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Redditi e Pil pro capite, le differenze tra Nord e Sud

06/03/2015

PIL pro-capite

L’indagine dell’Istat "Reddito e condizioni di vita" fotografa il livello dei redditi delle famiglie, evidenziando un divario importante tra settentrione e meridione d’Italia.

La metà delle famiglie residenti ha percepito un reddito netto non superiore a 24.215 euro l’anno, pari a circa 2.017 euro al mese: dai dati registrati nel Sud e nelle Isole risulta che il 50% delle famiglie percepisce meno di 19.955 euro (circa 1.663 euro mensili). Il reddito mediano del Mezzogiorno è pari al 74% di quello del Nord, mentre per il Centro il valore aumenta fino al 96%.

Più del 50% dei redditi lordi individuali (54%) si colloca tra i 10 e i 30 mila euro: il 25,8% sotto i 10.001 euro e il 17,6% tra 30.000 e 70.000 euro; solo il 2,4% supera i 70 mila euro. Il 55,6% dei redditi lordi individuali da lavoro autonomo al netto dei contributi sociali è sotto i 15 mila euro. Il 40,3% è inferiore ai 40 mila euro, mentre il 15,3% si colloca tra i 10 e i 15 mila euro annui.

Osservando i redditi da pensione, la percentuale di quelli sotto i 15 mila euro si attesta sul 54,9%, di cui il 35% è inferiore ai 10 mila euro. Per i lavoratori dipendenti, il dato è nettamente più contenuto: il 39,1% è al di sotto dei 15 mila euro, con il 27,5% che non supera i 10 mila.

La soglia di povertà si attesta sui 9.456 euro l’anno. I valori più elevati relativi al rischio di povertà si registrano tra i residenti del Mezzogiorno (46,2%), tra i componenti delle famiglie numerose (39,8%) o con un solo percettore di reddito (46,1%).

La stessa indagine evidenzia che il costo medio del lavoro dipendente, includendo le imposte e i contributi sociali, è di 30.953 euro l'anno: di questi, il 53,3% viene percepita sotto forma di retribuzione netta, pari a un importo di 16.498 euro. La differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore (il cosiddetto cuneo fiscale) è pari, in media, al 46,7%. Le componenti del costo del lavoro sono mediamente più elevate al Nord: la quota di retribuzione netta a disposizione del lavoratore raggiunge il valore minimo nel Nord-ovest, con il 52,4%; nel Nord-est è pari al 53%, al Centro è del 52,9%, mentre nel Sud e nelle Isole si attesta al 55,2%.

L’Istat rende noti anche i nuovi dati di contabilità nazionale a prezzi correnti regionali e provinciali, tramite l’indagine "Conti economici e territoriali". Nel 2013 il Pil per abitante risulta pari a 33,5 mila euro nel Nord-ovest, a 31,4 mila euro nel Nord-est e a 29,4 mila euro nel Centro: nel Mezzogiorno d’Italia il livello è pari a 17,2 mila euro, con un differenziale negativo del 45,8% rispetto al Centro-nord. A livello regionale, risulta in testa la Valle d'Aosta con 36,8 mila euro, seguita dalla Lombardia a 36,3 mila euro; ultimo posto della graduatoria per la Calabria con 15,5 mila euro e un valore più basso del 57% rispetto alla seconda. 

La spesa per consumi finali delle famiglie, a prezzi correnti, è stata pari nel 2013 a 18,3 mila euro per abitante nel Centro-nord e a 12,5 mila euro nel Mezzogiorno: la media sul territorio nazionale è del 16,3%. Rispetto ai valori registrati per il Pil il differenziale negativo è minore, pari al 31,7%.

A cura di: Paola Campanelli

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