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I libretti al portatore vanno in pensione

08/07/2017

Dal prossimo 4 luglio i cittadini residenti in Italia dovranno dire addio a uno degli strumenti di risparmio più vecchi e utilizzati, vista la sua istituzione nel lontano 1875: il libretto al portatore. 

Il definitivo pensionamento è stato deciso con l’approvazione del decreto legislativo numero 90/2017 che ha recepito la normativa imposta dall’Unione Europea. Il provvedimento, che modifica il decreto legislativo 231 del 2007, stabilisce che potranno essere emessi esclusivamente libretti di deposito nominativi, di cui si può leggere nella guida "Libretto di Risparmio", che riportano le generalità di uno o più titolari (i soli ad avere facoltà di operare). 

Tutti i libretti di deposito bancari o postali al portatore dovranno essere estinti entro il 31 dicembre 2018, con il rischio per chi li farà circolare dopo questa data di incorrere in una sanzione amministrativa.

Va precisato che la denominazione “al portatore” non si riferisce al fatto che non contengono il nominativo del titolare ma che possono circolare come titoli liberi, dando la possibilità a qualunque soggetto di prelevare o versare sul conto di deposito. 

La ragione dell’abolizione è da attribuirsi al fatto che questi strumenti rendono più semplice la diffusione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. A tal proposito si era già intervenuti con il decreto Salva-Italia (numero 201/2011), che aveva ridotto da 2.500 a 1.000 euro la soglia per l'apertura e il trasferimento dei libretti al portatore (bancari e postali). Lo stesso decreto ha imposto entro il 31 marzo 2012 la regolarizzazione degli stessi libretti con saldo superiore a 999,99 euro.

L'emissione dei prossimi libretti riguarderà dunque solo quelli nominativi, che saranno subordinati ad una adeguata verifica del proprietario da parte di banche e uffici postali. Gli Istituti dovranno identificare i soggetti coinvolti, che non potranno più nascondere l'effettivo contenuto dei risparmi che confluiscono in tali strumenti.

I libretti di risparmio attraggono ancora alcune specifiche fasce di risparmio. Da notare che il bilancio di Poste italiane al 31 dicembre del 2016 attribuiva a questo strumento una valenza di circa 119 miliardi di euro, anche se la maggioranza delle somme sono depositate su quelli di tipo nominativo.

Una forma di risparmio alternativa, per coloro che dovranno estinguere i libretti al portatore, potrebbe essere l’apertura di un conto di deposito, che assicura buoni rendimenti e costituisce un investimento sicuro poiché garantito fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. 

Simulando un deposito di 30.000 euro e un vincolo di 12 mesi, troviamo quale prodotto più redditizio Contogreen della Banca Popolare di Cividale, con apertura e operatività online. Il guadagno ottenuto dal sottoscrittore è di 339,60 euro (interessi netti meno 60 euro del bollo) con liquidazione trimestrale posticipata; il tasso lordo è dell’1,80% (quello effettivo dell’1,14%) ma si arriva al 2,40% se si vincola l’ammontare per un periodo minimo di cinque anni. Le somme possono essere svincolate in qualsiasi momento ma con una decurtazione pari all'1% dell'importo del deposito. La riduzione sarà applicata in misura non superiore all'ammontare degli interessi maturati nel periodo di vincolo.

A seguire, rispettando lo stesso vincolo e le medesime condizioni, si conferma Conto BancadinAmica. Anche in questo caso, ci si assicura un guadagno netto di 339,60 euro al Tasso lordo del 1,80% e Tasso effettivo dell’1,13%. Le spese sono quelle relative al bollo, 60 euro, che saranno decurtati dai 399,6 euro di interessi netti – corrisposti in maniera posticipata. Anche in questo caso l’apertura e la gestione del conto deposito sono completamente online. Tra i vantaggi di questo periodo, l’interesse dello 0,50% sul deposito libero (Opzione Vivi Libero).

A cura di: Paola Campanelli
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