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Euro digitale, l'appello degli economisti: una salvaguardia della stabilità europea

C'è crescente preoccupazione per il progetto dell'euro digitale. Un gruppo di economisti ha quindi lanciato un appello al Parlamento europeo affinché vengano garantite la sovranità e la stabilità del Vecchio Continente attraverso l'adozione di questa 'moneta' elettronica.

27/01/2026
euro digitale
Euro digitale: l'appello degli economisti

Un gruppo di settanta economisti ha lanciato un appello urgente ai membri del Parlamento europeo, esprimendo preoccupazione per il rischio che le negoziazioni politiche possano compromettere il progetto dell'euro digitale. "Questo lascerà il nostro continente più dipendente, meno resiliente e sempre più vulnerabile. Un euro digitale pubblico forte non è un'opzione desiderabile, è una salvaguardia essenziale della sovranità, stabilità e resilienza europee”.

Il timore degli economisti è che l'Europa possa dunque perdere il controllo su uno degli aspetti più fondamentali della sua economia: il denaro.

Il ruolo cruciale dell'Euro digitale

Un euro digitale creerebbe, a detta degli autori della lettera aperta, un collegamento diretto tra i cittadini europei e la Banca Centrale Europea (BCE), offrendo la sicurezza del denaro pubblico a tutti, accanto al denaro privato delle banche commerciali. “È fondamentale che questa valuta operi sia online che offline, garantendo la privacy e l'accesso a tutti i residenti europei, inclusi coloro che non dispongono di conti bancari”, scrivono.

Attualmente non esiste un’opzione di pagamento digitale europea che copra l’intera area dell’euro. In 13 paesi su 20 si utilizzano, infatti, circuiti internazionali per i pagamenti con carta. L’euro digitale sarebbe un mezzo di pagamento elettronico europeo accessibile e accettato in tutti i paesi dell’area dell’euro.

Gli economisti esortano così il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea a garantire che l'euro digitale diventi:

  • il pilastro di un'infrastruttura di pagamento europea sovrana e resiliente, basata su fornitori domestici che adottano i più elevati standard di privacy;
  • un denaro digitale pubblico accessibile a tutti gli europei, sostenendo l'inclusione finanziaria e riducendo le frizioni transfrontaliere;
  • un deposito di valore credibile attraverso un limite di possesso generoso e in crescita graduale.

Queste misure offrirebbero alle famiglie e alle imprese un'opzione di denaro pubblico affidabile, mantenendo la stabilità finanziaria e fornendo una solida base per l'innovazione nel settore finanziario europeo.

L'SOS: resistere al lobbismo finanziario

Per gli autori della lettera indirizzata al Parlamento Europeo, i politici devono resistere alla pressione di interessi finanziari a breve termine, agendo nell'interesse dei cittadini europei. "L'euro digitale non deve diventare un compromesso simbolico; potremmo non avere una seconda possibilità: "Gli europei prenderanno il controllo del proprio denaro nell'era digitale, o lasceranno che altri lo controllino per loro?".

Quando sarà pronto l’euro digitale?

Una possibile prima emissione dell’euro digitale dovrebbe essere pronta nel 2029, sempre che la necessaria normativa dell’UE sia adottata nel corso del 2026. Il progetto sull’euro digitale sta infatti procedendo, grazie al sostegno politico ad alto livello e all’impegno comune degli Stati membri. Sulla scorta di quanto acquisito nella fase di preparazione, che si è svolta da novembre 2023 a ottobre 2025, vanno per ora avanti le attività tecniche.

Come funzionerà l'euro digitale?

Ma come funzionerà l’euro digitale? Gli importi in euro digitali saranno registrati in un conto, che gli utenti aprirebbero presso la propria banca o un intermediario pubblico. I consumatori potranno così effettuare pagamenti in euro digitali online oppure offline, con lo smartphone o una carta. Potranno inoltre pagare in un negozio o in un sito Internet, oppure inviare denaro ad amici sempre e ovunque.

L’euro digitale agevolerebbe i pagamenti automatizzati per chi volesse utilizzare questa funzione. Non sarà però mai – così come spiegato dalla BCE - una moneta programmabile, vale a dire una moneta digitale utilizzata per uno scopo specifico o una durata limitata, come un buono. L’euro digitale non sarebbe soggetto a restrizioni e manterrebbe sempre il suo valore, come il contante. L’obiettivo è non porre vincoli spaziali e temporali o in termini di bacino di utenza.

Per riassumere:

  • Appello degli economisti per difendere l’euro digitale come strumento di sovranità europea.
  • Pagamenti digitali pubblici e inclusivi, accessibili a tutti e validi in tutta l’area euro.
  • Possibile lancio dal 2029, subordinato all’approvazione della normativa UE nel 2026.

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A cura di: Tiziana Casciaro

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