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Conti correnti e deposito: quali convengono?

17/06/2015

Conti correnti e deposito: quali convengono?

Rappresentano circa il 30% dei risparmi complessivi degli italiani: sono i conti correnti e i conti deposito che, nonostante i tassi di mercato molto bassi, possono spuntare una piccola remunerazione che deriva dalla combinazione tra percentuale di interesse offerto e minimo costo di tenuta.

I conti correnti sono soggetti a un’imposta di bollo fissa di 34,20 euro su una giacenza minima di 5000 euro: Conto Yellow! di CheBanca!, ContomaxFree e ContomaxOne di Banca Ifis esentano i propri clienti dalla tassa per tutto il 2015.

Guardando i rendimenti, che sopportano un’aliquota del 26%, Conto Yellow! offre fino alla fine di giugno un tasso promozionale dello 0,50% lordo annuo su giacenze da 5 mila a 25 mila euro e dell’1% lordo per importi superiori fino a 200 mila euro.

ContomaxFree e ContomaxOne riconoscono rispettivamente lo 0,75% e l’1,05% lordo annuo. Tra i più convenienti c’è anche Freedom Più di Banca Mediolanum, che prospetta un interesse dell’1,10% lordo annuo su giacenze oltre 15.000 euro, mentre oltre questa soglia scatta la gratuità del canone di 7,5 euro al mese.

Il conto a zero spese è spesso una prerogativa della banca online: un risparmio non esiguo visto che dall’ultima indagine della Banca d’Italia sul costo dei conti correnti, l’importo medio si avvicina agli 82 euro l’anno.

Una ricerca fatta dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ha messo a confronto un campione di conti correnti proposti dalle banche che operano online: i dati di riferimento sono stati selezionati dal portale Confrontaconti.it del gruppo MutuiOnline. Secondo la ricerca dell’Istituto, cinque intermediari finanziari hanno ottenuto il giudizio di eccellenza Top condizioni: sono CheBanca! (gruppo Mediobanca), Fineco (Unicredit), Ing Direct, IWBank (gruppo UBI) e Webank (Bipiemme). Per stabilirlo, si è effettuata un'analisi dei costi per un profilo di cliente tipo che ha come saldo medio una cifra pari a 3.000 euro e l’accredito dello stipendio o della pensione sul conto. Inoltre, è previsto l’utilizzo esclusivo del canale online per 60 operazioni l’anno: di queste, 28 sono pagamenti con il bancomat, 23 prelievi – di cui 12 presso uno sportello della propria banca, 8 da altri istituti e tre all’estero –, 9 bonifici online e 2 utenze domiciliate. In ultimo, si è ipotizzata la richiesta di un fido con un importo di 1.500 euro per una durata di tre mesi, con interessi liquidati trimestralmente.

Le alternative per i clienti che possono vincolare i soldi per dodici mesi sono i conti deposito vincolati che riconoscono un interesse dell’1% -1,20% netto: la percentuale sale di mezzo punto per le due offerte più convenienti di questo momento, vale a dire quelle di Widiba (la banca online di Monte dei Paschi) e di Banca Marche. Entrambe, sulla nuova liquidità, propongono rendimenti netti rispettivamente dell’1,55% (ma solo per chi apre un conto entro il 31 maggio 2015) e 1,70%.

I depositi non sono soggetti a costi, tranne nel caso in cui il risparmiatore decida di usufruire del denaro prima della scadenza. È invece prevista un’aliquota del 26% sulla rendita finanziaria lorda e di una mini-patrimoniale dello 0,20% su tutta la giacenza. Tuttavia, ci sono alcuni intermediari che si accollano quest’ultima imposta, come Banca Ifis - Gruppo Banca Ifis con il Conto Rendimax, Banca Sistema con SIConto! e Banco Popolare con Conto YouBanking.

Effettuando una comparazione su ConfrontaConti.it e simulando un importo di 5.000 euro vincolati per dodici mesi, troviamo tra i prodotti più interessanti il Deposito sicuro-Linea rendimento di Banca Marche con un guadagno netto (interessi netti meno le spese) di 75,10 euro e un tasso effettivo dell’1,50% (tasso lordo 2,30%). Widiba offre invece con Conto Widiba, un tasso effettivo di di 1,35% (tasso lordo 2,10%) e itneressi netti di €77,91. Buona anche l’offerta di ContoSuIBL Vincolato della IBL Banca, con un guadagno netto nei 12 mesi di 54,90 euro e un tasso effettivo dell’1,10% (1,75% lordo).  Tutti e tre i prodotti prevedono una liquidazione posticipata degli interessi (Fonte ConfrontaConti.it, data di rilevazione 11/06/2015).

A cura di: Paola Campanelli

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