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Inflazione attesa in calo: come cambia il rendimento reale dei risparmi

I cittadini europei e quelli italiani si aspettano un'inflazione in calo sia per il prossimo anno sia per i prossimi 3 anni. Un dato del genere è positivo per i risparmiatori, specialmente per chi ha scelto un conto deposito, dal momento che vede migliorare il rendimento netto ottenuto.

02/09/2026
sacchetto con scritta inflazione e freccia in su
Migliorano le aspettative sull'inflazione dei consumatori europei

⏰ In 30 secondi:

  • L'inflazione attesa scende in Europa, al 2,9% a un anno e al 2,7% a tre anni.
  • Un'inflazione più bassa migliora il rendimento reale dei risparmi a parità di tasso.
  • I conti deposito diventano più convenienti se i prezzi crescono meno degli interessi.

I cittadini europei a luglio hanno percepito un'inflazione in calo rispetto al mese precedente. Nel confronto con i dati di giugno, inoltre, emerge come siano in miglioramento anche le aspettative di inflazione espresse dalle persone intervistate dalla BCE. Queste variazioni vanno a beneficio dei risparmiatori, che riescono a ottenere rendimenti effettivi più alti.

Scende l'inflazione attesa in Europa

L'indagine di luglio della BCE sulle aspettative dei consumatori si è concentrata su diverse dimensioni: i dati più interessanti sono quelli riguardanti l'inflazione, ma sono stati presi in considerazione, tra gli altri, anche la crescita economica, il tasso di disoccupazione, il prezzo degli immobili, l'andamento della spesa e dei redditi. Nel loro insieme, queste misure aiutano a dare un'idea del quadro economico dell'UE e di cosa si aspettano per il futuro i cittadini.

A luglio, il dato dell'inflazione percepita nell'ultimo anno ha raggiunto il livello più basso da aprile, arrivando al 3,5% come valore mediano e al 6,4% come valore medio.

Migliorano anche le aspettative sull'inflazione. La BCE distingue tra le aspettative per i prossimi 12 mesi, per i prossimi 3 anni e per i prossimi 5 anni. Il dato a breve termine è passato dal 3 al 2,9% nel valore mediano, mentre quello a medio termine è sceso dal 2,8 al 2,7%. È rimasto invariato, invece, il dato a 5 anni, con un'inflazione attesa che mostra una mediana del 2,4%.

I dati italiani seguono un andamento simile rispetto a quelli europei, ma con valori più elevati: la mediana dell'inflazione percepita negli ultimi 12 mesi è del 5%. A risentire maggiormente dell'inflazione sono le fasce con redditi più bassi e le persone anziane.

Cosa significa il calo dell'inflazione attesa per i risparmiatori

Una diminuzione del tasso di inflazione favorisce i risparmiatori dal momento che, a parità di altre condizioni, possono beneficiare di un rendimento reale migliore. Il rendimento reale è il valore che più di tutti permette di valutare quanto un investimento contribuisce effettivamente ad accrescere il potere d'acquisto del capitale, al netto dell'effetto dell'inflazione.

Un rendimento nominale positivo non garantisce necessariamente un guadagno in termini reali: se l'aumento dei prezzi è superiore al rendimento ottenuto, infatti, il potere d'acquisto dei risparmi diminuisce. Al contrario, quando l'inflazione rallenta, a parità di rendimento nominale, la distanza tra il rendimento dell'investimento e l'aumento dei prezzi si riduce e il rendimento reale migliora.

Per questo motivo, nel valutare la convenienza di un investimento è importante non fermarsi al tasso di interesse indicato, ma considerare anche l'inflazione attuale e, quando si tratta di decisioni di medio-lungo periodo, le sue possibili evoluzioni. Le aspettative di inflazione rilevate dalla BCE forniscono in questo senso un'indicazione sul contesto nel quale i risparmi potrebbero trovarsi nei prossimi anni, anche se non rappresentano una previsione certa dell'andamento dei prezzi.

Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che un prolungato calo dei tassi di inflazione potrebbe influenzare le decisioni di politica economica della BCE. Una variazione dei tassi della Banca Centrale Europea avrebbe un effetto anche sui rendimenti offerti dalle banche, impattando sulle scelte dei risparmiatori.

Come cambia la convenienza dei conti deposito

Quando si valuta la convenienza di un conto deposito ci sono diversi fattori da considerare: di solito si parte dal tasso di rendimento lordo e poi si considerano le spese da sostenere e il tasso di inflazione per dedurre il rendimento netto.

Mentre le spese come l'imposta di bollo e la ritenuta sugli interessi maturati riducono visibilmente il rendimento, l'inflazione opera in silenzio, erodendo il potere d'acquisto. Comprendere l'effetto dell'inflazione e monitorare il suo andamento è di primaria importanza per capire come investire i propri risparmi.

Ipotizzando la disponibilità di un conto deposito con un tasso di rendimento lordo del 3% annuo, nel caso in cui l'inflazione fosse al 3%, il rendimento netto sarebbe negativo, facendo registrare una perdita del potere d'acquisto. Se invece l'inflazione dovesse scendere al 2%, il conto deposito offrirebbe un piccolo rendimento netto positivo.

Per individuare l'offerta più adatta alle proprie esigenze può essere utile confrontare i migliori conti deposito disponibili sul mercato, valutando il tasso di interesse lordo, ma anche la durata del vincolo, i costi, la tassazione e il rendimento effettivamente ottenibile.

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A cura di: Valeria Boni

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