Addio redditometro: quali sono oggi gli strumenti di controllo sui conti correnti
Con la pensione del redditometro si apre un nuovo capitolo per il controllo delle finanze pubbliche e dei conti correnti. La Corte dei Conti sottolinea l'importanza di strumenti di controllo più efficaci affinché le anomalie patrimoniali possano essere gestite in modo appropriato, garantendo così maggiore trasparenza.
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- Corte dei Conti: servono strumenti più efficaci e trasparenti
Il redditometro va 'in pensione'. Dopo anni di modifiche e polemiche, la Corte dei Conti sottolinea la necessità che "vengano assicurati strumenti di controllo efficaci in presenza di rilevanti incrementi patrimoniali non giustificati, di disponibilità di beni e servizi e manifestazioni di agiatezza".
La fine del "grande fratello del Fisco" viene decretata dal Rendiconto generale dello Stato 2025: durante lo scorso anno, il redditometro ha prodotto infatti solo 398.457 euro di somme riscosse a fronte di 35,2 milioni di euro accertati. I risultati sono inquietanti: soltanto l'1,13% delle somme contestate è stato effettivamente incassato.
Il declino del redditometro
Negli ultimi anni il redditometro ha subito numerosi cambiamenti, tanto da diventare poco pratico e difficile da applicare nella sua forma originale. L'ultima modifica sostanziale è stata introdotta nell'agosto 2024 con il decreto Omnibus, che ha rivisto i criteri per l'accertamento fiscale.
Attualmente, il fisco può procedere con il controllo solo se il reddito stimato supera di almeno il 20% quello dichiarato per un periodo d'imposta. Inoltre la differenza deve essere pari ad almeno dieci volte l’assegno sociale annuale, ovvero non inferiore a 69.473 euro. Se il reddito ricostruito non raggiunge questa soglia, l'Amministrazione finanziaria non è autorizzata a intervenire.
I numeri del Rendiconto generale dello Stato 2025
La Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 espone i risultati ottenuti con l'impiego delle risorse del bilancio dello Stato, considerando gli esiti dell’intero ciclo di controlli, tra cui quelli di legittimità e sulla gestione. Il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche per il 2025 si è chiuso con un indebitamento netto ridotto a 3,1% del Pil, un valore dimezzato rispetto al 7,1% registrato a fine 2023. Questo miglioramento ha portato a un deficit di 69,4 miliardi, in miglioramento di 4,4 miliardi rispetto all’anno precedente.
Il miglioramento del saldo primario è stato determinato da un aumento delle entrate (+49,9 miliardi, +4,8%) che ha superato la crescita della spesa primaria (+43,8 miliardi, +4,3%). L'aumento del gettito contributivo (+27,7 miliardi, +10%) e fiscale (+11,7 miliardi, +1,8%) ha contribuito in modo significativo, insieme a maggiori entrate non tributarie per oltre 6,6 miliardi, grazie alla crescita delle sovvenzioni europee.
L'andamento delle riscossioni
Nel corso del 2025 le entrate finali dello Stato hanno raggiunto 783.173 milioni, superando le previsioni definitive di competenza. Le riscossioni complessive sono arrivate a 791.761 milioni, evidenziando un incremento rispetto all'esercizio precedente. Le entrate tributarie, costituenti la componente principale del bilancio pubblico, hanno mostrato una crescita, con un accertato di 661.930 milioni.
Quali strumenti ci sono per monitorare i conti correnti?
Questo andamento positivo, tuttavia, deve essere accompagnato da un monitoraggio attento dei conti correnti, poiché le operazioni di accertamento si concentrano sempre più su anomalie patrimoniali. Con la fine del redditometro si aprono interrogativi su come verranno gestiti i controlli sui conti correnti per garantire la trasparenza e la legalità.
Oltre al riformato accertamento sintetico, oggi le autorità fiscali si avvalgono già di controlli incrociati tra banche e istituzioni finanziarie, per identificare eventuali discrepanze tra redditi dichiarati e movimenti bancari. Le istituzioni finanziarie sono obbligate, inoltre, a segnalare operazioni sospette all'Unità di Informazione Finanziaria, il che permette di attivare indagini più approfondite. Inoltre il monitoraggio delle transazioni consente di rilevare comportamenti atipici o movimenti di fondi non giustificati.
Calano le entrate extratributarie
Le entrate extratributarie hanno evidenziato una flessione rispetto al 2024, con un accertato di 119.030 milioni. Questo dato riflette la variabilità congiunturale e la riduzione delle operazioni straordinarie. Tuttavia, l’aumento del gettito proveniente dall'IVA e dalle imposte sui redditi d’impresa ha contribuito a bilanciare il deficit.
Qual è l'impatto sul mercato del lavoro?
A fronte di una lieve crescita del numero degli occupati nel 2025, si evidenzia un aumento delle retribuzioni lorde e dei contributi, indicando un incremento delle retribuzioni medie pro capite. Questo sviluppo è stato in parte sostenuto dai rinnovi contrattuali e dalle misure introdotte nel 2025.