Guida al nuovo redditometro 2026: come funzioneranno i controlli del Fisco
Il Redditometro è uno strumento a disposizione del Fisco per andare alla ricerca di grandi evasori. Il suo funzionamento si basa sul confronto tra reddito dichiarato e il totale delle spese fatte: in caso di scostamenti consistenti possono scattare i controlli.
⏰ In 30 secondi:
- Il Redditometro confronta reddito dichiarato e spese sostenute dal contribuente.
- I controlli scattano solo superando entrambe le nuove soglie previste nel 2026.
- Il contribuente può difendersi dimostrando l'origine lecita delle somme utilizzate.
Il Redditometro è uno strumento a disposizione del Fisco per fare una ricostruzione sintetica del reddito e per verificare se ci sono anomalie rispetto alle somme dichiarate. Questa modalità di accertamento sintetico del reddito è stato introdotta negli anni Settanta (con il DPR n. 600/1973) e negli anni le sue modalità di funzionamento sono cambiate molto, in modo da permettere controlli sempre più efficaci e precisi.
Le novità del Redditometro 2026
La versione 2026 del Redditometro presenta alcune novità rispetto al passato. In particolare, con la riforma dello strumento decisa nel 2024, sono stati aboliti gli indici ministeriali statistici usati dal Fisco per la ricostruzione delle spese.
Ora per ricostruire il reddito presunto il Fisco può basarsi solo su:
- Spese certe, cioè movimenti tracciati riconducibili alla famiglia anagrafica del contribuente e dimostrati da Anagrafe tributaria, Catasto, PRA, ecc.;
- Spese legate a elementi certi, sostenute per la manutenzione o la gestione di beni posseduti (immobili, automobili, ecc.);
- Indagini finanziarie, da cui emergano movimenti bancari anomali o investimenti in criptovalute.
Attraverso tutti questi elementi il Fisco può dedurre il reddito familiare, da confrontare con quello dichiarato per verificare se il tenore di vita è coerente con le somme dichiarate oppure no.
La novità più rilevante del Redditometro 2026 è l'applicazione delle norme contenute nel D. Lgs. n. 108/2024 che ha introdotto due diverse soglie di attenzione che devono essere superate contemporaneamente. Il superamento delle soglie, comunque, non comporta in automatico l'emissione di un avviso di accertamento.
Il Redditometro serve soprattutto a individuare situazioni che meritano un approfondimento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Prima di procedere a eventuali contestazioni, il contribuente ha sempre il diritto al contraddittorio.
Quando scattano i controlli del Redditometro 2026
Solo se si superano in contemporanea entrambe le soglie possono scattare i controlli del Fisco:
- Soglia relativa. Il Redditometro può entrare in azione solo se il reddito ricostruito dal Fisco è superiore di almeno il 20% rispetto a quello dichiarato;
- Soglia assoluta. Il Redditometro non scatta in caso di scostamenti di importo contenuto, ma solo se la differenza tra reddito dichiarato e reddito presunto è superiore a 10 volte l'importo dell'assegno sociale. Per il 2026 questa soglia è fissata a 71.011,20 euro.
Nelle attività dei controlli antievasione il Redditometro svolge un ruolo marginale ma comunque non trascurabile. Nel 2025 ha permesso l'accertamento di oltre 35 milioni di euro di redditi non dichiarati.
Le strategie di difesa a disposizione per i contribuenti
Se il Fisco rileva delle anomalie e verifica che il reddito dichiarato non è coerente con l'insieme delle spese fatte, può chiedere chiarimenti al contribuente ed eventualmente avviare un accertamento.
Per prima cosa, al contribuente viene notificato un invito a comparire. In quest'occasione e in sede di contraddittorio il contribuente può fornire al Fisco tutti gli elementi in suo possesso utili a giustificare le spese fatte. Per evitare sanzioni, si può dimostrare, ad esempio, che le spese sono state finanziate con:
- Denaro proveniente da eredità, liberalità o donazioni;
- Redditi esenti o già tassati alla fonte, come il TFR, vincite al gioco, dividendi, proventi ottenuti da titoli di Stato o altri strumenti finanziari;
- Risparmi accumulati negli anni precedenti;
- Vendite di beni mobili o immobili.
Nel caso in cui i giustificativi delle spese vengano giudicati insufficienti dal Fisco, può scattare l'accertamento fiscale, che prevede il pagamento delle imposte evase e di sanzioni.
Tra gli elementi valutati dall'Agenzia delle Entrate nelle sue indagini rientrano anche i rapporti bancari. Per questo motivo, è consigliabile sempre gestire il proprio conto corrente in modo consapevole e conservare i documenti relativi alle operazioni più rilevanti.
Scegliere un conto corrente adatto alle proprie esigenze è di grande aiuto anche in casi del genere: poter contare su un prodotto che permette di gestire con precisione le operazioni quotidiane e quelle straordinarie aiuta a tenere sotto controllo e in ordine le spese. Grazie al confronto dei migliori conti correnti si possono rapidamente individuare le soluzioni più economiche, quelle con i servizi digitali più evoluti o con le promozioni più competitive.