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Banche italiane, dal settore finanziario quasi 11 miliardi allo Stato: cosa può cambiare per clienti e risparmiatori

La bozza di manovra presentata dal governo al Parlamento e alla Commissione Europea prevede un contributo dal settore finanziario di quasi 11 miliardi di euro in tre anni. In che modo questo aggravio sdi spese per le banche si rifletterà su prodotti e servizi?

26/10/2026
banca
In manovra previsti più costi per banche e assicurazioni

⏰ In 30 secondi:

  • Quasi 11 miliardi richiesti a banche e assicurazioni in tre anni.
  • Possibili rincari su conti, commissioni e servizi bancari.
  • Depositi più remunerativi potrebbero attirare nuovi risparmiatori.

Il governo ha elaborato la bozza del Documento Programmatico di Bilancio per il 2027. Il documento è ora all'esame di Parlamento e Commissione Europea e delinea le principali misure della prossima manovra, che poi sarà definita con la Legge di Bilancio. Tra le novità più rilevanti compare un contributo ricorrente richiesto a banche e assicurazioni fino al 2029.

Più risorse dal settore finanziario

Complessivamente, l'applicazione del contributo ricorrente a carico del settore finanziario permetterà allo Stato di incassare quasi 11 miliardi di euro:

  • Per il 2027 il contributo è pari allo 0,21% del PIL, con il versamento di poco più di 5 miliardi di euro;
  • Per il 2028 il contributo scende alo 0,13% del PIL, con incassi stimati per lo Stato di quasi 3,5 miliardi di euro;
  • Per il 2029 è previsto un contributo dello 0,1% del PIL, pari a un gettito di circa 2,5 miliardi di euro.

Questo contributo non è l'unico richiesto al settore finanziario. Si tratta infatti di una misura aggiuntiva che va a sommarsi ai circa 12 miliardi di euro che il governo prevede di incassare da banche e assicurazioni entro il 2028 attraverso le misure inserite nella precedente manovra, tra cui l'incremento dell'aliquota IRAP applicabile al settore finanziario.

Le misure allo studio del governo

La bozza del Documento Programmatico di Bilancio non specifica in dettaglio attraverso quali strumenti verranno raccolti gli 11 miliardi di euro extra richiesti al settore finanziario. Bisognerà attendere l'approvazione della Legge di Bilancio e il successivo iter parlamentare per conoscere in dettaglio le modalità di applicazione del contributo.

Al momento si sa che il contributo verrà richiesto nel triennio 2027-2029 ma non è ancora chiaro quali saranno gli operatori finanziari interessati e in che modo l'applicazione sarà ripartita all'interno del comparto.

La misura si inserisce nel quadro delle coperture previste per finanziarie la manovra 2027, con interventi previsti per circa 23,5 miliardi di euro. Tra le priorità indicate dal governo figurano il sostegno al potere d'acquisto delle famiglie e alla spesa sociale, con circa 5 miliardi di euro, il supporto alle imprese e agli investimenti in infrastrutture, sanità e sicurezza.

Ci saranno cambiamenti per i clienti di banche e assicurazioni?

Il nuovo contributo previsto dalla manovra potrebbe aumentare gli oneri a carico degli istituti di credito, con possibili riflessi sulle condizioni economiche dei prodotti proposti alla clientela.

C'è la possibilità che, per compensare almeno in parte le maggiori uscite, le banche possano intervenire rimodulando le proprie offerte, ad esempio aumentando i canoni dei conti correnti, adeguando le commissioni per le operazioni oppure ritoccando i costi di determinati servizi.

Bisogna considerare che si tratta di una possibilità e non è detto che le banche trasferiranno sulla clientela parte del costo di questo contributo. Le eventuali modifiche alle offerte bancarie potranno essere valutate solo dopo aver verificato quali sono i costi effettivi a carico delle banche e le loro regole di applicazione.

Allo stato attuale non si può nemmeno escludere un effetto positivo per i risparmiatori. Per mantenere o aumentare la raccolta, infatti, gli istituti di credito potrebbero decidere di aumentare i rendimenti dei conti deposito oppure prevedere promozioni per i nuovi clienti.

Il miglior consiglio per chi ha un conto corrente o dei risparmi in banca è quello di monitorare l'offerta e fare periodicamente un confronto conti, per valutare quali sono quelli che soddisfano al meglio i propri bisogni. Chi vuole ridurre i costi può prendere in considerazione i conti correnti a zero spese, mentre chi desidera maggiore autonomia può orientarsi verso i conti correnti online.

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A cura di: Valeria Boni

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