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Euro sotto pressione: cosa cambia per chi compra, viaggia o tiene soldi in valuta

Da inizio anno nel rapporto euro/dollaro la moneta unica europea ha perso quasi il 5% del suo valore. Questo indebolimento può avere conseguenze concrete per i consumatori, incidendo sul costo dei prodotti importati e dei viaggi all'estero, ma anche sul valore dei risparmi e degli investimenti in valuta straniera.

19/10/2026
grafico con dollari ed euro
Quali sono le conseguenze di un euro debole?

⏰ In 30 secondi:

  • Euro più debole, acquisti e viaggi all’estero diventano più costosi.
  • Energia e prodotti importati possono alimentare l’inflazione.
  • Chi investe in dollari può beneficiare del cambio favorevole.

Le dinamiche in atto sui mercati internazionali stanno causando un rafforzamento del dollaro ai danni dell'euro. A pesare sono soprattutto l'incertezza economica riguardante le economie europee e il quadro geopolitico, che continua a generare tensioni sui prezzi dell'energia.

L'euro è ai minimi da 17 mesi

L'euro nei giorni scorsi ha toccato il valore più basso nei confronti del dollaro da 17 mesi a questa parte. Attualmente 1 euro viene scambiato per 1,12 dollari, circa il 5% in meno di quanto fosse a inizio anno.

Le ragioni per questo deprezzamento della valuta europea sono molte e hanno origini diverse. In parte l'euro si è indebolito a causa del ruolo di bene rifugio del dollaro. La moneta statunitense è considerata un bene sicuro dagli investitori, che tendono a preferirla nei periodi di incertezza economica e geopolitica.

A questo si aggiungono le preoccupazioni per la situazione dei conti pubblici in Europa. Le difficoltà legate al debito e alla sostenibilità delle finanze pubbliche stanno creando timori, soprattutto legati al forte debito francese.

Queste incertezze stanno rendendo meno attrattivi gli investimenti nell'area euro, contribuendo a rendere l'euro più debole rispetto al dollaro.

Importazioni più care e rischio inflazione

La conseguenza più evidente e immediata di un euro debole è l'aumento del costo delle importazioni, in particolare da quelli che usano valute più forti.

In questo periodo questo effetto pesa particolarmente nel settore energetico, dato che petrolio e gas vengono scambiati in dollari. Se, come sta accadendo, il dollaro si rafforza rispetto all'euro, costa di più acquistare questi beni.

Spendere di più per l'importazione può avere anche un riflesso sul tasso di inflazione, spingendo all'insù i prezzi. Si parla in questo caso di inflazione importata, un fenomeno che può ulteriormente ridurre il potere d'acquisto delle famiglie e rendere più care le spese quotidiane.

L'indebolimento dell'euro rende più costose anche le merci acquistate online, se si fanno acquisti in siti internet che applicano i prezzi in valuta estera.

L'euro debole penalizza anche i viaggi

Una moneta europea debole rende più costosi anche i viaggi all'estero verso destinazioni che usano il dollaro statunitense o con valute agganciate al dollaro.

Considerando il deprezzamento dell'euro da inizio anno, oggi serve il 5% in più per pagare hotel, ristoranti, trasporti, attività e beni acquistati in dollari.

Chi sta pianificando un viaggio negli USA dovrebbe quindi considerare il tasso di cambio, oltre alle eventuali commissioni di cambio valuta applicate dalle banche e le commissioni richieste per pagamenti e prelievi in dollari.

Quali sono i rischi per chi ha investimenti e risparmi in valuta

La perdita di potere dell'euro ha conseguenze anche sul valore dei risparmi e degli investimenti, con effetti diversi a seconda della valuta in cui sono detenuti.

Chi ha scelto di tenere la propria liquidità in euro vede ridurre il proprio potere d'acquisto, mentre chi detiene risparmi e titoli denominati in dollari può vedere aumentare il loro valore.

Per ridurre i rischi legati all'andamento del cambio tra valute può essere utile diversificare il portafoglio, tenendo conto anche dei costi da sostenere per il cambio valuta, dei propri obiettivi finanziari e dell'orizzonte temporale dell'investimento.

Una soluzione ulteriore per evitare gli effetti negativi dell'inflazione e la conseguente perdita di potere d'acquisto dei risparmi è valutare l'apertura di un conto deposito. La remunerazione garantita da questi prodotti consente in parte di bilanciare le conseguenze dell'inflazione.

Confrontando i tassi offerti dalle banche, la durata del vincolo, le eventuali condizioni per lo svincolo e i costi da sostenere si può individuare il miglior conto deposito in base alle proprie necessità.

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A cura di: Luana Galanti

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