Gli italiani scelgono le criptovalute anche se in caduta: i numeri del fenomeno
Una nuova indagine conferma una forte crescita del numero di italiani che hanno scelto di puntare su asset digitali e sulle criptovalute in particolare: i numeri evidenziano un fenomeno sempre più chiaro nonostante il calo di valore del Bitcoin di questi mesi.
Sempre più italiani stanno puntando sugli asset digitali e, in particolare, sulle criptovalute, un settore molto attrattivo (anche se non certo privo di insidie) per i piccoli investitori alla ricerca di nuove soluzioni per poter incrementare il valore del proprio portafoglio.
Si tratta di un trend evidente nel corso degli ultimi due anni che, però, deve fare oggi i conti con un vero e proprio crollo del settore delle criptovalute e, in particolare, del Bitcoin, che attualmente presenta quotazioni molto lontane dai suoi valori massimi.
Gli italiani scelgono gli asset digitali
Un’indagine di Deloitte fotografa molto bene l’ascesa degli asset digitali in Italia. In particolare, il numero di clienti che detengono crypto-attività ha registrato un aumento del 103% nel corso degli ultimi due anni.
Attualmente, infatti, circa 1,4 milioni di soggetti tra persone fisiche e persone giuridiche detengono crypto attività, per un valore totale in portafoglio pari a circa 2 miliardi di euro. Secondo i dati dello studio, il valore medio per cliente è pari a 1.400 euro.
Si tratta di un tema particolarmente forte tra i giovani. Il 37% della clientela ha un’età compresa tra 18 e 29 anni. Estendendo l’analisi a una fascia di età maggiore, il dato diventa ancora più chiaro. Il 64% dei clienti, infatti, ha un’età compresa tra 18 e 39 anni.
Il “problema” delle criptovalute
Le criptovalute sono un asset digitale che negli ultimi anni è diventato molto popolare a livello globale e non solo in Italia, anche per via della forte crescita registrata da alcune cripto, come il Bitcoin, nel corso degli anni. Non mancano, però, i rischi a cui gli investitori, soprattutto i più giovani e meno esperti, devono fare attenzione. Le criptovalute, infatti, presentano criticità ben precise a partire da un’elevata volatilità. Una determinata criptovaluta può registrare forti oscillazioni di prezzo in breve periodo.
Cambia la tassazione
Dal 2026 è entrata in vigore una nuova normativa fiscale che regola il settore delle criptovalute in Italia e, in particolare, le plusvalenze realizzate tramite compravendia. Per saperne di più è possibile consultare l'approfondimento di ConfrontaConti.it sulle novità del 2026 per criptovalute e fisco.
Cosa sta succedendo al settore delle criptovalute
Il settore delle criptovalute sta attraversando una fase abbastanza delicata, strettamente legata al problema citato in precedenza. L’elevata volatilità delle quotazioni è stata ampiamente confermata in questi mesi dall’andamento del Bitcoin.
In breve tempo, infatti, il valore della più famosa delle criptovalute è crollato del 50% rispetto alla quotazione record raggiunta a ottobre 2025 e pari a oltre 126 mila dollari. Già nelle prime settimane dell’anno si è registrato un brusco calo.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, molti analisti vedono il 2026 come un anno di transizione per il Bitcoin e, più in generale, per il settore delle criptovalute con varie stime che confermano un possibile andamento irregolare nel corso dei prossimi mesi, senza un ritorno ai massimi registrati nel 2025 ma con un trend di assestamento.
Quanto vale il Bitcoin oggi?
Attualmente (rilevazione del 10 febbraio 2026) un Bitcoin ha un valore di circa 69.000 dollari pari a poco più di 57.000 euro. Si tratta di quotazioni simili a quelle registrate nell’autunno del 2024 e ben inferiori rispetto al record di 126.210,50 dollari registrato a ottobre 2025.
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Per riassumere
- Crypto in forte crescita in Italia: negli ultimi due anni i clienti che detengono criptovalute sono aumentati del 103%, raggiungendo circa 1,4 milioni di investitori per un valore complessivo di 2 miliardi di euro.
- Fenomeno trainato dai giovani: il 64% dei possessori di crypto ha meno di 39 anni, con una forte concentrazione nella fascia 18-29 anni.
- Volatilità e nuove regole fiscali: nonostante il calo del Bitcoin, l’interesse resta alto, ma le criptovalute restano asset molto volatili e dal 2026 sono soggette a una nuova disciplina fiscale sulle plusvalenze.