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Carte di credito: al via le commissioni uniche

04/01/2016

commissioni

Un unico tetto per le commissioni interbancarie. E’ quanto stabilisce il Regolamento UE n.751 del 2015, entrato in vigore il 9 dicembre scorso. 

Si tratta di un provvedimento europeo volto ad incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e la trasparenza nelle transazioni con carta. La normativa europea ha fissato le commissioni ad un massimo di + 0,3% del valore dell’operazione per i pagamenti effettuati tramite carta di credito, + 0,2% per i pagamenti effettuati con carte di debito (bancomat) e carte prepagate.

Una decisione che mette ordine in una giungla sviluppatasi negli anni, con percentuali pagate agli istituti di credito oscillanti tra lo 0,5% e lo 0,7% per le transazioni eseguite con il Bancomat, l’1% e il 4% per operazioni con carta di credito. 

Secondo le analisi europee, mediamente i costi delle commissioni applicate, ad oggi sono arrivate a sfiorare i 10 miliardi di euro all’anno per i rivenditori. Non sono certamente più fortunati i clienti, che spesso si trovano a dover sostenere un costo aggiuntivo fino al 2% sul totale quando scelgono di adottare i pagamenti elettronici sui siti che vendono biglietti aerei o per gli eventi sportivi, le filiali Aci per il pagamento del bollo e le librerie per i ticket degli eventi musicali. Si tratta di un extra non sempre immediatamente evidente dato che, facendo l’esempio degli acquisti su Internet, il costo viene segnalato solo dopo aver scelto il mezzo di pagamento.

Come sempre la manovra ha suscitato pareri contrastanti

Le Associazioni dei Consumatori, in particolare Federconsumatori e Adusbef, sostengono che per i clienti finali i benefici saranno alquanto contenuti.

Si teme infatti che i nuovi limiti stabiliti dall'UE possano indurre i commercianti a caricare il costo delle tariffe bancarie sul prezzo di beni e servizi, a discapito dei consumatori. Va inoltre precisato che la nuova disciplina europea sarà applicata su Visa, MasterCard e PagoBancomat, ma non su American Express e Diners.

A questo proposito ha preso posizione anche l'Italian E-Payment Coalition (Iepc), il progetto ideato da Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Mdc per fornire informazioni e tutele in merito all’uso della moneta elettronica. Lo Iepc ha esplicitamente denunciato il rischio di ledere la libera concorrenza.

La tematica non è nuova: lo scorso anno, a conclusione di una battaglia legale avviata nel 2007 e avente come protagonisti circuiti di pagamento, istituti bancari e commercianti, il tribunale del Lussemburgo si è pronunciato bocciando il ricorso presentato da MasterCard e adducendo come motivazione il fatto che “le commissioni interbancarie sono contrarie al diritto della concorrenza, perché non sono necessarie e perché il sistema dei circuiti di pagamento funziona in maniera soddisfacente anche senza”.

Ora bisogna vedere come verrà accolta nella pratica quotidiana la modifica ai tetti delle commissioni.

Da evidenziare che lo stop alle super commissioni interbancarie applicate ai pagamenti elettronici è entrato in vigore direttamente, senza alcun provvedimento nazionale per recepire la normativa all'interno del sistema legislativo.

La rettifica è stata comunicata a tutti gli istituti di credito dall’Abi, Associazione bancaria italiana, che a sua volta si è espressa sull’argomento spiegando che i massimali imposti dall’Ue potrebbero penalizzare i possessori con un aumento del costo delle carte di credito. Un meccanismo potenzialmente rischioso, in un Paese come l’Italia, dove i pagamenti cash sono ancora nettamente più diffusi rispetto alla media europea.

A cura di: Alessia De Falco

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