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Bonus mamme: fino a 3mila euro l’anno per chi ha almeno due figli

Possono richiederlo le madri che lavorano come dipendenti con almeno due figli a carico. Nessun limite di reddito previsto. Facendo domanda all’INPS, sono esonerate dalla contribuzione previdenziale fino a 3.000 euro annui. Intanto è caccia ai migliori conti correnti per accreditare lo stipendio.

13/02/2024
donna lavoratrice alla scrivania, mentre scrive sulla tastiera del pc e risponde al telefono
Arriva l'agevolazione per le mamme che lavorano

Arriva il bonus mamme. Possono richiederlo le donne che lavorano come dipendenti con almeno due figli a carico (il più piccolo con meno di 10 anni) e quelle con tre figli (il più piccolo con meno di 18 anni). Lagevolazione a natalità e maternità non ha limiti di reddito per presentare la domanda.

Come funziona e a quanto ammonta il bonus?

L’INPS, in una circolare, ha reso noto che la legge di Bilancio 2024 ha previsto questo beneficio per le mamme. Di cosa si tratta? Il bonus prevede “lesonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione), fino a un massimo di 3.000 euro annui da riparametrare su base mensile, per le lavoratrici che hanno almeno tre figli. Per il 2024, in via sperimentale, il bonus è attribuito anche in presenza di due figli”.

Tradotto in pratica una madre lavoratrice avrà un risparmio fino a un massimo di 250 euro al mese che varrà, secondo i calcoli dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, fino a 141 euro netti al mese (pari a 1.700 annui divisi per 12 mesi).

A chi spetta questa agevolazione alla maternità

L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha fissato una serie di requisiti per ottenere questa agevolazione. Questo benefit riguarda tutte le dipendenti del settore pubblico e privato con contratto a tempo indeterminato. Sono incluse anche le lavoratrici del settore agricolo, tanto in somministrazione quanto in apprendistato. Non hanno diritto invece al bonus mamme le lavoratrici domestiche.

Più nel dettaglio, l’INPS spiega che le madri, in possesso dei requisiti a gennaio 2024, hanno diritto allesonero dal mese di gennaio stesso. Mentre, se “la nascita del secondo figlio interviene in corso danno, il bonus sarà riconosciuto dal mese di nascita fino al compimento del decimo anno del bambino”. Nel 2025 e nel 2026, invece, il beneficio sarà assegnato dalla nascita del terzo figlio e si concluderà con il compimento del diciottesimo anno dellultimo figlio.

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Bonus mamme: come fare domanda per il 2024

Come fare per ottenere il bonus mamme? L’INPS spiega che le lavoratrici interessate allagevolazione possono:

  • sia rivolgersi direttamente al proprio datore di lavoro;
  • sia in alternativa utilizzare la funzionalità (indicando il numero dei figli e il loro codice fiscale) resa disponibile sul portale dell’INPS con le modalità che saranno rese note più avanti.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare la circolare INPS 31 gennaio 2024, n. 27.

Oltre 7mila euro spesi il primo anno di un bebè

Intanto, stando a uno studio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), mantenere un bambino nel primo anno di vita costa sempre di più. Nel 2023 i neo-genitori hanno speso da un minimo di 7.065,07 euro (+5% rispetto al 2021) fino a un massimo di 17.030,33 euro (+8% a confronto del 2021).

Secondo la ricerca dell’Onf, in due anni sono cresciute le spese a carico delle famiglie con un neonato in casa. E, per l’associazione, nemmeno la riduzione dell’Iva al 5% sui prezzi di latte in polvere, pannolini e simili fino al 31 dicembre 2023, ha contribuito a salvaguardare i bilanci domestici di mamme e papà.

Alla luce di tali difficoltà, sono sempre di più i genitori che ricorrono ai portali online per fare acquisti per il proprio bambino. Comprando sul web, il risparmio sul costo minimo di spesa per il mantenimento di un bebè nel primo anno di vita è del 29%, mentre su quello massimo è del 34%.

Rimane molto diffuso, soprattutto sui social network, anche lo scambio gratuito di prodotti usati.

Stipendio e conto corrente: le migliori offerte di febbraio 2024

Per far quadrare i bilanci domestici, sempre più lavoratrici e lavoratori sono alla ricerca di un conto corrente low cost sul quale accreditare lo stipendio. Un conto bancario che faccia risparmiare sui costi fissi di gestione e sulle commissioni per le principali operazioni. Per esempio, il bonifico, o il prelievo di contanti da sportello ATM, oppure la domiciliazione delle bollette.

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A cura di: Paolo Marelli

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