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Gli italiani preferiscono l’home banking

30/11/2015

home banking

La sempre più alta percentuale di utenti che sceglie il canale online per gestire il proprio conto è testimoniata dai dati dell’Osservatorio di ConfrontaConti, che nel secondo semestre dell’anno rileva questa preferenza per il 47,9% dei titolari di conti correnti. Era solo il 28% nello stesso periodo del 2010, quando ancora il 20% preferiva gestire il proprio conto esclusivamente in filiale.

Secondo l’Osservatorio, il 43,7% usa entrambi i canali, mentre un esiguo 8,4% opterebbe per recarsi esclusivamente in banca.

Quasi un terzo dei correntisti - il 29,1% - ha un saldo attivo che supera i 10.000 euro, percentuale in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che aveva fatto registrare un 26,7%. Segue l’intervallo 1.000-3.000 euro con il 19,5% e quello inferiore ai 1.000 euro con il 18,5% dei richiedenti che rientrano in questa fascia percentuale.

Cresce la media del saldo, che con 12.868 euro si conferma come il più alto dal 2010. Il valore più basso di questi ultimi cinque anni lo troviamo invece nel secondo semestre del 2012, quando si era attestato sugli 8.988 euro.

Lo stesso saldo di conto è proporzione all’età del titolare, con la fascia dai 55 anni e oltre che fa registrare il saldo medio più alto, 19.910 euro e la fascia 41-55 che ha in media 14.427 euro sul proprio conto corrente.

Il 69,6% dei correntisti risiede nel nord Italia, il 16,7% al Sud e nelle Isole e solo il 13,7% abita al centro Italia. Queste proporzioni, con qualche minima variazione, si sono mantenute nel corso dei cinque anni di rilevazioni.

Riguardo all’età dei richiedenti, la maggior parte dei correntisti ha tra i 26 e i 40 anni: il 42,6%. Il 33,5% ha tra i 41 e i 55 anni, mentre solo l’8,5% ha meno di 25 anni, dato comunque in crescita rispetto allo scorso trimestre che aveva fatto rilevare il 6,8% sulla stessa fascia di età.

Andando a scandagliare l’operatività del conto, la quantità e tipologia di operazioni effettuate, vediamo che il 44,4% dei correntisti ha scelto un’operatività media, con un totale di 60 operazioni l’anno tra versamenti di denaro, prelievi e pagamenti. Il 30,4% ha optato per un’operatività bassa, con un totale di 20 operazioni l’anno e il 22,6% per una formula con un totale di 150 operazioni l’anno.

Solo il 2,6% dei conti prevede la personalizzazione dei movimenti, con l’utente che stabilisce il numero e la tipologia di operazioni più consone al suo utilizzo. Le percentuali che si spartiscono il tipo di operatività per conto sono sostanzialmente invariate negli ultimi cinque anni, discostandosi da un semestre all’altro di pochi punti.

Infine, lo scoperto di conto o fido di cassa, lo strumento per sopperire a momentanee crisi di liquidità. Il 90,2% dei correntisti non lo richiede e andando a sezionare il dato sulla distribuzione geografica, la prevalenza di questa scelta è nel nord e sud Italia, mentre al Centro il 12,4% fa uso di questa formula. Esiste un’ulteriore discriminante che è l’età: il 13,4% con un’età compresa tra 41 e 55 anni lo richiede, mentre la percentuale si abbassa al 6% per i correntisti tra i 18 e i 25 anni.

A cura di: Paola Campanelli

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