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Conto corrente o fondo monetario? Quando la liquidità può rendere di più

I fondi monetari attirano sempre più liquidità in questa fase caratterizzata da una forte incertezza sui mercati finanziari. Ecco perché possono rappresentare un'opportunità da valutare anche per i risparmiatori che vogliono valorizzare il denaro fermo sul conto corrente.

15/10/2026
fondo monetario
Conviene lasciare la liquidità sul conto corrente o indirizzarla verso un fondo monetario?

⏰ In 30 secondi:

  • Fondi monetari in crescita tra i risparmiatori.
  • Possono rendere più del conto corrente sulla liquidità inattiva.
  • Rischio contenuto, ma non nullo rispetto ai depositi bancari.

Nella settimana che si è chiusa il 7 ottobre gli investimenti fatti verso i fondi monetari hanno avuto un valore di oltre 153 miliardi di dollari, il più alto da cinque mesi. Questa scelta è dovuta principalmente ai timori di un'inflazione duratura e alla crisi del debito che interessa diversi Paesi europei, Francia e Italia su tutti. In questo contesto, i fondi monetari appaiono una soluzione piuttosto sicura e conveniente, da tenere in considerazione anche per i risparmiatori privati.

La differenza tra conto corrente e fondo monetario

Il conto corrente è lo strumento per eccellenza per la gestione della liquidità quotidiana. Idealmente, sul conto corrente dovrebbe essere tenuto soltanto un ammontare di denaro sufficiente a coprire 2 o 3 mesi di spese. Proprio per questa sua natura, di solito un conto corrente ha un tasso di remunerazione molto basso, vicino allo zero.

Nella realtà, però, succede che molti correntisti tengano tutta la propria liquidità ferma sul conto. Quando l'inflazione sale, come sta accadendo adesso, i risparmi perdono potere d'acquisto e il valore della liquidità si riduce.

Per evitare che questo capiti si può considerare l'investimento in un fondo monetario. Questa soluzione viene considerata la forma di investimento più vicina alla liquidità: ha infatti un orizzonte di investimento di breve durata e ha un livello di rischio molto basso. In un fondo monetario il denaro raccolto viene infatti usato per acquistare titoli di Stato a breve termine e strumenti finanziari sicuri.

Investire in un fondo monetario, dunque, permette di rendere remunerativa la liquidità che altrimenti rimarrebbe parcheggiata sul conto corrente.

Come valutare rendimenti e costi di conti correnti e fondi monetari

Abbiamo già accennato al fatto che tenere i risparmi fermi sul conto corrente fa subire l'effetto negativo dell'inflazione. A questo che possiamo considerare un costo indiretto, dobbiamo sommare i costi diretti dovuti al possesso di un conto corrente:

Se il conto corrente prevede la remunerazione delle somme depositate bisogna anche considerare la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi maturati.

Nel caso del fondo monetario, invece, per valutare il rendimento netto bisogna considerare:

  • La tassazione. L'aliquota ordinaria è del 26%, ma per la parte di rendimenti riferiti ai titoli di Stato è prevista l'applicazione dell'aliquota agevolata del 12,5%;
  • Le eventuali commissioni applicate dalla banca per la gestione del fondo.

Cosa scegliere per tutelare la propria liquidità

La scelta migliore per tutelare la liquidità è far convivere in modo strategico conto corrente e fondo monetario.

Mentre il conto corrente viene usato per gestire le spese quotidiane e per conservare una riserva di denaro sufficiente a coprire gli imprevisti dei due o tre mesi successivi, il fondo monetario si rivela utile per ottenere una remunerazione per la liquidità eccedente con un bassissimo livello di rischio.

Un fondo monetario può essere considerato un’alternativa ai conti deposito. Come questi ultimi, un fondo monetario ha in genere un livello di rischio contenuto e consente di richiedere il rimborso delle quote in tempi relativamente brevi, secondo le condizioni previste dalla banca. A differenza di un conto deposito, però, non gode della protezione del Fondo interbancario di tutela dei depositi e il suo rendimento non è fisso ma può variare nel tempo.

Prima di investire è opportuno valutare qual è il rendimento atteso al netto della tassazione e delle commissioni applicate e fare un confronto conti, per verificare quali sono le opzioni più convenienti presenti sul mercato.

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A cura di: Valeria Boni

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