Mercato bancario unico: il progetto per il futuro dell'eurozona
Superare l'attuale frammentazione dei sistemi bancari e favorire la libera circolazione di capitali e liquidità sono i punti da cui partire per riuscire a costruire un mercato unico europeo efficiente e competitivo: a dirlo è l'Eurosistema, in una risposta alla Commissione Europea.
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- Obiettivo: unione bancaria UE per superare frammentazione
- Pilastri: vigilanza unica, risoluzione e garanzia depositi
- Effetti: più stabilità, concorrenza e credito per economia
In una risposta indirizzata alla Commissione Europea, l'Eurosistema ha ribadito la necessità di riformare il sistema bancario nell'Unione, superando la frammentazione attuale e creando una sorta di legislazione unica nell'eurozona. A beneficiarne sarebbero sia gli istituti bancari, che potrebbero sfruttare le economie di scala e migliorare l'efficienza, sia il sistema economico europeo nel suo complesso, che potrebbe ottenere più risorse finanziarie e contare su una maggiore crescita.
I benefici del mercato bancario unico
Completare l'unione bancaria europea sarebbe un importante passo in avanti per creare davvero un mercato unico europeo. Il fatto che i sistemi finanziari all'interno dell'eurozona siano organizzati ancora prevalentemente su base nazionale rappresenta un freno per lo sviluppo economico e per la competitività degli istituti finanziari.
Armonizzare il mercato bancario permetterebbe alle banche di avere più strumenti per competere anche a livello internazionale e di sfruttare economie di scala che oggi sono frenate dalla frammentazione nazionale.
Allo stesso tempo, un sistema più integrato e vigilato a livello europeo contribuirebbe a rendere più sicuri i depositi e più stabile l’intero sistema finanziario, riducendo il rischio di crisi sistemiche.
L'integrazione del sistema bancario consentirebbe anche di applicare in modo più semplice e diretto le normative e favorirebbe una maggiore integrazione con i mercati dei capitali, ampliando le fonti di finanziamento per imprese e investimenti.
Per le banche centrali europee, la resilienza del sistema finanziario europeo è un prerequisito da cui poter partire per innestare il processo di unione bancaria. Ciò vuol dire anche che gli ostacoli all'integrazione del sistema andrebbero rimossi senza compromettere la stabilità e l'equilibrio finanziario dell'eurozona.
I pilastri su cui fondare l'unione bancaria in Europa
Secondo la Banca Centrale Europea e le altre banche centrali nazionali, i punti su cui intervenire per riuscire a concretizzare il piano di integrazione del sistema bancario europeo sono tre:
- Centralizzazione degli standard di supervisione a livello comunitario;
- Rafforzamento del sistema di risoluzione unitario;
- Introduzione di una garanzia dei depositi operativa a livello europeo (EDIS, European Deposit Insurance Scheme).
Questi tre pilastri lavorano in sinergia tra loro e costituiscono l'ossatura fondamentale su cui costruire l'unione bancaria europea.
Poter contare su un sistema unico di tutela dei depositi, di risoluzione delle crisi bancarie e di vigilanza aiuterebbe a superare le difformità che finora hanno frenato l'integrazione del sistema bancario.
In particolare, la centralizzazione degli standard di supervisione mira a garantire un’applicazione più uniforme delle regole tra i diversi Paesi, riducendo le discrezionalità nazionali e assicurando condizioni di concorrenza più equilibrate tra gli istituti.
Superare la frammentazione normativa e semplificare la legislazione
L'Eurosistema ha sottolineato anche la necessità di intervenire per semplificare la legislazione e ridurre i vincoli alle transazioni transfrontaliere.
Tra gli auspici dell'Eurosistema c'è quello che l'eurozona in un prossimo futuro possa essere considerata come una giurisdizione unitaria, caratterizzata da normative uniformi.
Con l'unione bancaria si riuscirebbe a ottenere la libera circolazione di capitali e liquidità nell'area euro: per permettere ciò sarebbe necessario intervenire riformando i requisiti di sicurezza imposti alle banche. Una proposta prevede, in questo senso, la riduzione da cinque a due delle riserve di capitale prudenziali, liberando così risorse ora bloccate e che invece le banche potrebbero utilizzare per finanziare famiglie e imprese.
L'idea è quella di avere una riserva non rilasciabile, a copertura dei rischi strutturali, e una riserva rilasciabile, attivabile e utilizzabile in funzione del ciclo economico e delle condizioni di mercato.
L'unione bancaria comporterebbe vantaggi anche per i cittadini europei: un mercato finanziario unico aumenterebbe la competizione tra istituti e moltiplicherebbe offerte e opportunità. In un contesto in cui i prodotti bancari sono numerosi e in continua evoluzione, è bene prendere l'abitudine di confrontare conti e carte di pagamento per individuare le offerte più vantaggiose e le banche che propongono le migliori condizioni economiche.