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Smart working: il risparmio è di 1.000 euro a lavoratore, ecco le regioni più virtuose

Nel 2024 i risparmi degli italiani sono aumentati rispetto a 5 anni prima, ma è cresciuto anche il divario tra le possibilità di risparmiare di chi vive al nord e di chi abita al centro-sud. A guidare la classifica delle regioni più virtuose ci sono Lombardia e Piemonte, fanalino di coda la Sicilia.

05/06/2026
risparmio gestito
Aumenta la propensione al risparmio degli italiani

⏰In 30 secondi:

  • Piemonte e Lombardia guidano il risparmio, mentre il Sud resta in difficoltà
  • Lo smart working fa risparmiare oltre 1.000 euro l'anno per lavoratore
  • In Lombardia si concentra oltre il 25% dei risparmi italiani

Unioncamere, insieme al Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, ha analizzato le abitudini e la propensione al risparmio degli italiani, per comprendere in che modo sono cambiate nel corso del tempo e quali sono le differenze riscontrate tra nord e sud. L'analisi ha confrontato i dati del 2024 con quelli di 5 anni prima: i numeri dimostrano che si risparmia di più, soprattutto nelle aree in cui si lavora più di frequente in smart working, e che nelle regioni del nord il risparmio è più comune e concentrato rispetto al sud.

Le regioni in cui si riesce a risparmiare di più

Dai dati raccolti ed elaborati da Unioncamere e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne emerge che la regione in cui si riesce a risparmiare una quota maggiore del proprio reddito è il Piemonte: in media i piemontesi nel 2024 hanno accantonato il 10,7% del reddito, un dato superiore alla media nazionale dell'8,28%.

Quella del Piemonte è una conferma: anche nel 2019 era risultata la regione con la maggiore propensione al risparmio. Nessuna novità anche per il secondo posto in classifica, che rimane della Lombardia: i cittadini lombardi sono riusciti a risparmiare il 10,46% del reddito, più del 2019.

Agli ultimi posti della classifica si posizionano le regioni del sud: l'ultima è la Sicilia, con il 5,05% di risparmi in proporzione al reddito, preceduta da Calabria e Sardegna, anche loro con percentuali di risparmio sotto al 6% del reddito.

La propensione al risparmio sembra seguire una precisa regola geografica:

  • Le regioni del nord registrano risparmi medi del 9,73%;
  • Le regioni del centro Italia risparmiano il 7,28%;
  • Le regioni del sud riescono a risparmiare solo il 6,08%.

A livello provinciale il record spetta a Biella, seguita da altre due città piemontesi: Asti e Vercelli. In fondo alla classifica, invece, troviamo Crotone, Siracusa e Ragusa.

Con lo smart working si risparmia di più

L'analisi condotta da Unioncamere mostra un effetto positivo dello smart working sui risparmi degli italiani. Nelle zone in cui è più diffuso il lavoro agile la percentuale di reddito che si riesce ad accantonare è più alta che altrove: in media si risparmia il 9,45% dello stipendio, vale a dire 2.697 euro.

Sia la propensione al risparmio sia la quantità di denaro che si riesce a mettere da parte sono maggiori rispetto a quelle dei lavoratori che non possono beneficiare di forme di lavoro agile. La quota di stipendio risparmiata nelle città e nelle province in cui la diffusione dello smart working è superiore rispetto alla media italiana è dell'1,87% in più, mentre in termini assoluti nelle zone in cui lo smart working è diffuso si risparmiano 1.082 euro in più all'anno.

L'analisi, in particolare, ha preso in considerazione 14 tra città metropolitane e province italiane nelle quali l'adozione dello smart working è superiore rispetto al dato medio nazionale. La maggior parte delle città sono al nord, con solo tre eccezioni: Firenze e Roma nel centro Italia e Cagliari al sud.

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In Lombardia si concentra oltre un quarto del risparmio totale

La Lombardia può essere considerata come il salvadanaio nazionale: in questa regione si concentra infatti più del 25% dei risparmi totali. In media, ogni persona lombarda risparmia quasi 3.000 euro all'anno, oltre 3 volte più di quanto riescano a fare i siciliani. Ad alzare la media è Milano, con quasi 4.000 euro di risparmi pro capite.

Dei 113 miliardi di euro totali di risparmi italiani, 71 fanno riferimento alle regioni del nord. Il peso del centro e del sud Italia è molto più limitato. Sommate, queste ultime raccolgono circa il 37% dei risparmi complessivi, contro il 63% delle 8 regioni settentrionali.

La concentrazione della ricchezza è ancora più evidente se ci si concentra sul dato provinciale: le prime 15 province in classifica raccolgono quasi la metà del risparmio nazionale.

Risparmiare di più è un obiettivo sempre più diffuso tra gli italiani, ma mettere da parte denaro è solo metà del lavoro: altrettanto importante è scegliere dove custodire ed eventualmente far fruttare i propri risparmi.

Un conto corrente adatto alle proprie esigenze può fare la differenza, soprattutto considerando il peso sul bilancio familiare di canone e commissioni e le condizioni proposte per le operazioni quotidiane. Confrontare le offerte disponibili sul mercato è il primo passo per non lasciare i propri risparmi fermi, e per trovare i migliori conti correnti per gestire i propri bisogni finanziari.

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A cura di: Luana Galanti

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