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Conti correnti e conti deposito, tra protezione e rendimento

Da una parte il desiderio di proteggersi, soprattutto alla luce del nuovo conflitto in Medio Oriente; dall'altra il desiderio di difendere il potere d'acquisto dalla capacità erosiva dell'inflazione. Due dinamiche con le quali si trovano a fare i conti i risparmiatori, alla ricerca di un difficile punto di equilibrio

11/03/2026
prelievo di denaro in banca
La situazione dei risparmi degli italiani

In 30 secondi:

  • Gli italiani tengono oltre 1.170 miliardi € in depositi bancari.
  • I conti deposito offrono rendimenti fino al 3-3,5% lordo.
  • I depositi sono protetti dal FITD fino a 100.000 €.

Il panorama del risparmio in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una massa monetaria imponente che cerca rifugio in strumenti sicuri, ma capaci di contrastare l'erosione inflattiva. Con quest’ultima che potrebbe diventare più gravosa nei mesi a venire qualora il prezzo del petrolio, schizzato in alto dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, non dovesse rientrare.

Le somme presenti sui conti degli italiani


Secondo le recenti analisi del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, il numero di depositanti nel nostro Paese ha sfiorato i 50 milioni nel corso del 2025, stabilizzandosi per la precisione a quota 49,4 milioni. Questo esercito di risparmiatori gestisce una liquidità dei conti correnti complessiva che, a fine giugno dello scorso anno, ammontava a 1.171,3 miliardi di euro per quanto concerne i fondi oggetto di tutela, un valore che riflette la storica propensione degli italiani a mantenere ampie riserve di denaro contante o prontamente smobilizzabile. In questo contesto, se il conto corrente tradizionale rimane il fulcro dell'operatività quotidiana, un cenno ai conti deposito diventa imprescindibile per chiunque voglia ottimizzare la gestione del proprio patrimonio senza rinunciare alla massima sicurezza.

Le tutele previste per i depositanti

Il meccanismo di protezione offerto dal Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) rappresenta il pilastro su cui poggia la fiducia dell'intero sistema bancario nazionale. L'organismo garantisce infatti il rimborso dei depositanti fino a un limite di 100 mila euro per singola banca e per singolo depositante, una soglia che permette di coprire integralmente le posizioni del 96% dei risparmiatori italiani. Attualmente aderiscono al fondo 123 banche, una compagine che ha visto una leggera contrazione numerica a causa dei processi di fusione e incorporazione che stanno interessando il comparto. Nonostante la riduzione del numero di istituti, la solidità del sistema è garantita dal fatto che i grandi gruppi bancari, definiti "significativi" e vigilati direttamente dalla Banca centrale europea, detengono da soli l'84% dei depositi protetti totali.

I rendimenti offerti dai conti deposito


Per chi intende far fruttare la liquidità ferma sul conto corrente, i conti deposito si configurano oggi come un'alternativa ai titoli di Stato, specialmente in fasi di incertezza geopolitica come quella che stiamo attraversando ormai da diverso tempo. Questi strumenti offrono un rendimento interessante a fronte di un rischio praticamente nullo per somme entro i limiti di garanzia. Le rilevazioni di mercato di inizio 2026 mostrano che le migliori offerte per vincoli a 12 mesi possono raggiungere un tasso lordo del 3%, traducendosi in un rendimento netto del 2,22% una volta applicata l'aliquota fiscale del 26%. Per i risparmiatori disposti a vincolare le somme su orizzonti più lunghi, ad esempio 60 mesi, è possibile intercettare tassi lordi fino al 3,5%, che garantiscono un ritorno netto annuo del 2,59%. Si tratta di valori estremamente competitivi se confrontati con emissioni recenti come il Btp Valore, rispetto al quale il conto deposito offre il vantaggio di non essere soggetto a oscillazioni di prezzo sul mercato secondario.

La ricchezza degli italiani è a forma di piramide

L'analisi della distribuzione della ricchezza sui conti italiani rivela una struttura piramidale molto netta. La stragrande maggioranza della popolazione, circa il 79% dei depositanti pari a 38,9 milioni di soggetti, detiene somme non superiori ai 20 mila euro. Una fascia intermedia, costituita da 8,5 milioni di persone, possiede depositi compresi tra 20 mila e 100 mila euro, mentre solo una minoranza del 4%, circa 1,9 milioni di depositanti, supera la soglia dei 100 mila euro. Per quest'ultima categoria, il rischio di non copertura riguarda una quota media di circa 230 mila euro per depositante, evidenziando l'importanza di diversificare i risparmi su più istituti di credito per beneficiare della protezione multipla del Fitd.


La capacità di intervento del Fondo è supportata da una dotazione finanziaria che ha raggiunto livelli di assoluta sicurezza. A fine 2025, le risorse disponibili del Fondo ammontavano a circa 6,16 miliardi di euro, superando il livello obiettivo dello 0,8% dei depositi protetti imposto dalle direttive europee. Oltre a queste risorse già versate ex-ante dalle banche, il sistema prevede la possibilità di richiamare contributi straordinari e dispone di linee di credito aggiuntive per 3 miliardi di euro, attivate attraverso accordi con i principali istituti consorziati. Questa architettura finanziaria complessa assicura che, anche in scenari di crisi, il rimborso dei risparmiatori sia garantito con tempestività.


Il futuro del Fondo di tutela è in chiave internazionale


Guardando al futuro, il sistema di garanzia dei depositi è destinato a evolvere ulteriormente verso una dimensione sovranazionale. Il dibattito europeo è focalizzato sulla creazione dell'Edis, ovvero il sistema unico di assicurazione dei depositi, che rappresenterebbe il terzo pilastro dell'Unione bancaria e uniformerebbe le tutele per tutti i cittadini europei indipendentemente dalla nazionalità della banca scelta. Sebbene il percorso politico sia ancora rallentato da frizioni tra gli Stati membri, l'efficacia del modello italiano dimostra come la prevenzione delle crisi e il monitoraggio costante siano gli strumenti migliori per proteggere il risparmio, con solo due interventi di rimborso diretto necessari su sedici procedure attivate negli ultimi anni.

I conti correnti di marzo 2026

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A cura di: Luigi Dell'Olio

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