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Ora il Fisco può controllare i cc con l'algoritmo: ecco come funziona

Algoritmi e altre soluzioni di tecnologia avanzata per stanare gli evasori. Per l'anno da poco iniziato l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno pianificato 395 mila controlli fiscali automatizzati. Un'accelerazione rispetto al passato, che deriva dall'incrocio di oltre 200 banche dati gestite da Sogei.

27/01/2026
tribunale, processo
Controlli fisco 2026: le novità

Nel corso di quest’anno l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza attiveranno 395 mila controlli fiscali automatizzati, con 320mila gestiti dall'Agenzia e 75 mila dalla GdF nell'ambito del Piano integrato di attività e organizzazione (Piao). Questa accelerazione deriva dall'incrocio di oltre 200 banche dati gestite da Sogei, la società informatica del Mef: dichiarazioni 730 e Redditi, movimenti sui conti correnti e deposito, fatture elettroniche, registri Iva, spese sanitarie, mutui e acquisti immobiliari. Algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale selezionano i profili ad alto rischio, abbandonando i vecchi controlli a campione per un approccio predittivo e mirato contro l'evasione fiscale.

Come funzionano i nuovi controlli sui conti correnti

In un contesto di bilancio pubblico sotto pressione, con deficit al 4,4% del Pil e debito oltre il 140%, il Fisco italiano punta a recuperare 25 miliardi annui, di cui il 30% da verifiche digitali. Per le famiglie italiane, già alle prese con inflazione al 2% e tassi Bce in calo, questi controlli rappresentano un campanello d'allarme per la gestione dei risparmi personali.

Il meccanismo dell'algoritmo spiegato passo per passo

L'algoritmo parte dall'Anagrafe dei rapporti finanziari e dall'Anonimometro, confrontando redditi dichiarati con flussi bancari: alert automatici per versamenti superiori ai prelievi, prelievi contanti oltre 10mila euro mensili o transazioni verso paradisi fiscali. Gli Isa (Indicatori sintetici di affidabilità fiscale) assegnano un punteggio da 1 a 10 alle partite Iva: sotto 6 scatta verifica prioritaria, sopra 8 esonero dal visto di conformità per compensi Iva fino a 70mila euro.

Text mining analizza causali di bonifici e superbonifici, mentre il Risparmio-metro verifica scostamenti oltre il 20% tra entrate/uscite e tenore di vita. L'articolo 32 Dpr 600/73 abilita l'accesso diretto ai dati bancari senza preavviso per i selezionati, con lettere invitanti a regolarizzare prima dell'accertamento formale.

Chi è più esposto ai controlli e quali sono i profili a rischio

I principali bersagli sono partite Iva con Isa bassi (commercianti, artigiani, professionisti), redditi dichiarati modesti, ma affitti elevati, famiglie numerose con acquisti sproporzionati o gap tra 730 e saldi correnti. Anche possessori di conti deposito con incrementi patrimoniali ingiustificati finiscono nel mirino: l'algoritmo incrocia interessi maturati con dichiarazioni Irpef. Ignorare le compliance letters porta a accertamenti parziali o sintetici, sanzioni dal 90% al 240% della maggiore imposta più interessi, e pignoramenti rapidi.

La Corte di Giustizia Ue ha richiamato l'Italia: gli accessi devono essere proporzionati e motivati, tutelando privacy e diritti fondamentali. Per i risparmiatori onesti, il rischio è basso se c'è coerenza documentale.

Scenario futuro: più controlli ma maggiore trasparenza

Con l'evoluzione dell'AI, entro il 2027 i controlli potrebbero superare i 500mila annui, integrando dati da app di pagamento (Satispay, Apple Pay) e criptovalute. Positivo: riduzione evasione netta (stimata 80-100 miliardi), più risorse per welfare e tagli Irpef. Negativo per autonomi e famiglie medie: stress burocratico e costi legali. La risposta? Digitalizzazione personale: app bancarie per report automatici fiscali e concordato preventivo biennale per "blindare" redditi futuri.

In questo scenario, i conti correnti evolvono verso maggiore tracciabilità, premiando chi sceglie istituti con servizi proattivi.

I conti deposito vincolati restano ideali per parcheggiare risparmi: esenti da verifiche routinarie se rendimenti coerenti, protetti dal Fondo Interbancario fino a 100mila euro e con rendimenti superiori ai conti correnti (media 0,1-0,5%).

Per riassumere:

  • Controlli fiscali automatizzati in aumento, con 395 mila verifiche basate su AI e incrocio di banche dati.
  • Nel mirino flussi bancari incoerenti, partite IVA a rischio e incrementi patrimoniali non giustificati.
  • Trasparenza premiante: conti e risparmi coerenti riducono il rischio di accertamenti.

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A cura di: Luigi Dell'Olio

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