aprire un rapporto è quindi utile valutare non soltanto il canone, ma anche i servizi di pagamento e assistenza inclusi. Con il confronto dei conti correnti è possibile verificare costi, bonifici, carte e modalità operative delle diverse offerte.

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A cura di: Redazione

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