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La stretta del fisco per chi ha conti e opera con l’estero

28/06/2022
una mano conta monete con sfondo grafico

Paradisi fiscali all’estero e conti aperti per eludere le tasse in Italia diventano sempre più un miraggio per i furbetti del fisco italiano. È stato approvato il 15 giugno scorso in Consiglio dei Ministri il Dl Semplificazioni fiscali, che tra le altre misure contiene la semplificazione del monitoraggio fiscale sulle operazioni di trasferimento di denaro da e verso l’estero, abbassando da 15.000 euro a 5.000 euro la soglia dell’importo oltre il quale gli intermediari finanziari devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati analitici dei trasferimenti effettuati.

Nel 2014 la soglia limite consentita era stata alzata da 10.000 a 15.000 euro e riguardava operazioni uniche e frazionate. La nuova norma esclude invece dal monitoraggio le operazioni frazionate.

Cosa va dichiarato sui movimenti esteri

Ogni movimento bancario sopra i 5.000 euro, anche in contanti e in criptovalute, dovrà essere comunicato dalle banche o da altro intermediario finanziario all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di ogni operazione effettuata per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate. Di fatto il provvedimento riguarda ordini di pagamento e accreditamento, emissione e pagamento di assegni, vaglia postali, carte di credito e altre carte di pagamento, polizze assicurative trasferibili e ogni altro strumento bancario che consenta di trasferire, movimentare o acquisire fondi.

"In particolare - si legge nel documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate - per le comunicazioni effettuate nel 2021 gli intermediari dovranno rendicontare le operazioni in contanti e criptovalute per una soglia più bassa dell'attuale di 15 mila euro, pari a 5.000 euro. Non si dovranno invece comunicare le operazioni frazionate in quanto si elimina il riferimento che era specificato nel precedente testo di legge".


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Il monitoraggio fiscale

L’intento della stretta alle transazioni estere è proprio di rafforzare il monitoraggio fiscale dei conti esteri da parte del Governo al fine di consolidare l’attività di antiriciclaggio e le misure di contrasto all’evasione, prendendo di mira soprattutto le valute digitali, visto che continua a crescere il numero di italiani che investono e operano in valuta virtuale, quindi su piattaforme finanziarie estere.

Il decreto Semplificazioni, però, non riguarda soltanto i movimenti con l’estero. Dal prossimo anno, ad esempio, non potranno più arrivare al contribuente contestazioni riguardo alle spese effettuate con la tessera sanitaria, mentre potranno essere oggetto di contestazione le spese sanitarie, seppur documentate, che non risultino dal sistema della Tessera sanitaria.

Verso un’operatività sempre più digitale: il ruolo dei conti online

Mentre la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio si fa ormai sistemica, le banche si organizzano per offrire prodotti e servizi sempre più digitali. Di fatto, la pandemia da Covid ha fatto cadere molta resistenza del nostro sistema, mentre secondo Banca d’Italia il 51% degli italiani ha fatto un uso crescente dei servizi online e ben il 54% dei servizi mobile della propria banca.

Cresce dunque l’offerta di conti correnti digitali, che offrono come canale d’uso non solo l’online, ma anche il mobile attraverso l’utilizzo delle App. Ad esempio, se si è giovani e si ha un saldo medio sotto i 5.000 € si potrà ottenere ControCorrente di IBL Banca, con Tasso a regime dello 0,30%, che consente con un saldo di 3.000 € di ottenere anche un piccolo ricavo netto di 6,66 € mensili. Smart e sicuro, ControCorrente IBL utilizza sistemi sofisticati di sicurezza e include la carta di debito oltre ai pagamenti contactless gratuiti. Zero tutti i costi: il canone, la carta di credito e i bonifici a seconda del tipo di conto scelto.


A cura di: Paola Campanelli

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