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ISEE 2015, tutte le novità

20/01/2015

ISEEL’inizio del 2015 vede l’entrata in vigore del nuovo ISEE, l’indicatore che misura la situazione economica del nucleo familiare per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate. Rispetto al precedente, analizza in modo più profondo la situazione familiare di chi lo richiede: rimane invariata la sua definizione – il rapporto tra l’ISE (Indicatore della Situazione Economica) e la scala di equivalenza – ma vengono introdotte nuove categorie di reddito; ne esce ridimensionata l'autocertificazione, con molti dati che saranno rilevati direttamente dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS.

I redditi dei singoli componenti del nucleo sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Il nuovo calcolo tiene conto, oltre che dei redditi ai fini Irpef e quelli considerati nella precedente disciplina, di ogni altra fonte di reddito sottostante ad altre tipologie di imposta o prodotta all’estero: un esempio sono i redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero (tassati esclusivamente nello Stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni), gli assegni percepiti per il mantenimento di figli o i redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU e non indicati nel reddito complessivo ai fini Irpef.

La vera novità sono le ulteriori forme ISEE – oltre a quella ordinaria o standard – calcolate in base alla specificità delle situazioni.

L’ISEE Università, che riguarda l’accesso a prestazioni per il diritto allo studio universitario: va specificato il nucleo familiare di riferimento dello studente, indipendentemente dall’eventuale diversa residenza della famiglia di provenienza. Gli studenti universitari non conviventi con i genitori e senza capacità di reddito vengono inseriti, solo per le prestazioni universitarie, nel nucleo dei genitori. L’ISEE terrà conto dei componenti del nucleo dei genitori dello studente e dei loro relativi redditi e patrimoni.                                                                                                    

L’ISEE Sociosanitario interviene per quelle prestazioni, quali l’assistenza domiciliare per le persone con disabilità o non autosufficienti, in cui è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto (solo beneficiario, coniuge e figli) rispetto a quello standard. Nel caso di persona disabile maggiorenne, non coniugata e senza figli che vive con i genitori, il nucleo ristretto è composto dalla sola persona con disabilità: nel calcolo si terrà conto solo dei redditi e patrimoni di tale soggetto.

Tra le prestazioni sociosanitarie, alcune regole particolari si applicano alle prestazioni residenziali come ricoveri presso residenze socio-sanitarie assistenziali e residenze protette (ad esempio l’ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali per le persone non assistibili a domicilio): in questo caso il calcolo sarà effettuato con riferimento all’ISEE Sociosanitario – Residenze. A tal proposito, si sceglierà un nucleo ristretto rispetto a quello standard ma si terrà conto anche della condizione economica dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, integrando l’ISEE di una componente aggiuntiva per ciascun figlio.

Infine, abbiamo l’ISEE Minorenni, con genitori non coniugati tra loro e non conviventi e l’ISEE Corrente. Il primo riguarda prestazioni agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi: si dovrà valutare la condizione del genitore non convivente e stabilire se essa incida o meno nell’ISEE del nucleo familiare del minorenne. Le stesse regole si applicano per quelle prestazioni relative al diritto allo studio universitario e rivolte a studenti universitari con genitori non coniugati tra loro e non conviventi. Il secondo consente di calcolare un ISEE basato sui redditi degli ultimi dodici mesi in presenza di particolari variazioni del reddito, quali – nella maggioranza dei casi – la perdita del posto di lavoro: quest’ultima deve essere superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale considerata per il precedente calcolo.

“Il nuovo ISEE ci permetterà di identificare meglio le condizioni di bisogno della popolazione, consentendoci allo stesso tempo di contrastare le tante pratiche elusive ed evasive, purtroppo ancora diffuse nel nostro Paese”, commenta il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Dotarsi di uno strumento come questo è ancora più importante in una fase storica come l’attuale, con il prolungarsi delle difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di mantenere un controllo rigoroso della finanza pubblica”.

A cura di: Paola Campanelli

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