Pagamenti digitali, gli italiani li usano 3 volte su 4
Secondo un rapporto recente, il 75% delle spese ricorrenti effettuate dagli italiani viene gestito senza contante. Rapidità e comodità sono i fattori che spingono il cashless. Vediamo da vicino i numeri di questo cambiamento di abitudini, ormai consolidato.
⏰In 30 secondi:
- Cashless diffuso: 75% spese ricorrenti senza contante
- Crescita uso: carte e smartphone sempre più quotidiani
- Limiti residui: contante ancora forte tra giovani e trasporti
Tra gli italiani e i pagamenti digitali è, potremmo dire, amore incondizionato. Secondo i dati del Rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group, ben il 75,1% delle spese ricorrenti effettuate dagli italiani (bollette, affitti e ricariche telefoniche) avviene senza contante, bensì tramite l'adozione di strumenti cashless.
Come se non bastasse, dal rapporto emerge anche che il 64,2% del campione intervistato utilizza smartphone o carte di pagamento quotidianamente e più volte a settimana, segno che questi strumenti sono ormai non un'eccezione, ma consuetudine quotidiana. Due anni fa, nel 2024, questa percentuale era pari al 57,4%, segnando quindi una crescita del 6,8%.
Il 52,7% del campione intervistato spiega che rapidità e comodità sono i due aspetti principali che spingono l'adozione dei pagamenti digitali, a discapito del contante.
Boom nel turismo, meno nei trasporti
Quando i numeri sono così importanti è chiaro che non si tratta di un fenomeno episodico o isolato, ma qualcosa di più grande che chiama in causa diversi aspetti, a cominciare dall'ecosistema dei consumi, profondamente cambiato negli ultimi anni.
Se guardiamo, ad esempio, al settore ricettivo, il rapporto evidenza che la quasi totalità dei pagamenti (92%) avviene tramite strumenti digitali e senza contante. La gran parte degli albergatori, inoltre, - circa il 70% - afferma che rinunciare a questa modalità di pagamento vorrebbe dire perdere inevitabilmente una fetta enorme della propria clientela.
Dove rimane il contante
Nel trasporto pubblico il contante resta ancora diffuso nel 44,5% delle transazioni effettuate, così come nei settori della cultura o dello sport.
Molto contante fra i giovanissimi
Sebbene nel 2026, l'utilizzo del contante tra i minori sia diminuito e siano invece aumentati i pagamenti con carta (+2,7%) e smartphone (+5,1%), l'euro fisico resta ancora lo strumento preferito dai più giovani.
Le ragioni di questa scelta sono da rintracciare nelle preoccupazioni delle famiglie in merito al rischio di frodi (31,3%), all'eventualità di spese fuori controllo (23,2%), ma anche alla scarsa confidenza con gli strumenti digitali dei genitori stessi (9,1%) o dei figli (7,1%).
Il conto corrente resta il cervello operativo
Come evidenziato, se il 75% delle spese ricorrenti per affitti, bollette e ricariche avviene in digitale, senza un conto corrente sottostante non è possibile effettuare queste operazioni. Il conto in altre parole, non è più solo un strumento dove si riceve lo stipendio ma una vera e propria infrastruttura tecnica, necessaria ad alimentare carte di debito, bonifici istantanei, app di pagamento.
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