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Come difendersi dalla truffa che prosciuga i conti postali

In questi giorni sta girando un Sms che svuota i conti postali. Al suo interno c'è un link simile a quello di Poste Italiane che richiede i dati di accesso al conto. La truffa circola e miete vittime. Non bisogna farsi trovare impreparati, ma seguire consigli preziosi per non cadere in inganno.

21/06/2023
ragazza disperata vittima di una truffa
Come proteggersi dalle truffe?

Le truffe ormai sono dietro l’angolo e imparare a riconoscerle è fondamentale per evitare di cadere in trappola. Ultimamente circola, ad esempio, un SMS che risulta inviato da Poste Italiane, ma che in realtà altro non è che un raggiro. Nel messaggio si fa riferimento alla richiesta di un bonifico di diverse centinaia di euro e si invita il titolare del conto a cliccare su un link nel caso in cui non fosse stato lui a richiedere tale spesa. Con questo artificio si è arrivati a prosciugare i conti correnti in poco tempo. I clienti inseriscono infatti i dati e i truffatori riescono ad accedere ai nostri risparmi.

Poste Italiane informa, invece, i clienti che non ha mai richiesto, né lo farà in futuro, credenziali di accesso, dati delle carte, codici segreti via e-mail, sms, chat o tramite operatori di call center. Nel caso ciò dovesse verificarsi significa allora che si tratta di un tentativo di frode. Bisogna sempre appurare che il mittente sia realmente chi afferma di essere. Una verifica può essere fatta già controllando l’indirizzo da cui arriva la mail. Non bisogna scaricare allegati di e-mail sospette, né cliccare sui link presenti all’interno di tali mail. Autenticarsi sul sito falso darà ai truffatori l’opportunità di accedere nelle nostre aree riservate così come sta succedendo ultimamente tramite questo Sms fasullo.

Attenti al phishing

Si parla di phishing proprio per indicare la tattica utilizzata dai truffatori per accedere alle nostre carte di pagamento o ai conti mediante l’invio di false e-mail o messaggi. Questi mezzi spingono i clienti a cliccare sui link che porteranno su un sito contraffatto, ma molto simile a quello del presunto mittente, come Poste italiane o una banca. Qui verranno richiesti nome utente, password e altre informazioni riservate che permetteranno all’impostore di accedere al nostro conto o carta.

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Il vademecum per agire in sicurezza

Un vademecum per agire in sicurezza dentro e fuori la filiale è quello preparato dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi) per far fronte a truffe, scippi e raggiri. Tra i consigli da seguire per chi si reca in banca c’è quello di evitare di essere abitudinari: non bisogna andare in filiale sempre nello stesso giorno o percorrendo sempre la stessa strada. È bene farsi accompagnare da un parente quando bisogna prelevare o versare una somma di denaro. È preferibile portare la borsa dal lato interno della strada per evitare scippatori. Se si ha il sospetto di essere seguiti è sempre meglio entrare in un negozio vicino, mentre se si usa l’auto, bisogna chiudere lo sportello da dentro e non lasciare incustoditi borse o oggetti di valore.

L’Abi fornisce consigli anche a chi si reca allo sportello automatico per prelevare: è bene digitare il PIN senza farsi vedere da estranei, coprendo magari la tastiera. Bisogna inoltre verificare che non vi siano particolari anomalie sulla tastiera o che nella parte superiore non siano presenti microtelecamere. È preferibile anche non prelevare o versare somme ingenti di denaro e custodire le carte di pagamento in luoghi sicuri. L’Abi consiglia di prediligere, infatti, l’accredito della pensione sul conto e la domiciliazione delle utenze.

Tra i suggerimenti dell’Associazione Bancaria Italiana vi è quello di non considerare telefonate o messaggi di presunte banche che richiedono credenziali di accesso al conto corrente o coordinate bancarie. Sempre più spesso i truffatori fingono di essere operatori bancari, segnalando magari operazioni sospette: con la scusa di voler bloccare tali azioni, chiedono i codici di accesso per prosciugare i conti. Stesso discorso per i messaggi sms che arrivano sui cellulari: nessuna banca chiederà mai informazioni con questa modalità.

Se ci si rende conto di essere stati truffati bisogna subito sporgere querela contro ignoti e bloccare le carte di pagamento. È sempre bene segnalare la truffa anche alla banca di riferimento, a cui andrà poi inviata la copia della denuncia, oltre ai documenti di riconoscimento.

A cura di: Tiziana Casciaro

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