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Il conto corrente ideale? Online e su misura

11/08/2016

Rimaniamo in tema, dopo l'ultima news di qualche giorno fa sui consigli per evitare frodi informatiche, continuando a parlare di questo fenomeno di vera e propria migrazione dal reale al virtuale, anche i conti correnti si trasferiscono sulla rete e diventano uno strumento finanziario per la gestione del risparmio flessibile e personalizzato.

Non desta stupore il risultato della statistica condotta dalla Banca d’Italia a fine 2015 secondo la quale il conto tradizionale non solo non paga più, ma è diventato ancora più oneroso. La spesa media per la gestione di un conto in filiale è risultata infatti di 82,20 euro all'anno, in sostanza 0,3 euro in più rispetto all’anno precedente. Delegare alla banca la gestione del proprio conto corrente e avere un funzionario allo sportello che fa le operazioni bancarie per noi ha un costo.

Differente la situazione se il rapporto con la banca è virtuale, visto che gli istituti di credito online compensano la delega della gestione al titolare del conto con la concessione di una serie di vantaggi.

Primo fra tutti, il costo del conto, quasi sempre pari a zero, così come le operazioni: i bonifici ad esempio che allo sportello hanno un costo fino a 3 euro, diventano gratuiti e allo stesso modo il bancomat e le carte di credito. Spesso inoltre le banche online sostengono la spesa dell’imposta di bollo per conto del cliente, che ammonta a 34,20 euro all’anno per giacenze superiori ai 5.000 euro.

Senza tralasciare la flessibilità del conto online e la possibilità di poter operare comodamente da casa, dall’ufficio o in vacanza. Se poi si sceglie un conto esclusivamente online, scaricare la app consentirà di velocizzare ogni operazione, operare in mobilità e accedere a servizi preziosi come il bilancio famigliare, un documento che cataloga i conti imputandoli alle varie voci di spesa.

Ma come scegliere il conto corrente online migliore?

Due fattori sono da valutare come prima cosa: la funzionalità e le caratteristiche del conto, in base alle proprie abitudini e le modalità di utilizzo. Un conto a zero spese solo online può essere sì molto conveniente, ma fin quando non si decide ad esempio di aver bisogno del massimo scoperto o di una consulenza in filiale, quando si ha bisogno di una seconda carta di credito o di un conto che consenta di prelevare tranquillamente anche dall’estero.  

Sempre per valutare i costi del conto, è bene fare riferimento a un parametro fondamentale, che le banche hanno l’obbligo di mettere a disposizione del cliente al momento dell’apertura del conto: l’ISC, acronimo che sta per Indicatore Sintetico di Costo, una misura di cautela introdotta nel 2009 dalla Banca d’Italia per aumentare la trasparenza delle comunicazioni ai consumatori. Si tratta di un indice dato dalla somma sintetica di tutti i costi annuali, fissi e variabili. Gli stessi costi sono poi modellati su sei tipi di profilo di utilizzo: giovani, famiglie con bassa, media o elevata operatività, pensionati con bassa e media operatività.

Inoltre, bisogna sempre controllare la solidità della banca: lo si fa attraverso il Cet 1 (il Common equity Tier 1). La Bce segnala come livello minimo il valore dell’8%, sotto il quale la banca non può essere considerata affidabile.

Un ultimo consiglio per chi deve cambiare banca o aprire un conto, è quello di mettere a confronto le proposte dei vari istituti di credito. La maniera più veloce e sicura per farlo è consultare ConfrontaConti.it.

Al 3 agosto, il conto corrente online più conveniente è quello di BancadinAmica, che al Tasso Lordo dell’1% garantisce un ricavo netto di 37,00 euro. I costi sono zero, sia fissi che variabili, così anche il canone e i bolli. Inoltre i prelievi Bancomat/VPay sono gratuiti in tutta Europa. La simulazione è stata fatta su un utente di 31 anni con saldo medio attivo di 5.000 euro, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media, accredito di stipendio o pensione.

A cura di: Paola Campanelli

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