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Commissioni bancarie: rallenta la crescita degli aumenti per i risparmiatori

I ricavi derivanti dalle commissioni bancarie sono in calo per le banche italiane: il trend, che va avanti da alcuni anni, è confermato dai dati completi del 2024 e anche dai dati parziali del 2025. Ecco tutti i dettagli relativi all'attuale stato del mercato italiano.

24/12/2025
commissioni bancarie
Calano le commissioni bancarie: cosa succede

Le commissioni bancarie sono una delle principali fonti di guadagno per le banche che possono applicare dei costi alle varie operazioni e ai servizi proposti alla propria clientela, in modo da sostenere l’attività e garantirsi entrate regolari. Il trend di crescita delle commissioni bancarie si sta riducendo, probabilmente anche per via di una maggiore attenzione da parte dei risparmiatori nella scelta del conto e delle operazioni da effettuare. A fare il punto della situazione è la nuova ricerca “Le Sfide del Nuovo Ecosistema dei Pagamenti”, realizzata da Excellence Payments.

Come scegliere il conto giusto

I risparmiatori hanno la possibilità di scegliere un conto corrente vantaggioso e con costi fissi contenuti e commissioni ridotte al minimo. Per un quadro aggiornato sulle migliori proposte disponibili sul mercato è possibile accedere al comparatore di ConfrontaConti.it, accessibile tramite il box qui di sotto. La comparazione, gratuita e senza impegno, consente di individuare il conto più vantaggioso tra quelli proposti dalle banche partner.

Commissioni in calo

Secondo quanto emerge dalla ricerca, nel corso del 2024, le commissioni bancarie sui servizi di pagamento hanno raggiunto un totale di 9,5 miliardi di euro, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il 2025, con i dati aggiornati ai primi 9 mesi dell’anno, l’aumento è pari all’1%.

Il rallentamento è evidente: dal 2021 al 2022, infatti, è stato registrato un +7% mentre dal 2022 al 2023 il settore ha fatto segnare un +4%. I dati si basano sull’analisi dei bilanci delle dieci banche italiane più grandi (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, BPER, Monte dei Paschi di Siena, Crédit Agricole, BNL/BNP Paribas, Credem, Banca Popolare di Sondrio e Banco Desio).

Secondo Andrea Gnetti, amministratore delegato di Excellence Payments, il rallentamento evidenziato “non è ciclico ma strutturale”. La presenza di nuovi player globali, infatti, sta “ridisegnando le regole del gioco”. Per il futuro, aggiunge Gnetti, bisogna considerare che “l’apporto delle commissioni sui pagamenti, che per anni ha contribuito a stabilizzare i conti economici, non può più essere dato per scontato” e che è necessario per le banche “passare da una logica di rendita a una di innovazione”.

Un’occasione per i risparmiatori

La riduzione dei ricavi derivanti dalle commissioni bancarie è una conferma di come per i risparmiatori ci sia, sempre di più, la possibilità di ottenere un’operatività a costi ridotti (o anche a costo zero) ma senza rinunciare a un servizio completo e in linea con gli standard più elevati del settore.

Per chi apre un conto corrente oggi c’è la possibilità di ridurre al minimo, fino ad eliminare, il canone di tenuta e, nello stesso tempo, di sfruttare carte a canone zero e di poter beneficiare di prelievi e bonifici (anche istantanei) senza commissioni. In questo modo, è possibile operare con il proprio conto eliminando inutili spese aggiuntive.

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A cura di: Paolo Benazzi

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