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Basta un selfie per pagare: ecco l’ultima novità per l’ecommerce

02/11/2016

A breve basterà un selfie per concludere una transazione elettronica. Continua quindi la rincorsa dei pagamenti tramite supporto digitale nei riguardi del contante. L'ultima novità arriva dagli Stati Uniti, dove il colosso del credito al consumo MasterCard ha lanciato un innovativo metodo per effettuare acquisti online, basato appunto sul riconoscimento facciale. 

Così il selfie, riconosciuto dall’Oxford English Dictionary nel 2013 e nato qualche anno prima con l’introduzione delle camere frontali negli smartphone, si appresta ad evolversi da tendenza social a strumento di pagamento elettronico offrendo così un'altra alternativa ai new digital payments

Il sistema è stato ribattezzato Selfie Pay e funziona in maniera molto intuitiva: chi aderisce al servizio deve registrare il proprio selfie. Al momento del pagamento, il software confronta il volto del possessore della carta con quello memorizzato, effettuando il riconoscimento facciale.

Se le immagini non coincidono, la transazione viene bloccata, altrimenti si procede alle fasi successive del pagamento, come se fosse stata immessa la più tradizionale password.

Il nuovo servizio è stato introdotto già da qualche tempo negli Stati Uniti e in Canada con il nome tecnico di Identity Check Mobile, mentre in Europa ha mosso i primi passi nel mese di ottobre, approdando in alcuni Paesi con l’obiettivo di allargare il target in tempi brevissimi.

L’utilizzo del riconoscimento facciale è in fase di studio da parecchio tempo.

I primi a mostrare interesse sono stati gli istituti di credito, peraltro supportati da un alto indice di gradimento da parte dei consumatori. Secondo Mastercard il 92% degli utenti approva l’utilizzo di sistemi biometrici in sostituzione delle vecchie password. 

Tra l’altro Mastercard non è l’unica azienda ad essersi focalizzata sul nuovo business: la britannica Hsbc ha proposto proprio lo scorso mese un servizio analogo, con cui tramite un selfie è possibile aprire un conto corrente. Si tratta ovviamente solo della fase iniziale del processo di identificazione, che poi viene concluso inviando alla banca, tramite app, l’immagine di un documento di riconoscimento, quale la patente o la carta di identità.

Ovviamente non è tutto rose e fiori, dato che al vaglio degli esperti ci sono questioni non banali legate alla sicurezza. Le tecnologie basate sul Selfie Pay non sono protette, come del resto le precedenti, da attacchi da parte dei pirati informatici. Banalmente, potrebbe scatenarsi un traffico di foto rubate, spacciandosi, al momento del pagamento, per un altro utente. A questo proposito le aziende interessate all’utilizzo del riconoscimento facciale si stanno attrezzando per garantire la massima sicurezza ai consumatori.

I colossi dell’ecommerce Alibaba e Amazon si stanno muovendo in questo senso, con sistemi in grado di confermare gli acquisti effettuati sulle piattaforme attraverso il riconoscimento delle espressioni dell’utente. Amazon in particolare ha registrato il proprio brevetto lo scorso anno e, dalle notizie trapelate, sembra che introdurrà brevi video al posto delle foto per rendere ancora meno riproducibile il dato e quindi più sicuro.

Anche Alibaba presta la massima attenzione al trattamento di un dato così sensibile, testando un sistema che probabilmente prenderà il nome di Smile to Pay: l’utente per confermare la transazione dovrà sorridere, introducendo anche la mimica facciale nei dati che vengono riconosciuti dal software. 

Infine Uber, colosso nel noleggio di auto con autista, sta proponendo servizi basati sul riconoscimento facciale: in questo caso però è il guidatore che, quando accetta una corsa, deve procedere con l’autenticazione mediante autoscatto, utilizzando l’app dedicata. In questo modo l’azienda è in grado di riconoscere il 99% degli autisti, portando ai massimi livelli la sicurezza dell’utente che fruisce del servizio.

A cura di: Alessia De Falco

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Parole chiave: mastercard, selfie pay, alibaba, amazon, uber
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