logo confrontaconti.it

Conto corrente inutilizzato: conviene chiuderlo o mantenerlo aperto?

Se si ha un conto corrente inutilizzato è bene prestare attenzione, perché a volte un conto dimenticato può avere spiacevoli - e costose - conseguenze. La scelta è essenzialmente tra tenere il conto attivo e chiuderlo: ecco quando conviene fare l'una o l'altra cosa.

12/08/2026
home banking e carta di pagamento
Conto corrente inutilizzato: cosa sapere per evitare brutte sorprese

⏰ In 30 secondi:

  • Un conto inutilizzato può generare costi e portare anche a uno scoperto.
  • Saldo negativo e mancato rientro possono incidere sul profilo creditizio.
  • Se il conto non serve più, chiuderlo evita spese e possibili inconvenienti futuri.

Un conto corrente aperto in passato e ora non più utilizzato può nascondere dei rischi sottovalutati. Se il conto è in rosso, infatti, è possibile che la banca segnali il proprio nominativo alla centrale rischi di Banca d'Italia, con conseguenze sul proprio profilo creditizio. La segnalazione può scattare anche per importi contenuti, perciò è bene monitorare regolarmente la propria situazione finanziaria. 

I possibili problemi legati a un conto corrente inutilizzato

Se si ha un conto corrente bancario attivo sul quale non si fanno movimenti bisogna prestare particolare attenzione. Può capitare di aver dovuto aprire un conto corrente in passato e poi di aver dirottato le operazioni su un altro conto, lasciando il primo aperto. 

Il fatto di non avere movimentazioni non mette il conto in standby: eventuali costi continuano a essere addebitati e, se il saldo non è sufficiente, si rischia uno sconfinamento. 

Se si ha un conto non utilizzato bisogna prestare quindi attenzione a: 

  • Canone periodico del conto. A volte il conto è gratuito solo a determinate condizioni, come l'accredito dello stipendio o della pensione oppure con il versamento periodico di una cifra minima mensile. Se non si rispettano questi criteri la banca può addebitare il canone anche se il conto non ha movimentazioni;
  • Imposta di bollo. Nel caso in cui il conto ha una giacenza media superiore a 5.000 euro, il cliente deve pagare un'imposta di bollo di 34,20 euro annui;
  • Eventuali spese di gestione. La banca può addebitare altre spese, ad esempio quelle per l'elaborazione e l'invio degli estratti conto. 

Tutti questi costi vengono addebitati sul conto e possono portare a un saldo negativo. In questo caso la normativa prevede la segnalazione della posizione di default del cliente. La segnalazione scatta in caso di esposizione debitoria superiore a 100 euro, protratta per almeno 90 giorni consecutivi e oltre l'1% del valore dell'esposizione complessiva nei confronti della banca. 

Essere in uno stato di default comporta la segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia e alle centrali di informazioni creditizie, con la conseguenza di poter compromettere l'affidabilità creditizia della persona titolare del conto.

Cosa fare con i conti correnti che non si usano più 

Se si ha un conto inutilizzato la scelta è essenzialmente tra tenerlo aperto o chiuderlo. Se si opta per la prima opzione, perché magari si vuole avere un conto da usare in caso di necessità o se si prevede di utilizzarlo di nuovo in futuro, è necessario monitorare il saldo ed evitare che il conto corrente vada in rosso

Se invece non si ha più bisogno del conto lo si può chiudere. La chiusura del conto corrente è gratuita e il saldo eventualmente presente sul conto va trasferito o prelevato prima di presentare la richiesta alla banca. Si può chiedere la chiusura allo sportello, via PEC o raccomandata oppure tramite l'home banking della banca. 

Se però il conto corrente ha saldo negativo, la chiusura non è possibile fino a quando il debito con la banca non viene saldato. 

A quali aspetti fare attenzione quando si sceglie un conto corrente

Quando si sceglie un conto corrente bancario valutare bene i costi associati è molto utile anche in previsione di un periodo di inutilizzo. In un caso del genere è consigliabile preferire i conti correnti a zero spese: anche se spesso hanno limiti di utilizzo più stringenti, i conti senza canone non prevedono costi fissi di gestione e non c'è il rischio che il saldo si consumi durante il periodo in cui sono inattivi. 

Anche considerare le spese di gestione è molto importante: alcune banche applicano dei costi per la fornitura di servizi come le carte d pagamento. Spese del genere sono addebitate anche se non si sta usando la carta. 

Prima di aprire un conto vale la pena confrontare le diverse offerte disponibili e capire quali sono i migliori conti correnti che soddisfano le proprie necessità. 

google news confrontaconti.it

I conti correnti più convenienti di agosto

Logo Revolut
Revolut Revolut Standard
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo BBVA
BBVA Conto Corrente BBVA
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo Isybank
Isybank isyPrime under35
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo Trade Republic
Trade Republic Conto Trade Republic
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo FinecoBank
FinecoBank Conto Fineco Under 18
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Simulazione con saldo medio attivo sul conto di € 5.000,00 con accredito di stipendio o pensione, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media. Rilevazione del 12/08/2026 ore 09:00.
A cura di: Luana Galanti

Come valuti questa pagina?

Valutazione media: 0 su 5 (basata su 0 voti)

Articoli correlati