Famiglie prudenti anche nella seconda parte del 2026: più risparmio e consumi frenati
La prudenza nelle decisioni di consumo è evidente, con una crescente attenzione al risparmio e una maggiore cautela nell'assunzione di debiti. Questo scenario potrebbe influenzare significativamente le dinamiche di consumo e di crescita economica nella parte finale del 2026.
⏰ In 30 secondi:
- Le famiglie restano prudenti, con più attenzione al risparmio e meno consumi.
- Le attese sul reddito rallentano, mentre cresce l'incertezza sul mercato del lavoro.
- L'accesso al credito si fa più difficile, soprattutto per le famiglie a basso reddito.
Nella seconda parte del 2026, le famiglie europee si mostrano sempre più prudenti nella gestione delle proprie finanze. Secondo i risultati dell'Indagine sulle Aspettative dei Consumatori della BCE di luglio, emerge un quadro chiaro: l'inflazione percepita, le aspettative di reddito e di spesa, insieme alla situazione del mercato del lavoro, influenzano profondamente le scelte di consumo delle famiglie.
Come viene percepita l’inflazione da giovani e adulti
Nel mese di luglio, il tasso mediano di inflazione percepita negli ultimi dodici mesi è sceso al 3,5%, rispetto al 3,6% di giugno. Le aspettative di inflazione per i prossimi dodici mesi sono anch'esse diminuite, arrivando al 2,9% rispetto al 3,0% del mese precedente. Tuttavia, la percezione di inflazione resta più alta per i nuclei a basso reddito, che continuano a segnalare aspettative superiori rispetto a quelli con redditi più elevati. D'altra parte, i giovani (18-34 anni) riportano percezioni di inflazione inferiori rispetto agli adulti più anziani (35-70 anni).
Aspettative di reddito e spesa
Le aspettative di crescita del reddito nominale per il prossimo anno sono scese all'1,0%, un calo rispetto all'1,1% di giugno. Nonostante ciò, la crescita della spesa nominale percepita negli ultimi dodici mesi è rimasta invariata al 5,1%, con previsioni di crescita della spesa per il prossimo anno ferme al 3,6%. Dall'indagine emerge ancora che i rispondenti nei tre quintili di reddito più bassi si aspettano una crescita della spesa leggermente superiore rispetto ai due quintili più alti.
Crescita economica e mercato del lavoro
Le aspettative di crescita economica per i prossimi dodici mesi sono migliorate leggermente, passando da -1,4% a -1,2%. Ma le previsioni sul tasso di disoccupazione per il prossimo anno rimangono stabili all'11,2%. Le famiglie a basso reddito si aspettano il tasso di disoccupazione più alto (13,5%), mentre quelle ad alto reddito prevedono un tasso inferiore (9,4%).
Nonostante queste proiezioni, i dati trimestrali mostrano un indebolimento del sentiment sul mercato del lavoro, con una diminuzione della probabilità attesa di trovare un lavoro da parte dei disoccupati, ora al 30,8% rispetto al 32,1% di aprile. Allo stesso tempo, i lavoratori occupati segnalano una maggiore probabilità di perdere il lavoro, passata dall'8,8% al 9,8%.
Mercato immobiliare e accesso al credito
Le aspettative sui prezzi delle abitazioni rimangono stabili, con un incremento previsto del 3,4% nei prossimi dodici mesi. Le famiglie a basso reddito continuano però a prevedere un incremento maggiore (4,0%) rispetto a quelle ad alto reddito (3,1%). Le previsioni sui tassi di interesse sui mutui sono diminuite al 4,9%, un lieve calo rispetto al 5,0% di giugno, ma le famiglie a basso reddito si aspettano tassi più alti (5,7%) rispetto a quelle ad alto reddito (4,4%).
Inoltre si osserva un aumento nel numero di famiglie che segnalano un irrigidimento dell'accesso al credito. La percentuale netta di famiglie che ha riportato un inasprimento rispetto a quelle che hanno segnalato una maggiore accessibilità è aumentata rispetto a giugno. Tuttavia, secondo l’analisi della BCE, la percentuale di famiglie che prevede condizioni di credito più rigide nei prossimi dodici mesi è diminuita.