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Conto corrente cointestato: come funziona?

05/07/2017

Il conto corrente è un prodotto finanziario ormai presente in ogni famiglia, la cui importanza viene confermata dai quasi 37 miliardi di euro che gli italiani vi hanno depositato nell’ultimo anno. Ne abbiamo parlato recentemente nella news "Conto corrente: come cambiare in meglio", in cui si evidenzia anche la facilità con cui oggi è possibile trasferire un conto da una banca a un’altra.

Solitamente questo strumento presenta un solo intestatario ma per esigenze di varia natura è possibile cointestarlo, per dar modo a più persone di accedere alle somme versate e operare come titolari.

Esistono due modi principali per cointestare un conto corrente. Il primo, a firma congiunta, permette a coloro che lo detengono non solo di operare sul conto stesso ma anche di mettere in atto un sistema di controllo tramite la controfirma. In questo modo le varie movimentazioni sono autorizzate se e solo se tutti i soggetti intestatari hanno apposto la loro firma per consentirle. Questa formula potrebbe essere la giusta soluzione nel caso in cui titolarità del conto appartenga ai soci di un’impresa, vista la possibilità di controllare – ognuno per la propria parte – ogni singola operazione avviata sul conto.

Il secondo modo è con la firma disgiunta, in cui accade esattamente il contrario. In questo caso ogni singola persona avrà maggiore libertà, potendo operare mediante prelievi, bonifici o pagamenti, che influiscono sul saldo del conto. Tuttavia è sempre possibile, in un secondo momento, passare a un conto corrente cointestato a firma congiunta (e viceversa), una trasformazione che può essere conclusa con il consenso degli intestatari. La soluzione a firma disgiunta impone minori limitazioni e risulta più adatta a una coppia di coniugi che richiede più semplicità nella gestione delle finanze familiari e risparmio sulle spese bancarie previste.

Ricordiamo che per aprire un conto corrente cointestato servono i documenti di base dei titolari, come una copia della carta di identità e il codice fiscale. Le modalità per chiuderlo variano a seconda delle due tipologie di firma: per quella congiunta servirà l’approvazione di entrambi i soggetti, mentre a firma disgiunta basterà la richiesta di uno solo dei titolari.

Le procedure che regolano il funzionamento di un conto corrente cointestato in caso di decesso di uno dei soggetti sono molto semplici. Alla morte del cointestatario, il conto a firma congiunta viene di fatto congelato in attesa di individuare gli eredi legittimi del de cuius. In seguito quindi saranno i successori a dover approvare tutte le operazioni proposte sul conto. In caso di firma disgiunta invece l’iter di successione del conto cointestato non bloccherà le operazioni degli altri titolari, che potranno agire liberamente sul conto.

La separazione dei coniugi porta allo scioglimento del c/c oppure al conferimento della proprietà unica ad uno dei due individui. Nella maggior parte dei casi il saldo presente viene diviso in parti uguali: tuttavia la cifra può essere più alta per uno dei coniugi, ma solo se quest’ultimo è in grado di dimostrare di aver contribuito in maniera preponderante alla creazione del saldo stesso.

Con le novità in vigore dal primo luglio sul pignoramento del conto – e di cui abbiamo parlato nella news di Segugio.it, il multicomparatore del Gruppo MutuiOnline, "Multe e bolli non pagati: scatta il pignoramento sul conto" – sono in molti a chiedersi se la normativa sarà applicata anche ai conti correnti cointestati. In tal caso è utile fare riferimento alla sentenza numero 6123 (anno 2016) della Corte di Appello di Roma, secondo cui i cointestatari assumono la posizione di debitori solidali solo qualora i debiti siano nei confronti della banca in cui è aperto il conto. Dunque gli altri creditori possono solo aggredire la quota di conto spettante al debitore e non pignorare l’intera somma (se corrispondente al debito).

Ricordiamo che su ConfrontaConti.it è possibile confrontare decine di conti correnti offerti dai vari istituti di credito presenti sul mercato, scegliendo quello più conveniente.

Optando ad esempio per un conto corrente da utilizzare esclusivamente online (31enne con un saldo medio attivo di 5.000 euro, addebito dello stipendio, frequenza di utilizzo media) si distingue l'offerta di BancadinAmica. Il suo conto ha costo zero per ogni tipo di operazione e garantisce interessi netti per 55,55 euro. Nel caso in cui non si volesse rinunciare alla filiale, la soluzione migliore con gestione promiscua è quella del Conto Webank che consente anche un piccolo ricavo di 2,22 euro. Anche in questo caso i costi di canone, bollo, carte, pagamenti e prelievi sono pari a zero. Il tasso lordo a regime è dello 0,10% e per chi apre il conto addebitando lo stipendio, ci sono in regalo buoni carburante Total Erg per 120 euro.

A cura di: Paola Campanelli

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