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Assegni scoperti: ecco le sanzioni previste

10/03/2017

Gli assegni restano uno dei metodi di pagamento più diffusi. Il funzionamento è piuttosto semplice: il titolare di un conto corrente che ha fatto richiesta di un libretto degli assegni alla propria banca o alle Poste, può emettere un titolo che il creditore riscuoterà in contanti.

E’ un’eventualità piuttosto remota, ma può capitare che l’assegno emesso sia a vuoto o, usando la terminologia tecnica, senza provvista. Significa che sul conto corrente di chi ha richiesto l’emissione dell’assegno mancano le somme necessarie da trasferire.

Che succede in questi casi? Partiamo da una premessa: esistono due differenti tipologie di assegno, circolare e bancario. Nel primo caso l’assegno viene firmato ed emesso dalla banca che poi trattiene la somma dal proprio correntista nel secondo caso è il correntista a impegnarsi a versare l’importo concordato. Per cui in linea di massima un assegno circolare è più sicuro.

Se siamo incappati nella seconda casistica e ci siamo resi conto che non possiamo riscuotere l’assegno, ecco un po’ di informazioni utili. Emettere un assegno scoperto è un illecito amministrativo che viene punito con una sanzione pecuniaria e con la revoca di sistema.

La sanzione varia da 516 euro a 3.099 euro. Se l’importo supera i 10.329 euro o il reato è stato reiterato, può anche aumentare. Non si scherza con la legge: se non si provvede al pagamento, l’illecito può essere punito con la reclusione.

Chiaramente chi ha emesso un assegno scoperto ha facoltà di eseguire un pagamento tardivo. In questo caso la banca o la posta, a seconda di dove è appoggiato il conto, informato il cliente che ha emesso l’assegno scoperto, avvisandolo che può procedere, entro il 10° giorno dalla presentazione dell'assegno al pagamento, al versamento sul conto delle somme necessarie, maggiorate di una penale pari al 10% dell'ammontare dell'assegno, degli interessi legali e delle eventuali spese di protesto. 

Ci sono delle scadenze da rispettare: il pagamento tardivo va effettuato entro 60 giorno dalla presentazione dell’assegno se è su piazza, 75 gg (60+15) se fuori piazza. Si può versare l’importo comprensivo di penale, interessi di mora e costi di un eventuale protesto, direttamente al beneficiario.

In questo caso verrà poi sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, allegando l'attestazione della banca o del pubblico ufficiale incaricato di annullare il protesto.

L’ulteriore sanzione prevista per chi emette assegni a vuoto è la revoca di sistema: in pratica viene negata l'autorizzazione ad emettere assegni bancari o postali per 6 mesi. Inoltre la banca provvede a ritirare il libretto di assegni non ancora utilizzato e a segnalare il nominativo alla Cai, la centrale di allarme interbancaria. 

Abbiamo visto cosa succede a chi commette l’illecito di emettere un assegno scoperto. Ma cosa accade a chi lo riceve? In questo spiacevole caso, il possessore di un assegno scoperto può tutelarsi attraverso una procedura di esecuzione forzata.

L’assegno è un titolo di credito pagabile dietro presentazione, o, usando la terminologia tecnica, a vista. Se risulta scoperto, il possesso può “protestare” l’assegno, avviando un procedimento per ottenere che venga riconosciuto che l’assegno è stato presentato alla banca ma non è stato pagato.

Poiché l’assegno oltre ad essere un titolo di credito è anche un titolo esecutivo, il possessore potrà immediatamente avviare la procedura per recuperare il credito.

In questi casi si redige un atto di precetto, con il quale si intima al debitore di pagare l’assegno entro il termine di dieci giorni. L’atto di precetto ed il titolo esecutivo vengono inviati tramite Ufficiale Giudiziario al debitore, che dovrà pagare entro il termine indicato a partire dal momento in cui riceve l’atto. Questa procedura va avviata entro sei mesi dall’esibizione dell’assegno presso la banca.

Sicuramente si tratta di un caso limite, ma è bene essere informati su tutte le casistiche legate all’utilizzo di un conto corrente. Se volete ulteriori approfondimenti sul funzionamento dei conti correnti, sulle caratteristiche dei prodotti e sul disciplina vigente in materia, il sito ConfrontaConti.it mette a disposizione un’intera sezione con le normative aggiornate e le domande frequenti.

A cura di: Alessia De Falco

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