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Conti correnti sotto la lente

21/05/2015

conti correnti

L’Osservatorio di ConfrontaConti costituisce uno strumento utile per avere un quadro dettagliato sulle evoluzioni dei conti correnti nel nostro Paese in termini di saldo medio dei conti degli italiani, area geografica di provenienza, età dei titolari, canale di utilizzo, operatività e scoperto. L’Osservatorio analizza i dati relativi agli ultimi cinque anni, con rilevazioni effettuate ogni mese e dati aggregati per semestre.

La prima evidenza nei risultati aggiornati al mese di aprile 2015 è che gli italiani risparmiano di più: il 30% dei correntisti ha un saldo attivo superiore ai 10.000 euro, la percentuale più alta da cinque anni a questa parte. Erano il 27% nel secondo semestre del 2010, il 22% nel secondo semestre del 2012, il 25% nel 2014.

Il saldo medio si riduce invece per il 20% dei correntisti a una somma compresa tra i 1000 e i 3000 euro, mentre le fasce 3.000-5.000 e 5.000-10.000 euro costituiscono il saldo attivo di una percentuale pari al 17% dei correntisti. Stessa percentuale per coloro che dispongono di un saldo inferiore ai 1.000 euro, meno rispetto a quanto rilevato negli ultimi cinque anni, visto che nel secondo semestre del 2013, ad esempio, aveva meno di 1.000 euro il 26% degli correntisti.  

Cresce dunque il saldo medio dei conti correnti italiani: 13.002 euro nei primi quattro mesi di questo anno, in evidente aumento rispetto ai 10.590 euro del secondo semestre del 2010 e soprattutto agli 8.988 euro del secondo semestre del 2012. Il dato è rilevante anche rispetto allo scorso anno, quando nei primi sei mesi si era registrato un saldo medio di 10.105 euro.

Lo stesso saldo di conto è strettamente proporzionale all’età del titolare: è di 19.579 euro quello di coloro che hanno più di 55 anni, di 14.147 euro per la fascia di età compresa tra 41 e 55 anni, 10.823 euro per quella ricompresa tra i 26 e i 40 anni e di 6.353 per i giovani tra i 18 e 25 anni. Di gran lunga inferiore il saldo attivo rilevato lo scorso anno per età del correntista, quando nello stesso periodo si registravano per gli stessi intervalli di età saldi di 15.103, 11.002, 8.559 e 5.257 euro.

L’analisi per area geografica rileva la provenienza dei conti: il 69% dal Nord Italia, il 14% dal Centro, il 16% dal Sud e Isole. Percentuali rimaste sostanzialmente invariate negli ultimi cinque anni, se si fa eccezione per il 2010, che nei primi sei mesi dell’anno registrava il 63% di provenienza dal Nord, il 16% dal Centro Italia e il 21% dal Sud e Isole.

I titolari dei conti correnti hanno per il 43% tra i 26 e i 40 anni, per il 35% tra i 41 e i 55 anni e per il 15% più di 55 anni. Solo il 6% ha meno di 25 anni. L’età dei correntisti è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi cinque anni, con scostamenti minimi delle percentuali rilevate per età.

Ma quali canali preferiscono gli italiani per l’operatività sui conti? È evidente che gli ultimi cinque anni hanno registrato un forte cambiamento dei comportamenti di consumo e che il canale online e mobile si sia imposto in maniera crescente. Chi fa operazioni solo online è infatti il 48% dei titolari di conti correnti: era solo il 28% nello stesso periodo del 2010 e il 35% nel 2013. Il 43% invece opera online ma non abbandona la filiale.

Si riduce molto la percentuale di coloro che compiono esclusivamente in banca le operazioni sui conti: era il 20% nel 2010 ed è solo il 9% nei primi mesi del 2015. È evidente che il canale utilizzato per la gestione del conto è adeguato all’età del titolare: solo il 37% degli utenti con un’età superiore ai 55 anni usa il canale internet, mentre il 52% ha un’età compresa tra i 26 e i 40 anni. Fa specie che questa fascia di età registri una percentuale superiore rispetto a coloro che hanno dai 18 ai 25 anni e usano il canale online, il 48%.

Rispetto al numero e alla tipologia di operazioni effettuate, la maggiore percentuale di correntisti sceglie un’operatività media, con un totale di 60 operazioni l’anno tra versamenti di denaro, prelievi e pagamenti: è il 46% dei titolari di conti correnti. Il 31% opta per un’operatività bassa, con un totale di 20 operazioni l’anno e il 20% sceglie invece una formula con un totale di 150 operazioni l’anno.

Solo il 3% dei conti prevede la personalizzazione dei movimenti, con l’utente che stabilisce il numero e la tipologia di operazioni più consone all’utilizzo del suo conto corrente. Le percentuali che si spartiscono il tipo di operatività per conto sono sostanzialmente invariate negli ultimi cinque anni, scostandosi da un semestre all’altro di pochi punti percentuali.

E infine lo scoperto di conto. Nei primi mesi di quest’anno l’Osservatorio rileva un dato netto per coloro che non lo richiedono: è l’89% dei titolari di conti correnti. Lo richiede invece solo l’11%, percentuale cresciuta di 4 punti rispetto al secondo semestre del 2013, quando solo il 7% era ricorso a questo tipo di servizio.

A cura di: Paola Campanelli

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