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Imposta di bollo e IVAFE su conti deposito: cosa sapere nel 2026

 Il titolare di un conto deposito, oltre alla tassazione sul rendimento (pari al 26%), è tenuto al pagamento dell'imposta di bollo oppure, per i prodotti finanziari detenuti all'estero, dell'IVAFE. Ecco tutto quello che c'è da sapere in merito alla questione.

15/07/2026
vasetto con monete e piantina che germoglia
Imposta di bollo o IVAFE per il conto deposito

⏰ In 30 secondi:

  • Sui conti deposito si paga un bollo dello 0,2% sul capitale depositato.
  • Sugli interessi maturati si applica una tassazione pari al 26%.
  • Per i conti deposito detenuti all’estero si applica l’IVAFE dello 0,2%.

I risparmiatori che scelgono di puntare su un conto deposito sono tenuti al pagamento di alcune tasse. Oltre alla tassazione sugli interessi prodotti dal capitale depositato, infatti, c’è da pagare anche l’imposta di bollo, richiesta anche per vari prodotti finanziari, dalle azioni alle obbligazioni. Da non dimenticare il pagamento dell’IVAFE, che sostituisce l’imposta di bollo per i prodotti finanziari detenuti all’estero, conto deposito compreso.

Si tratta di un aspetto da considerare con attenzione per la valutazione del rendimento reale di un conto. Ad esempio, chi ha 10.000 euro sul conto e vuole ottenere il massimo rendimento deve considerare sia la tassazione sugli interessi che i costi fissi, come l'imposta di bollo. Ecco tutto quello che da sapere su imposta di bollo e IVAFE nel 2026.

Come scegliere il conto giusto

Per scegliere il miglior conto deposito disponibile in questo momento è possibile puntare sul comparatore di ConfrontaConti.it che consente di analizzare le varie opzioni disponibili, considerando il rendimento garantito e la presenza di un eventuale vincolo sul capitale depositato. Il conto scelto potrà poi essere aperto direttamente online, tramite il sito della banca. Attualmente, è possibile accedere a conti con interessi fino al 4%. Per maggiori dettagli consigliamo anche la lettura dell'approfondimento sui migliori conti deposito di luglio 2026.

Come funziona l’imposta di bollo sul conto deposito

Il titolare di un conto deposito, aperto presso un istituto italiano, è tenuto al pagamento dell’imposta di bollo. A differenza di quanto avviene per il conto corrente, per cui è previsto il pagamento di un’imposta fissa (34,20 euro/anno in caso di giacenza media oltre i 5.000 euro, sotto questa soglia, invece, l’imposta non è dovuta), per un conto deposito, l’imposta di bollo ha un importo percentuale ed è pari allo 0,2% annuo del capitale depositato. Generalmente, il calcolo viene effettuato sul valore del deposito alla data di rendicontazione.

Di fatto, quindi, l'imposta di bollo rappresenta un fattore da considerare nella determinazione del rendimento netto di un conto deposito. Le banche tendono a pubblicizzare i propri prodotti illustrando il tasso annuo lordo. Per il calcolo del tasso annuo netto è necessario considerare la tassazione del 26%. Nella stragrande maggioranza dei casi, non ci sono ulteriori costi da considerare per la determinazione del guadagno reale di un conto deposito (questo tipo di prodotto è, in genere, a canone zero).

Conto senza imposta di bollo?

Alcuni conti deposito non prevedono il pagamento dell’imposta di bollo. In questo caso, infatti, è la banca a farsi carico del versamento della tassa senza richiedere il pagamento al cliente. Dal punto di vista del risparmiatore, quindi, si tratta di un conto senza imposto di bollo. In ogni caso, però, anche se l'importo è minimo, per ogni conto è previsto il pagamento di quest'imposta. 

Come funziona l’IVAFE sul conto deposito

Un’altra tassazione da considerare è l'IVAFE, l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero. Si tratta di una tassa che è pensata per evitare differenze di trattamento tra chi investe con intermediari italiani e chi preferisce intermediari esteri.

L’IVAFE ha un importo dello 0,2% del valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Anche per il conto deposito detenuto all’estero è previsto il pagamento dell’IVAFE, nella misura dello 0,2% annuo. Per alcuni Paesi, considerati paradisi fiscali, viene applicata una tassazione dello 0,4%.

Quando l’istituto estero presso cui si detiene un prodotto finanziario, come un conto deposito, non opera da sostituto d’imposta in Italia, è necessario pagare l’IVAFE tramite modello F24 e compilare la dichiarazione dei redditi.

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A cura di: Davide Raia

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